Il

Il "Diavolo della città bianca" e gli altri serial killer dell'ottocento

I serial killer sono i protagonisti di molti horror di successo, che siano inventati, come NightmareHalloween Saw, oppure ispirati a storie vere come PsychoIcemanMonster.

Spesso i serial killer di questi film si rifanno a modelli conosciuti, novecenteschi, ma anche l’ottocento è stato ricco di esempi.

Come H.H.Holmes, protagonista del nuovo film diretto da Martin Scorsese, definito “l’assassino più folle e depravato di tutto il diciannovesimo secolo“.

H.H.Holmes nella sua “carriera” ha ucciso più di cento persone. Ad interpretarlo sarà per la sesta collaborazione con Scorsese, Leonardo DiCaprio. Il film si intitola “Il diavolo della città bianca” e sarà ambientato a Chicago, più precisamente alla Fiera mondiale del 1893.

Al centro del film oltre alla personalità affascinante e potente di Holmes ci sarà anche il suo ambiguo rapporto con l’architetto Burnham. L’opera è tratta dall’omonimo best seller di Erik Larson.

Il film è ancora in produzione e bisognerà aspettare un po’ prima di vederlo nelle sale italiane.

Per prepararti all’evento abbiamo deciso di raccogliere i serial killer dell’ottocento, un secolo che pochi conoscono da questo punto di vista.

Antonio Boggia

Nella Milano austriaca dell’ottocento Antonio Boggia lavorava come piccolo imprenditore edile. Era un lavoratore rispettato, un fervente cattolico con moglie e figli.

Nel 1860 un tale di nome Giovanni Maurier denunciò la scomparsa della madre che viveva nello stesso condominio di Boggia. È l’inizio della fine. Quando venne ispezionata la casa di Antonio si scoprì il corpo della signora murato in un sottoscala, senza gambe e testa.

In tribunale, il “mostro di Milano“, così chiamato dai giornali dell’epoca, confessò altri 4 omicidi. I motivi delle uccisioni erano legati a questioni di denaro.

Sweeney Todd

Il barbiere di Fleet Street che dalla fine del settecento agli inizi del nuovo secolo uccise 160 clienti. Tagliava loro la gola e nascondeva i cadaveri in uno scantinato. Margery Lovett, la sua aiutante, preparava torte con alcune parti anatomiche dei cadaveri. A lui si è ispirato l’omonimo film del 2007 di Tim Burton con Johnny Depp e Helena Bonham Carter nelle parti dei due protagonisti.

Brendan Burke

Brendan aveva un hotel a West Port, ma evidentemente non faceva grossi affari se un giorno iniziò, insieme al suo complice Wiliam Hare, a soffocare i suoi clienti per vendere gli scheletri all’università!

Jack lo squartatore

È sicuramente il serial killer più famoso di sempre. Di lui non si è mai conosciuta la vera identità. Agiva di notte, nei quartieri più malfamati di Londra, uccidendo prostitute tra l’estate e l’autunno del 1888. Cinque i brutali casi di omicidio attribuiti a quest’uomo. Il nome “Jack” si deve alle lettere che venivano inviate alla Central News Agency e scritte da qualcuno che dichiarava essere l’assassino.

Mary Ann Cotton

C’è una filastrocca popolare terrificante che recita: “Mary Ann Cotton è morta e putrefatta, giace nella tomba con gli occhi spalancati. Penzola in aria, vende manine rinsecchite, un penny al paio”.

Uccise 20 persone usando l’arsenico per intascare i soldi dell’assicurazione sulla vita. Si sposò 4 volte. La difesa al processo tentò, vanamente, di provare che l’arsenico si trovava nei materiali che Mary usava per pulire le case dove lavorava, e che lei non ne sapeva nulla.

Maria Swanenburg

Nata il 9 settembre 1839 a Leida, in Olanda, iniziò a uccidere nel 1880. Le sue vittime erano tutte di sua conoscenza, anziani o malati che, come Mary Cotton, avvelenava con l’arsenico. Come molti altri casi di serial killer la causa erano i soldi. Maria voleva la loro eredità. Con i suoi più di 90 omicidi, guadagnò quasi 3mila fiorini.

Immagine tratta da Sweeney Todd