Il David di Michelangelo: la storia, l'interpretazione e l'eredità mondiale

Il David di Michelangelo: la storia, l'interpretazione e l'eredità mondiale

Se dovessimo scegliere una statua che rappresenti il vertice della storia artistica italiana molto probabilmente sceglieremmo il David di Michelangelo. Anzi, sarebbe meglio parlare di capolavoro mondiale. L’opera infatti ha una doppia bellezza: da una parte mostra le doti eccellentissime dello scultore aretino e dall’altra i picchi più alti di quel magnifico movimento culturale e artistico che è stato il Rinascimento.

Così come la Venere di Botticelli è stata a lungo considerata il canone di bellezza femminile, il David ha rappresentato quello maschile. Come ha scritto Vasari nelle “Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori” nel 1550: “Questa opera ha tolto il grido a tutte le statue moderne et antiche, o greche o latine […] né mai più s’è veduto un posamento sì dolce né grazia che tal cosa pareggi.”

Fin dalla sua apparizione l’opera venne celebrata come un capolavoro assoluto, in grado di cambiare il gusto estetico del tempo. Nei secoli è rimasta insuperata per molti aspetti, non soltanto per le proporzioni, ma anche per la bellezza e il significato. La lettura del capolavoro scultoreo può essere svolta su vari piani, e tutti non fanno che accrescere il suo fascino.

Partiamo innanzitutto dal contesto storico. La statua è stata creata da un singolo blocco di marmo tra il 1501 e il 1504. A quel tempo Michelangelo era già un artista di spicco a Firenze. A neanche 26 anni gli fu commissionata la scultura per la serie che sarebbe stata collocata in uno dei contrafforti esterni della zona absidale della Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Questo spiega la grande dimensione della statua: si sarebbe dovuta vedere da Piazza del Duomo. Il risultato aveva superato di gran lunga le aspettative, 5 metri e 17 centimetri (con un basamento di 107 cm), per questo si scelse una collocazione più ambiziosa. Restò all’interno del Palazzo della Signoria dal 1504 per poi essere ricollocata alla Galleria dell’Accademia, dove risiede dal 1873.

david michelangelo arte rinascimento

La statua raffigura Davide, personaggio biblico famoso per l’episodio del duello contro Golia. La tradizione vuole che fu in grado di stendere il suo nemico con un sasso scagliato da una fionda, per poi trafiggerlo mortalmente con la sua stessa spada. Davide divenne presto anche il simbolo di Firenze. La sua personificazione: con il suo coraggio inarrestabile, la forza inaspettata e la perseveranza, vigile e vittoriosa contro i nemici.

david michelangelo arte rinascimento

A differenza di altri artisti che avevano scelto di raffigurare Davide con le fattezze di un giovane ragazzo (come Caravaggio e Donatello), Michelangelo scelse di rappresentarlo più grande, uomo, e pochissimi istanti prima del colpo di grazia a Golia. Nei suoi occhi c’è tutta la determinazione.

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Il David, da un punto di vista anatomico, mostra tutti gli studi sul corpo, l’equilibrio e l’armonia nella sua forma ideale, condotti da Michelangelo. La sua postura è quella del contrapposto (il braccio destro e la gamba sinistra sono rilassate, a differenza delle altre due). Impressionanti sono i dettagli muscolari della statua, incluse le vene delle mani. Le pupille sono state perforate dallo scultore per evitare la luce così da creare un gioco di ombre che gli dà più profondità.

david michelangelo arte rinascimento

Tantissime sono le riproduzioni dell’opera in giro per tutto il mondo. Non soltanto nella stessa Firenze (a Piazza della Signoria) ma anche a Londra, a Buffalo, New York, Marsiglia ecc. Di diverse dimensioni e diversi materiali. Nel 2004 una copia della statua fu offerta dalla città di Firenze a Gerusalemme per celebrare il terzo millennio dalla conquista della città da parte di David. Anche se nessuna delle opere è in grado di eguagliare l’originale, queste hanno il compito nobile di far conoscere ovunque il lavoro di Michelangelo e tramandare l’eredità artistica italiana in tutto il mondo.

Immagini via Flickr e Wikipedia