La storia tra D'Annunzio e Duse: un

La storia tra D'Annunzio e Duse: un "amore divino"

Per parlare di Gabriele D’Annunzio non basterebbe un libro, così come parlare di una delle più grandi attrici di teatro italiane Eleonora Duse. Il loro amore merita addirittura un capitolo a parte nelle loro biografie: una storia breve (durò una decina di anni) ma piena di travaglio e passione. Quando i due artisti erano, rispettivamente nella letteratura e nel teatro, le vette del ‘900 italiano.

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I due si conoscono nel 1882, a Roma, per la prima volta. D’Annunzio è giovanissimo, ma ha già pubblicato tre opere e frequenta i salotti più importanti della capitale. Lui, sprezzante, le chiede subito di fuggire insieme. Lei rifiuta e lo descrive così: “Molto attraente, con i capelli biondi e qualcosa di ardente nella sua persona“.

D’Annunzio rimane talmente colpito da quell’incontro che le scrive una dedica su una delle sue Elegie romane: “Alla divina Eleonora Duse“. Da quel momento comincia un carteggio in cui i due approfondiscono la conoscenza, prima di incontrarsi un’altra volta, personalmente, nel 1894 a Venezia.

D’Annunzio, al solito, nei suoi modi da navigato amatore, è schietto e audace: tanto da trasferirsi a Firenze per vivere vicino alla sua amata. Prende in affitto la villa “La Capponcina“, che grazie alla presenza del poeta diventerà leggendaria. La villa di D’Annunzio si trova sulla stessa strada della villa in cui sta Eleonora. Il poeta l’abitò fino al 1910 facendola diventare il teatro del loro tanto chiacchierato amore che piace ai giornali scandalistici dell’epoca.

Una piccola curiosità: a Firenze, per ricordare l’amore tra i due grandi artisti, quando è stato fondato il quartiere di Coverciano, proprio vicino alla villa di D’Annunzio, sono state nominate due strade con i nomi di Gabriele ed Eleonora, che si incrociano.

Quando i due si frequentano sono al vertice del panorama culturale italiano ed europeo: Eleonora Duse è la protagonista perfetta di molte opere del suo amato. La storia d’amore tra i due si interrompe in modo malinconico e drammatico nel 1904. Lei decide di finirla quando legge Il fuoco, il romanzo di D’Annunzio che racconta impietosamente il loro rapporto ormai finito. A quel tempo il romanzo scatenò tante critiche, soprattutto da parte dei fan dell’attrice.

D’Annunzio soltanto dopo anni capirà quanto è stato fortunato ad aver incontrato una donna come lei. Nei suoi Taccuini scrive: “Nessuna donna mi ha mai amato come Eleonora, né prima, né dopo. Questa è la verità lacerata dal rimorso e addolcita dal rimpianto”. Secondo alcuni critici, D’Annunzio, il giorno della morte della sua “divina”, pare avesse mormorato: “È morta quella che non meritai“.

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