Una straordinaria mostra celebra Delacroix al Louvre

Una straordinaria mostra celebra Delacroix al Louvre

La tigre, proiettata verso la preda, non ha altrettanto lampo negli occhi e, nei muscoli, fremiti così impazienti, come ne mostrava il nostro grande pittore, quando tutta l’anima gli vibrava verso un’idea o voleva impadronirsi di un sogno.

Così Charles Baudelaire ricordava uno dei più grandi pittori romantici, e suo grande amico, Eugène Delacroix (1798-1863). Amato da impressionisti e post-impressionisti come Signac e Cézanne, che avrebbe detto: “siamo tutti in Delacroix”.

Le parole di Baudelaire sono del 1863. Cent’anni dopo, 1963, il Louvre avrebbe dedicato una grande esposizione a Delacroix, uno dei suoi artisti più rappresentativi. Poi più nulla fino ad oggi. A più di cinquant’anni dall’ultima, una nuova, enorme mostra dedicata a Delacroix è in corso al Louvre fino al 23 luglio 2018. Non puoi perderla, se visiterai Parigi in primavera o in estate.

Eugène Delacroix - La libertà che guida il popolo, 1830. Museo del Louvre. Via

Eugène Delacroix – La libertà che guida il popolo, 1830. Musée du Louvre. Via

Eugène Delacroix, romantico maestro del colore

Bisogna essere molto audaci. Senza audacia, e audacia estrema, non esistono bellezze.

Così annotava Delacroix nel 1849 nel suo diario. Già vent’anni prima, d’altronde, l’audacia del giovane Delacroix, ammiratore del Géricault della “Zattera di Medusa” (per cui aveva anche posato) aveva iniziato a scandalizzare il pubblico del Salon parigino. Con “La barca di Dante”, 1822. Il “Massacro di Scio”, 1824. La “Morte di Sardanapalo”, 1827. “La libertà che guida il popolo”, 1830, ispirata alla Rivoluzione di luglio.

Eugène Delacroix - La barca di Dante, 1822. Musée du Louvre. Via

Eugène Delacroix – La barca di Dante, 1822. Musée du Louvre. Via

Tutte dichiarazioni di guerra di Delacroix alla cerchia dei classicisti di David e di Ingres. Per Delacroix, né “la fredda esattezza”, né “l’artificio ingegnoso”, né la “coscienziosità” dei soggetti dotti dell’accademia, costituivano l’arte.

L’ardire maggiore sta nel liberarsi dalle convenzioni e dalle abitudini. […] Nulla di così raro come quella fiducia che sola fa creare i capolavori

Era soprattutto attraverso l’uso del colore che Delacroix si liberava dalle convenzioni.

I pittori che non sono coloristi, miniano e non dipingono. […] La pittura propriamente detta, implica l’idea del colore come una delle basi necessarie della proporzione, della prospettiva… il colore dà l’apparenza della vita.

Eugène Delacroix - Cristo sul mare di Galilea, 1854. Via

Eugène Delacroix – Cristo sul mare di Galilea, 1854. Via

Ma anche, come riconobbe il critico Lionello Venturi ne 1946, attraverso un segno che dava vita a una “forma deformata, libera da ogni naturalismo”.

Nel mio viaggio in Africa, ho cominciato a far qualcosa di passabile soltanto quando avevo un po’ dimenticato i particolari minori per non ricordarmi nei miei quadri che del lato poetico e di quello che colpisce; fino a quel momento ero perseguitato dall’amore per l’esattezza che la maggioranza confonde con il vero.

Eugène Delacroix - Le donne di Algeri, 1834. Musée du Louvre. Via

Eugène Delacroix – Le donne di Algeri, 1834. Musée du Louvre. Via

La mostra su Delacroix al Louvre

La straordinaria retrospettiva, oltre 180 opere, dedicata a Delacroix, è sostenuta da un’importante collaborazione tra il Louvre e il Metropolitan Museum of Art di New York, che custodisce opere notevoli di Delacroix. Uno dei curatori della mostra, Sebastien Allard, ha dichiarato che il progetto espositivo punta a offrire una visione il più possibile “panoramica” dell’artista. Superando gli “ismi” (classicismo, romanticismo), e le considerazioni attorno al concetto di “genio” di Delacroix, ancora vive nel dibattito coevo alla mostra del 1963.

Eugène Delacroix - Orfanella al cimitero,1824. Studio per "Il massacro di Scio". Musée du Louvre. Via

Eugène Delacroix – Orfanella al cimitero,1824. Studio per “Il massacro di Scio”. Musée du Louvre. Via

La mostra si svolge perciò per capitoli fondamentali della vita e della carriera di Delacroix. Giovinezza eroica. Amore per la letteratura: Lord Byron, Goethe, Shakespeare. Influenza dei pittori veneziani e fiamminghi del XVI e XVII secolo. I viaggi in Marocco. La particolare immaginazione religiosa. L’ultimo, straordinario periodo creativo. Una mostra da non perdere assolutamente.

Eugène Delacroix - Autoritratto, 1837 ca. Musée du Louvre. Via

Eugène Delacroix – Autoritratto, 1837 ca. Musée du Louvre. Via

La mostra, iniziata il 29 marzo, si svolge fino al 23 luglio 2018 al Musée du Louvre. Tutti i virgolettati di Delacroix sono tratti dal suo celebre e bellissimo “Journal”. Il diario di una vita, pubblicato anche in Italia da Abscondita. 

Immagini: Copertina