Una dieta di carboidrati ha reso più grande il nostro cervello

Una dieta di carboidrati ha reso più grande il nostro cervello

Tra noi e le scimmie ci sono tante differenza, e la più decisiva riguarda le dimensioni del nostro cervello. Capire la dieta che ha facilitato l’aumento di massa cerebrale non è stato facile, però.

Non essendoci libri di cucina del Pleistocene, gli scienziati devono consultare soltanto le tracce chimiche sulle ossa fossilizzate e i graffi sugli utensili preistorici.

Quello che si sapeva finora era che, con il tempo, le diete dei nostri antenati hanno subito un grande cambiamento con l’aggiunta della carne. Ma una recente scoperta ha identificato un altro fattore alimentare decisivo per lo sviluppo del nostro cervello: i carboidrati.

Secondo quanto riportato dal Quarterly Review of Biology, l’aggiunta di alimenti ricchi di amido alle loro diete avrebbe dato ai nostri antenati la base necessaria per sostenere cervelli più grandi.

I nostri corpi convertono l’amido in glucosio, il carburante del corpo, non appena si comincia a masticare: la nostra saliva infatti contiene l’amilasi, un enzima che aiuta a metabolizzare gli amidi. Gli altri primati, ad esempio gli scimpanzé, i nostri parenti più prossimi, hanno soltanto 2 copie di questo gene nel loro DNA. Alcuni esseri umani invece possono averne anche 18.

Rispetto agli altri primati che per lo più sgranocchiano fibre, piante con un basso contenuto di carboidrati, gli esseri umani, assimilando i carboidrati, hanno una maggior riserva di energia supplementare che permette di sostenere cervelli più grandi.

I reperti fossili mostrano una drastica accelerazione nella dimensione del cervello quando i nostri antenati hanno iniziato a cucinare il cibo, assimilando ancora più facilmente le calorie dalle verdure.

Secondo i ricercatori di questo studio oggi sappiamo che il nostro cervello utilizza un quarto delle calorie che consumiamo, e questo non sarebbe stato possibile senza l’aggiunta di carboidrati nella nostra dieta, 800mila anni fa.

Immagine via Flickr