Da Labyrinth a Ponzio Pilato: quando David Bowie si divertiva al cinema

Da Labyrinth a Ponzio Pilato: quando David Bowie si divertiva al cinema

Grandi protagonisti e protagoniste della musica—come Mick Jagger, Bob Dylan, David Bowie, Madonna o Cher—hanno recitato: con esiti qualche volta buoni, altre volte un po’ imbarazzanti. Mick Jagger nei panni del bandito Ned Kelly in un film del 1970, oppure Bob Dylan nel ruolo di “Alias” in Pat Garret and Billy The Kid, sembrano quasi dei tizi capitati lì per caso.

Non così David Bowie, perfettamente a suo agio davanti alla telecamera già nei videoclip, che fosse vestito da Pierrot, sdraiato su un letto d’ospedale con gli occhi bendati, o semplicemente seduto al pianoforte, rivolto all’obiettivo.

Il viso di Bowie era così magnetico da spingerti a rispolverare le vecchie teorie cinematografiche sulla fotogenia. Per questo, oltre che per la tendenza del personaggio alla creazione di alter ego—che ha fatto nascere Ziggy Stardust e il Duca Bianco—il fatto che a metà anni ’70 Bowie iniziasse ad apparire al cinema non sorprese nessuno.

La sua filmografia, con 17 lungometraggi e vari camei in poco più di trent’anni, è tutto sommato cospicua. Ma quello che davvero stupisce è la sua stravaganza. Non sembra esserci un filo conduttore fra i vari ruoli interpretati—sempre scelti con molta attenzione—se non la coolness del personaggio.

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Bowie è stato diretto talvolta da grandi registi. Ma la sua presenza dà un altro sapore anche a film considerati scadenti. E un film in cui compare anche solo per due minuti, è pur sempre un film con David Bowie. Ripercorriamo le tappe migliori, e le più bizzarre, della carriera cinematografica di David Bowie.

Gli anni Settanta

La prima prova di attore di Bowie risale al 1967 in un cortometraggio in cui interpreta un ritratto che prende vita, The Image. Il primo lungometraggio invece è L’uomo che cadde sulla terra (1976), piccolo classico fantascientifico di Nicolas Roeg.

Contemporaneo di Taxi Driver, benché molto meno significativo del film di Scorsese anch’esso parla di un uomo alienato. Anche se qui il protagonista, anziché uomo, è una creatura extraterrestre che proviene da un pianeta arido. Atterrato nella provincia americana, solo, con le fattezze di David Bowie, e sprovvisto di mezzi con cui sostenersi ma non di conoscenze tecnologiche avanzate, inizia a costruire un impero grazie ad alcuni brevetti rivoluzionari. Man mano adattandosi alla vita terrestre, malgrado la propria eccezionalità o forse a causa di essa, diventa sempre più triste.

David Bowie in Nicolas Roeg's  THE MAN WHO FELL TO EARTH (1976). Courtesy Photofest.

La trama è un guazzabuglio, ma i fan di Bowie ameranno alcune scene bislacche. Come questa in cui il suo personaggio in preda a una crisi di nervi fa volare un vassoio di cookies. O quest’altra, in cui risponde di essere inglese a un altro che gli domanda se sia lituano.

Se il primo film era cucito addosso a Ziggy Stardust, il secondo, l’ironico Just a Gigolo (1978), è un omaggio al Bowie “berlinese”: un ufficiale prussiano sotto la repubblica di Weimar non trova altro da fare a Berlino che impiegarsi in un bordello condotto da una “Baronessa” interpretata da Marlene Dietrich. Il film, diretto da David Hemmings, fu un insuccesso, ma è da riscoprire.

Gli anni Ottanta

Nel 1983 Bowie interpreta l’amante di una vampira in Miriam si sveglia a mezzanotte (The Hunger, 1983) e un ufficiale neozelandese in Furyo (Merry Christmas Mr. Lawrence) di Nagisa Ōshima, uno dei ruoli in cui sembra davvero calarsi nel personaggio. Il film, famoso per la colonna sonora di Ryūichi Sakamoto, è ambientato in un campo di prigionia giapponese durante la Seconda guerra mondiale, e ha una trama difficile da riassumere.

Bowie è un ufficiale omosessuale che induce l’omosessualità latente del comandante del campo a manifestarsi. Il comandante è un maniaco del codice d’onore: finirà male per entrambi. Il cast è davvero insolito: oltre a Bowie, fra i protagonisti ci sono proprio il compositore Sakamoto e il futuro regista Takeshi Kitano. In una delle scene più famose, Bowie bacia sulla guancia il capitano Yunoi è viene linciato.

Dopo Tutto in una notte, di John Landis, e Absolute Beginners, Bowie recita nel famoso film fantastico Labyrinth (1986). In questo cult degli anni Ottanta, diretto dal creatore dei Muppets, David Bowie e Jennifer Connelly sono i pochi attori in carne e ossa fra molti pupazzi e animatroni. Bowie è Jareth, il re dei Goblin, che vive in un castello ispirato alle scale folli di Escher e obbliga un’adolescente—di cui è innamorato—a inoltrarsi in un labirinto per ritrovare il fratellino che lui ha rapito.

Per il film, che a suo modo è un musical, Bowie ha scritto diverse canzoni.

Nel suo ultimo film degli anni Ottanta, L’ultima Tentazione di Cristo (1988) di Martin Scorsese, Bowie interpreta addirittura, prestandogli la sua eleganza naturale, Ponzio Pilato. Il suo prefetto romano è un autentico villain, calmo, subdolo e mellifluo.

Qui la stessa scena nell’originale

Gli anni Novanta

Dopo un cameo in Fuoco cammina con me—il prequel della serie Twin Peaks—il nostro appare in Basquiat (1996) di Julian Schnabel. Con una vistosa parrucca bianca interpreta il mentore dell’artista, Andy Warhol. Secondo Rolling Stone, è proprio nella resa di personaggi realmente esistiti che Bowie avrebbe dato il meglio di sé come attore.

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Bowie è imprevedibile: due anni dopo lo troviamo accanto a Leonardo Pieraccioni in una produzione italiana, Il mio West.

Gli anni Duemila

Ancora un cameo (divertentissimo) e un’interpretazione memorabile. Qualche tempo dopo aver preso parte nei panni di se stesso a una scena culto—quella della “sfilata a due“—  di Zoolander (2001), Bowie interpreta Nikola Tesla in The Prestige (2006) di Cristopher Nolan. La sua è una versione romanzata e decadente dell’inventore serbo-americano, oltre che, ovviamente, elegantissima.

Qui le stesse scene nell’originale

Puoi consultare la filmografia completa di David Bowie. Nei panni di se stesso, sul palco, Bowie è comparso anche in Christiane F. – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino.

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