Cronache dal mito su RaiPlay: Afrodite, la dea vendicativa dell'amore universale

Cronache dal mito su RaiPlay: Afrodite, la dea vendicativa dell'amore universale

RaiPlay, il portale della Rai che permette di vedere gratis e in streaming tutti i programmi e i film della tv pubblica, ha messo a disposizione il programma Cronache dal Mito, una serie dedicata ai grandi miti dell’antichità. Condotto da Cristoforo Gorno, la serie è composta da vari documentari che raccontano le figure della mitologia greca e latina, con un approfondimento molto curato, girati nei luoghi dei grandi fasti antichi. Oggi scopriamo il mito di Afrodite. Ti abbiamo già raccontato del mito di Medea, di Orfeo e Euridice, di Persefone, di Apollo e Dafne, di Medusa... oggi attraverso il documentario di RaiPlay dedicato ad Afrodite, ti raccontiamo la dea che più di ogni altra ha numerosi riferimenti simbolici. Afrodite, Venere per i romani, è la dea dell’amore e della sessualità, nata dalla spuma del mare. Capricciosa e frivola da una parte, profonda e universale dall’altra, Afrodite incarna le energie della vita: per questo è adorata con nomi diversi in tutto il Mediterraneo e in Oriente. Dalla Domus Aurea e dal tempio di Venere Genitrice a Roma, costruiti dalla dinastia Giulio-Claudia che da Venere discendeva, Cristoforo Gorno passa in rassegna gli amori e le imprese della dea in questa puntata di Cronache dal Mito.

Puoi vedere qui la puntata di RaiPlay su Afrodite.

Tempio di Venere genitrice, Roma (Foto: V. Rocchi)

Tempio di Venere genitrice, Roma (Foto: V. Rocchi)

Afrodite, la dea nata dalla spuma del mare

Sandro Botticelli nel ‘400 dipinge la bellissima dea Afrodite che nasce dalla spuma del mare e plana sulle acque sopra una conchiglia mossa da venti gentili che le scompigliano i capelli. Tutta la dolcezza e la bellezza in una figura femminile, in un dipinto tra i più noti del Rinasciamento, che in realtà nasce da un evento drammatico e sanguinoso. La storia del mito di Venere è appunto tragica. Il Titano Crono castra Urano, il dio del Cielo che schiaccia la dea Terra e le impedisce di partorire. Poi si getta alle spalle i genitali amputati che finiscono in mare e attorno si genera una schiuma da cui nasce Afrodite. Il mito sulla nascita della dea è stato tramandato da Esiodo e Omero. Essendo una dea marina, molte città sul mare, per esempio Erice in Sicilia, le hanno dedicato dei templi nell’antichità.

Afrodite, la dea della bellezza che è anche vendicativa

Nell’iconografia del mito, Afrodite non elargisce solo armonia e bellezza e non regala solo gioia e piaceri, è anche una dea vendicativa e implacabile contro chi non rispetta le sue regole e contro chi rifiuta i suoi doni. Giulio Cesare, discendente di Enea e quindi di Venere, fa costruire nel I sec A.C.  un tempio in onore della dea, a Roma, nel suo foro. Venere spinge Elena a lasciare il marito Menelao e a fuggire con Paride, ed è sempre lei a convincere Medea a lasciare patria e parenti per seguire l’argonauta Giasone in Grecia e lo fa insegnando a Giasone un incantesimo d’amore, il primo della storia, una magia cupa che prevede l’uccisione di un uccello per portare tra le sue braccia Medea. Afrodite è quindi una dea doppia, da una parte dispensa dolcezza e amore, dall’altra tesse inganni e tradimenti, i suoi doni sono dorati, lei stessa è aurea e lucente.Venere vivrà a Cipro, è patrona dei marinai, ogni innamorata cerca il suo aiuto, come fa la poetessa Saffo.

O immortale Afrodite dal trono variopinto,
figlia di Zeus, tessitrice di inganni, ti supplico,
non tormentarmi con dolori né con affanni,
o signora, nell’animo,
ma qui vieni, se mai anche un’altra volta
sentendo la mia voce da lontano
mi desti ascolto, e lasciando la casa del padre
giungesti, un aureo
cocchio avendo aggiogato;
Preghiera ad Afrodite, Saffo

Eros è il figlio di Venere, è il dio del desiderio, raffigurato come un bambino alato e capriccioso che colpisce da lontano con le sue frecce chiunque li capiti a tiro. Sua madre lo chiama belva dolceamara. Eros è “invincibile in battaglia” come dicono gli antichi e questa idea dell’amore come un campo di battaglia è arrivata fino a noi nel detto francese all’amour comme alla guerre, l’amore si affronta come una guerra.

