Cristo si è fermato a Eboli, il libro che fece conoscere Matera al resto d'Italia

Cristo si è fermato a Eboli, il libro che fece conoscere Matera al resto d'Italia

Ogni famiglia ha in genere una sola di quelle grotte per abitazione e ci dormono tutti insieme, uomini, donne, bambini, bestie. Ho visto dei bambini seduti sull’uscio delle case, nella sporcizia, al sole che scottava, con gli occhi semichiusi e le palpebre rosse e gonfie. Sembra di essere in mezzo ad una città colpita dalla peste.

Apparso nel panorama culturale italiano nel 1945, Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi fu un successo immediato. Sulla quarta di copertina, della prima edizione, si legge:

Questo libro racconta, come di un viaggio al principio del tempo, la scoperta di una diversa civiltà. È quella dei contadini del mezzogiorno: fuori dalla Storia e della Ragione progressiva, antichissima sapienza e paziente dolore. Il libro tuttavia non è un diario; fu scritto molti anni dopo l’esperienza diretta da cui trasse origine, quando le impressioni reali non avevano più la prosastica urgenza del documento.

Rocco Scotellaro—“il poeta della libertà contadina”, come lo racconta Giuseppe Maria Viscardi: “che prese parte con i braccianti lucani all’occupazione delle terre, nel biennio 1949-50 e che lo lesse ai diciotto compagni di cella nel carcere di Matera”—lo definì: “Il più appassionante e crudele memoriale dei nostri paesi, dove ci sono morti e lamenti da far impallidire i santi martiri per la forza di verità”.

Il libro di Levi ebbe il merito di far scoprire a tantissimi italiani (non solo al nord, ma anche al sud, sia negli ambienti colti che in quelli rurali) una parte del nostro Paese ignota. Una realtà, come si direbbe oggi con termine giornalistico, “scomoda”. Quella della Basilicata e, con particolare pathos, le condizioni di vita nei Sassi di Matera.

Oggi Patrimonio culturale dell’umanità e Capitale Europea della cultura 2019Matera è nota in tutto il mondo. Grazie anche all’infinità di film che l’hanno eternata. Da La lupa di Lattuada a Il vangelo secondo Matteo di Pasolini. E poi i Kolossal e i film tratti dai fumetti Marvel: li trovi tutti sul sito “I sassi di Matera. Eppure, tempo fa, era un luogo “pestilenziale”.

L’esperienza di Carlo Levi in Lucania

Nato a Torino, amico di Pietro Gobetti e dei giovani che ruotavano intorno a Rivoluzione Liberale, Carlo Levi si laurea in medicina lo stesso anno in cui espone i suoi quadri alla Biennale di Venezia. La notevole carriera da pittore verrà messa in ombra dai suoi lavori di scrittura successivi. È tra i fondatori di Giustizia e Libertà, e dopo essere stato incarcerato più volte, nel 1935 il regime fascista decise per lui il confino in Lucania.

Arrivò a Grassano, per poi essere trasferito ad Aliano—nel libro viene chiamato Gagliano.

E da ogni parte non c’erano che precipizi di argilla bianca, su cui le case stavano come librate nell’aria; d’ognintorno altra argilla bianca, senz’alberi e senz’erba, scavata dalle acque in buche, coni, piagge di aspetto maligno, come un paesaggio lunare.

Ma è su Matera, dove sta la sorella che gliela racconta, che le pagine di Carlo Levi si fanno tragiche e scioccanti:

Dentro quei buchi neri dalle pareti di terra vedevo i letti, le misere suppellettili, i cenci stesi. Sul pavimento erano sdraiati i cani, le pecore, le capre, i maiali. Ogni famiglia ha in genere una sola di quelle grotte per abitazione e ci dormono tutti insieme, uomini, donne, bambini, bestie. Di bambini ce n’era un’infinità… nudi o coperti di stracci… ho visto dei bambini seduti sull’uscio delle case, nella sporcizia, al sole che scottava, con gli occhi semichiusi e le palpebre rosse e gonfie. […] E le mosche si posavano sugli occhi e quelli pareva che non le sentissero… coi vicini grinzosi come dei vecchi e scheletrici per la fame: i capelli pieni di pidocchi e di croste… Le donne magre con dei lattanti denutriti e sporchi attaccati a dei seni vizzi.

Matera, la “vergogna nazionale”

Nel resto del Paese Matera si conosceva soltanto di nome. Pochissimi, chi c’era stato, aveva piena coscienza delle condizioni di vita laggiù. L’opera di Levi risvegliò con forza la coscienza intellettuale e civile italiana. E segnò un primo punto di svolta in quel lungo percorso di riabilitazione per quel luogo dimenticato da Dio. Dove “neppure la parola di Cristo sembra essere mai giunta”.

Il primo politico di risonanza nazionale a recarsi a vedere i Sassi fu il leader del partito Comunista italiano Palmiro Togliatti che raggiunse il capoluogo lucano nel 1948. Per vedere con i propri occhi quel girone dantesco. La definì “vergogna nazionale”. Bisognava fare qualcosa. L’imprenditore e ingegnere Adriano Olivetti diede il proprio apporto alla causa materana e fece nascere la “Commissione per lo studio della città e dell’agro di Matera”.

Nel luglio del 1950 il Presidente del consiglio Alcide De Gasperi visitò Matera e coadiuvato dal potentino Emilio Colombo studiò un disegno di legge per favorirne il risanamento. Venne indetta una Legge speciale per lo sfollamento dei Sassi, che fece trasferire due terzi degli abitanti dentro nuove case. I sassi, quasi del tutto svuotati, divennero una città fantasma, diventando un set naturale per molti film. Nel 1952, Carlo Levi ritornerà in quei luoghi e dirà:

Nelle grotte dei Sassi si cela la capitale dei contadini, il cuore nascosto della loro antica civiltà. Chiunque veda Matera non può non restarne colpito, tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza.

Per approfondire

Cristo si è fermato a Eboli lo puoi leggere, e te lo consigliamo vivamente, nell’edizione Einaudi. C’è anche una trasposizione cinematografica diretta da Francesco Rosi, del 1979, sceneggiata da Tonino Guerra e Raffaele La Capria, interpretata da Gian Maria Volonté. La puoi vedere su Raiplay

Immagine di copertina di Luca Micheli