Le stranezze degli scrittori famosi

Le stranezze degli scrittori famosi

Molto spesso consideriamo i grandi scrittori alla stregua di entità aleatorie riconducibili alle loro opere, senza prendere in considerazione che anche loro sono state persone con pregi e difetti. Per ricordarti questo aspetto, ti avevamo già parlato dei lavori secondari che alcuni letterati hanno fatto per mantenersi, dei loro stratagemmi per trovare l’ispirazione, o ancora dei luoghi connessi al loro estro.

Oggi, però, vogliamo addentrarci un po’ più in là, dentro la loro vita privata; per capire qualcosa di più su come gli accadimenti quotidiani di una persona portata per la scrittura possano poi, in qualche modo, essere strettamente legati ai suoi talenti.

Prendiamo, per esempio, in considerazione uno dei cardini della letteratura italiana: Alessandro Manzoni. L’autore dei Promessi Sposi soffriva di alcuni disturbi che lo portavano spesso a circondarsi di pochi intimi. Innanzitutto, pur non volendo mai passeggiare da solo, soffriva di agorafobia ed evitava con previdenza i luoghi affollati. Poi, a causa della sua balbuzie, preferiva evitare di parlare in pubblico.

Se, invece, prendiamo in considerazione i romanzi gialli di Agatha Christie, dobbiamo puntualizzare che non li ha scritti lei, almeno materialmente parlando. La scrittrice britannica era infatti disgrafica e doveva dettare ogni singola parola contenuta nei suoi libri.

Ma se i gialli non sono il tuo genere preferito, e preferisci libri fantasy come la trilogia de Il Signore degli Anelli, devi sapere che Tolkien era un appassionato di lingue. Non solo negli anni, tra antiche e moderne, ne ha studiate 12, ma ne ha inventate ben 14, tra cui l’elfico.

Tornando in Italia, molti racconti riportano che Alberto Moravia se ne andasse in giro per Capri con in spalla un gufo. La passione per gli animali, però, sembra fosse di famiglia. La moglie Elsa Morante, infatti, era avvezza a portare in giro il suo gatto siamese al guinzaglio come fosse un cane.

Infine, forse non tutti sanno che Pier Paolo Pasolini fosse un appassionato di calcio. Era solito praticarlo a livello amatoriale e amava organizzare delle amichevoli. Tra queste, è passata alla storia quella tra la sua troupe e quella dell’amico Bernardo Bertolucci, che barò inserendo tra le sue file due giocatori del Parma.

Immagine via Wikipedia