Cose che forse non sai su Vincent Van Gogh

Cose che forse non sai su Vincent Van Gogh

Quando pensiamo alla cultura di un paese o a un movimento artistico in generale, la prima cosa che viene in mente per semplificarne la spiegazione è un nome ben specifico. Se si cita la letteratura inglese, William Shakespeare ne è l’esempio. Se si parla di cubismo, Pablo Picasso è il primo della lista. Quando si parla di impressionismo, invece, non si può fare a meno di indicare Vincent Willem Van Gogh.

Della nota e breve vita del pittore olandese, esistono alcuni dettagli poco conosciuti, a partire dalla sua opera più famosa, esposta al Moma di New York: La Notte Stellata. Questo quadro fu dipinto durante il soggiorno di Van Gogh in un ospedale. Si trattava del Saint Paul de Mausole, vicino Saint Rémy, dove lo stesso pittore chiese di essere ricoverato nel 1889.

Nato nel 1853 ed ereditato il nome del fratellino morto, l’artista era solito dipingere di notte e avvezzo nell’indossare un cappello di paglia con delle candele poste nella tesa. A proposito della notte, in una lettera al fratello Theo scriveva: “è molto più viva e riccamente colorata del giorno.”

Osteggiato da sempre dal padre nell’impresa di diventare un pittore, Van Gogh tentò nel frattempo di diventare anche maestro e mercante d’arte, professioni maggiormente redditizie. Fallito il tentativo, decise di continuare a dipingere. Iniziò seriamente a 27 anni e continuò a farlo per dieci anni, fino alla sua morte.

Durante questa decade, Van Gogh realizzò più di 900 dipinti e 1100 disegni. Quasi tutte le sue opere sono contraddistinte da un colore, sua cifra stilistica: il giallo cromo. Purtroppo col tempo questo colore dai pigmenti instabili si è sbiadito, e quadri famosi come i Girasoli o La camera di Arles appaiono all’occhio meno accessi di quanto non fossero all’inizio.

Per quanto riguarda l’auto mutilazione dell’orecchio sinistro e la sua morte, secondo alcuni ricercatori questi risvolti avrebbero potuto avere degli esiti diversi. Dell’orecchio mozzato si dice che probabilmente sia stato il suo amico Paul Gauguin a tagliare parte del lobo, mentre secondo il libro “Van Gogh: The Life”, dei premi Pulitzer Steven Naifeh e Gregory White Smith, l’artista olandese non si sarebbe suicidato ma sarebbe stato ucciso da un vicino.

Immagine via Flickr