Tempio di Venere genitrice, visto da Via dei Fori Imperiali, Roma (Foto: V. Rocchi)

Tempio di Venere genitrice, visto da Via dei Fori Imperiali, Roma (Foto: V. Rocchi)

Gli amori di Venere

Nella mitologia solo tre dee sono immuni dalle insidie di Afrodite. La prima è Atena, vergine guerriera, dea della sapienza, la seconda è Artemide, signora della caccia e degli animali selvaggi, e poi c’è Estia, Vesta per i romani, dea del focolare domestico, onorata dalle Vestali romani, le ancelle che tenevano sempre acceso il fuoco nel tempio di Vesta, simbolo della dea. A parte loro tre, nessuno poteva considerarsi al sicuro, neppure Afrodite stessa. La lista degli amori di Venere include dei e mortali. Nerito, per esempio, un mortale che rifiuta di andare a vivere con Afrodite nell’Olimpo e così lei lo trasforma in mollusco. Il marito di Afrodite è Efesto, il fabbro divino, ma il loro non è un amore felice. E’ infatti frutto di un matrimonio combinato da Zeus e a differenza degli altri dei, Efesto è brutto, zoppo, deforme, eppure ottiene in moglie la più bella.

Afrodite però lo deride e lo tradisce con Ares, il dio della guerra. Efesto geloso, tende loro una trappola. Prepara una rete di catene attorno al letto e finge di partire. Quando gli dei vanno a letto, le catene li bloccano, venendo così smascherati davanti a tutti gli dei. Dall’amore tra i due, nasce Ermafrodito, che unisce i tratti di madre e padre. Ancora più famoso è l’amore della dea per Adone. Ares accecato dalla gelosia, uccide il rivale Adone durante una battuta di caccia.  Tra gli amori mortali ci sarà Anchise che avrà un figlio da Venere, Enea che avrà un figlio, Iulio, discendente della stirpe Iulia, il clan familiare a cui appartiene anche Giulio Cesare, Augusto e Nerone. Ma perché Venere si innamora di un uomo mortale, per giunta semplice? Zeus per vendicarsi di Afrodite che lo faceva innamorare sempre di donne mortali, per vendetta la fa innamorare di Anchise, un pastore.

Il giudizio di Paride: la guerra di Troia nasce da Afrodite

Afrodite è tra le dee che causa la guerra di Troia. Zeus allestì un banchetto per la celebrare il matrimonio di Peleo e Teti, futuri genitori di Achille. Eris, la dea della discordia, non venne invitata e, irritata per questo oltraggio, raggiunse il luogo del banchetto e gettò una mela d’oro con l’iscrizione “alla più bella”.Le tre dee che la pretesero, scatenando litigi furibondi, furono Era, Atena e Afrodite. Esse parlarono con Zeus per convincerlo a scegliere la più bella tra loro, ma il padre degli dèi, non sapendo a chi consegnarla, stabilì che a decidere chi fosse la più bella non potesse essere che il più bello dei mortali, cioè Paride, inconsapevole principe di Troia, il quale era prediletto dal dio Ares.

Ermes fu incaricato di portare le tre dee dal giovane troiano, che ancora viveva tra i pastori e conduceva al pascolo le pecore, e ognuna di loro gli promise una ricompensa in cambio della mela: Atena lo avrebbe reso sapiente e imbattibile in guerra. Era promise ricchezza e poteri immensi. Afrodite gli avrebbe concesso l’amore della donna più bella del mondo. Paride favorì quest’ultima, scatenando l’ira delle altre due. La dea dell’amore aiutò quindi Paride a rapire Elena, moglie di Menelao, re di Sparta, e il fatto fu la causa scatenante della guerra di Troia.

Fra gli altri esseri non v’è alcuno che sappia sfuggirle,
né fra gli dei beati, né fra gli uomini mortali.
E turbò perfino la mente di Zeus che gioisce del fulmine,
che è il più grande, e ottenne il più grande potere:
e quando vuole, illudendo il suo animo saggio,
facilmente lo spinge ad unirsi con donne mortali,
inducendolo a dimenticarsi di Era, sua sorella e sposa.

Inni omerici

Cover: via Wikipedia, by Osama Shukir Muhammed Amin FRCP(Glasg)