Sfoglia tre preziose e antichissime edizioni illustrate della Divina Commedia

Sfoglia tre preziose e antichissime edizioni illustrate della Divina Commedia

Assieme alla tradizione fiabesca, alla Bibbia, a Paradiso Perduto di John Milton e alle opere di Edgar Allan Poe, il “poema sacro” di Dante Alighieri—che dal ‘500 in poi, seguendo la fortunata dizione di Giovanni Boccaccio, sarà chiamato Divina Commedia—ha sempre “sfidato” l’immaginario di illustratori moderni d’eccezione.

Di questi, il primo fra i più noti è Gustave Doré, le cui incisioni di gusto romantico hanno sempre offerto un sostegno mnemonico agli studenti liceali. Subito dopo c’è William Blake, con più di cento bellissimi disegni, molti acquerellati. Più o meno noti, gli illustratori illustri della Commedia sono comunque tanti.

Da Botticelli (disegni su pergamena realizzati alla fine del ‘400) a Dalí (le puoi vedere qui), a Moebius, passando per Giovanni Stradano e Alberto Martini, un grande artista italiano della prima metà del secolo scorso.

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William Blake—Inferno, Canto V

Tre antiche edizioni illustrate della Commedia disponibili online

Le più vecchie edizioni a stampa, ricchissime di illustrazioni, sono solitamente invisibili, gelosamente custodite nelle sezioni delle biblioteche destinate ai libri antichi. Grazie a un’iniziativa del dipartimento di Italianistica della Columbia University di New York, ora puoi “sfogliarne” tre. Digital Dante è un progetto aperto su più fronti: contiene studi critici, un’indagine del legame intertestuale fra la Commedia e le opere di Ovidio, e molte immagini in alta definizione da tre antichi esemplari a stampa del poema. Questi meritano di essere osservati da vicino.

CUL, Mac Pro, OS X, 10.6.8, Phase One P40, Capture One 7.1, Profoto Strobes, Schneider 80mm LS /f2.8, ColorChecker

Il primo dei tre volumi, stampato a Brescia nel 1487, è perciò un incunabolo: un libro comparso nell’intervallo di tempo fra il 1454 (anno in cui fu stampato il primo libro, la Bibbia di Gutenberg) e il 1500. Il testo deriva da un’edizione del 1472 (anno delle prime stampe della Commedia) e contiene il commento più famoso del Quattro-Cinquecento, quello dell’umanista Cristoforo Landino.

Splendide xilografie a tutta pagina ornano ogni canto del poema. Alcune scene sono colorate a mano, come quella che vedi qui sopra, incorniciata da motivi decorativi. Dante e Virgilio incontrano Brunetto Latini nel girone dei violenti contro Dio, che bruciacchiati cercano di proteggersi dalla pioggia di fuoco. Delle notarelle manoscritte indicano l’identità dei personaggi.

Il secondo invece è una cinquecentina (1544) con 87 xilografie che sono state colorate a mano solo nel XIX secolo. Le illustrazioni sono bellissime.

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I cerchi infernali sono effettivamente dei cerchi in cui il disegnatore ha cercato di realizzare una sintesi dell’intera scena. Nel quarto cerchio avarizia ed eccessiva prodigalità—in quanto entrambe categorie dell’incontinenza—si tramutano nella stessa pena: percorrere un semicerchio spostando massi senza motivo apparente, e, nel farlo, scontrarsi continuamente. Come vedi nella foto sopra, per facilitare la lettura dell’immagine l’illustratore ha scelto di far compiere agli uni un movimento centripeto, agli altri uno centrifugo.

Molto bella anche la resa dell’incandescente città di Dite, serrata da un’enorme muraglia e circondata dalle acque dello Stige. L’immagine, antiprospettica, è una sequenza temporale.

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Inevitabilmente, alcune illustrazioni—complice la colorazione—oggi possono farci sorridere. Ecco come sono raffigurate le anime trionfanti dell’Ottavo Cielo del paradiso, quello “delle Stelle Fisse” (le lettere capitali identificano Dante e Beatrice).

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Il terzo dei nostri libri invece è una stampa veneziana del 1568. Benché relativamente carente nelle illustrazioni, contiene tre grandi “mappe” per ciascuna cantica.

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Come sostiene Jane Siegel, bibliotecaria della sezione “Libri Rari” della Columbia University, questo con la minor quantità di illustrazioni, in realtà è il volume più pregiato dei tre. Le illustrazioni sono molto dettagliate perché provengono da incisioni su lastre di rame (procedimento meno economico di altri, all’epoca), e all’inizio di ogni canto troviamo capilettera preziosamente miniati.

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Sfoglia i tre codici sul sito Digital Dante.

Immagini: Copertina  | 1  | 2 – 7 |