La divertente e assurda storia della vera Gotham City

La divertente e assurda storia della vera Gotham City

Bill Finger, il co-creatore di Batman, insieme a Bob Kane, quando decise il nome della città del suo supereroe aprì l’elenco telefonico di New York. Era la fine degli anni Trenta. Legge l’intestazione “Gotham Jewelers” e quel nome lo convince subito. Nel dicembre del ’40 la città farà la sua prima e duratura comparsa nel fumetto.

Prima di scegliere Gotham, aveva pensato a un nome alternativo di New York. Inizialmente aveva pensato a “Civic City”, poi “Capital City” e infine “Coast City”. Poi Gotham, era perfetta. Era evocativo quanto bastava.

A tal punto da entrare nell’immaginario di milioni di appassionati di fumetti (e splendidi film) in giro per il mondo. Una città che è diventata anche “la protagonista” di un’omonima serie TV. Un universo a parte che potrebbe sopravvivere anche, paradossalmente, senza Bruce Wayne. 

Ma Bill Finger quando scelse quel nome per la cupa città di Batman sapeva qual era invece la storia di quella vera? Di quella città inglese, nella contea di Nottinghamshire, famosa invece per la sua “follia”? 

La storia è stata raccontata da Tom Scotto in un interessante video della sua rubrica “Things You Might Not Know”.

I burloni di Gotam

Tom inizia il suo racconto da un libro del XVI secolo, intitolato “The Merry Tales of the Mad-Men of Gotam” (“Le allegre storielle dei pazzi abitanti di Gotam“). Nel libro, una raccolta di prese in giro dirette proprio a questi sfortunati abitanti, si trovano storielle ironiche, come questa.

C’era una volta un uomo di Gottam [scritto così nel testo] che doveva andare al mercato con due grandi sacchi di grano; ma siccome era preoccupato che il suo cavallo non reggesse il peso eccessivo, si mise uno dei sacchi sulle proprie spalle e salì sull’animale: giudicate voi, chi è il più furbo di questa storia.

Un po’ come succede anche in Italia, ci sono alcuni paesi che per un motivo o per un altro hanno una cattiva reputazione. Gotam (scritto anche Gottam) era uno di questi. Ma perché Gotam aveva questa nomea?

Per rispondere a questa domanda, bisogna andare ancora più indietro nel tempo. Nel XIII secolo, ai tempi di re Giovanni d’Inghilterra. Il sovrano decise un giorno di attraversare il villaggio, ma gli abitanti di Gotam erano preoccupati. Se il re avesse attraversato le loro strade sarebbero diventate automaticamente “pubbliche” e loro non lo volevano. Inoltre il re era intenzionato a costruire rifugi per la caccia. Opere che gli abitanti di Gotam avrebbero dovuto pagare. Allora pensarono a un piano, geniale. Si finsero pazzi.

Quando il messaggero del re arrivò nel paese vide le cose più assurde. Gente che provava a “ingabbiare” un cuculo costruendo una bassa staccionata intorno all’albero dove stava. Qualcun altro che provava a uccidere un’anguilla affogandola. Fecero capire al messaggero che quella loro follia era contagiosa. E che il re avrebbe sicuramente rischiato di contrarla. Così dei progetti di Giovanni Senzaterra non si fece più nulla. Ma come si legge dal libro di tre secoli dopo, la finzione continuò a sopravvivere e convinse i vicini di Gotham che gli abitanti del paese non avessero proprio tutte le rotelle a posto.

La diffusione negli Stati Uniti

Ma questa storia come ha fatto ad attraversare l’oceano e arrivare fino a New York? Grazie a uno scrittore del XIX secolo. Washington Irving, l’autore, tra gli altri, del racconto “La leggenda di Sleepy Hollow”. Irving era noto anche per i suoi scritti pungenti, satirici. Proprio in uno dei suoi articoli soprannominò i newyorkesi del tempo come gli abitanti di Gotham (stavolta scritto così). Usati questi ultimi come sinonimo di folli. Era l’11 novembre 1807. Quel nome venne poi usato, un secolo dopo, per una gioielleria di New York

“Se soltanto un pezzetto di questa lunghissima catena“, conclude Tom: “che ha attraversato decine di anni, dal tredicesimo secolo al ventesimo, si fosse spezzato… beh… Batman vivrebbe oggi da un’altra parte”.

Immagine di copertina