Le differenze linguistiche tra l'inglese e l'americano che confondono tutti

Le differenze linguistiche tra l'inglese e l'americano che confondono tutti

Anche i più preparati di noi possono fare confusione tra l’inglese e l’americano, non soltanto per la pronuncia ma per il lessico e la grammatica. Al di là delle varie differenze interne tra i due Paesi (l’inglese di Manchester è diverso da quello di Glasgow o di Londra; o l’americano di New York è diverso da quello di Houston), ci sono macro-differenze che possono trarre in inganno, riassumiamone alcune.

Una precisazione: in questo articolo si usa il termine “inglese” per indicare l’inglese britannico. Anche l’americano è inglese sia chiaro, ma per rendere più fluida la lettura si è preferito generalizzare un po’.

Partiamo dalla grammatica. Qui le differenze sono sottili ma decisive: alcune riguardano le preposizioni (es. nell’americano della frase seguente si usa “on”: “I’m going to a party on the weekend, mentre nel britannico si preferisce “at”: “I’m going to a party at the weekend“).

Altre si vedono nell’uso dei verbi: gli americani tendono a utilizzare volentieri il past simple, per raccontare una cosa che è accaduta da poco, mentre nel Regno Unito si preferisce il present perfect. E così, la frase “ho mangiato troppo” viene tradotta nel primo caso: “I ate too much” mentre nel secondo: “I’ve eaten too much”.

Altra sottile differenza riguarda i nomi collettivi (è il caso di governo, squadra, ecc) che in inglese vengono declinati sia al singolare che al plurale, mentre negli Stati Uniti si usa sempre una forma: quella singolare.

Restiamo nel gruppo dei nomi. Ce ne sono molti nel lessico che usiamo o leggiamo tutti i giorni che hanno due provenienze geografiche distinte. Ad averle raccolte ci ha pensato il blog linguisticoGrammar Check” che ha elencato 63 parole che si dicono in due modi differenti.

Cominciamo dalla più famosa: le “patatine fritte”. In Inghilterra si usa “chips“, mentre in America “fries“. Restando in tema cibo, si potrebbero citare anche i due termini che identificano il “biscotto”, in Inghilterra “biscuit” mentre in americano “cookie“. Le caramelle, invece, nel Regno Unito sono “sweets“, oltreoceano sono “candy“.

Ben più chiara è la differenza alla voce “calcio”: se in Inghilterra è il “football“, in America si preferisce “soccer“, per evitare confusioni con lo sport omonimo (chiamato qui da noi “football americano“) diffuso da prima del calcio.

Altra chiara differenza è quella tra “trousers” e “pants“, per indicare i “pantaloni”. Il primo di origine inglese e l’altro americana.

Nella scrittura, per concludere, bisogna stare attenti ad alcune desinenze: in particolare -our/-or e -tre/-ter. Le prime di ogni coppia riguardano l’inglese, le seconde l’americano. Qualche esempio? “colour” e “color“, “favour” e “favor“, “neighbour” e “neighbor“. Mentre per quanto riguarda la seconda coppia di desinenze “litre” e “liter“, “centre” e “center“, “theatre” e “theater“.

Immagine via Flickr