La donna del '700 che fu costretta a fingersi uomo per esercitare la professione di medico

La donna del '700 che fu costretta a fingersi uomo per esercitare la professione di medico

Ricordi Trotula De Ruggiero? La prima donna medico della storia: un personaggio quasi mitologico che ha contribuito a dare rilievo al ruolo delle donne nella società. Esistono anche altre figure simili a quella di Trotula, come quella di Margaret Ann Bulkley. Un medico inglese del diciottesimo secolo che per tutta la sua carriera fu costretta a fingersi uomo per esercitare.

Il nome sotto cui esercitava era quello di James Barry, ed era uno dei medici più famosi dell’impero britannico. Per molto tempo assunse la carica di ispettore generale degli ospedali. Un ruolo di grande rilievo nel quale si distinse per aver effettuato uno dei primi interventi di parto cesareo. All’epoca era un’operazione estremamente rischiosa, per cui serviva grande perizia.

La figura di James Barry nel tempo è diventata leggendaria. Nel 1865—quando morì e fu esaminato dal medico legale—si scoprì che in realtà il suo era un corpo di donna. Le storie che la riguardano sono molte. Secondo alcune ricostruzioni James Barry in realtà sarebbe stato un ermafrodita. La più attendibile, finora, è quella secondo cui la donna fu costretta a fingersi uomo per poter lavorare come medico.

James o Margaret?

L’anno di nascita di Margaret Ann Bulkley non è sicuro. Per giustificare il suo aspetto femminile il medico era solito abbassare la propria età di almeno un decennio. Si pensa comunque che sia nata intorno al 1789, in Irlanda.

Proveniente da una famiglia poco abbiente, Margaret si trasferì a Londra per riuscire a trovare maggior fortuna. Qui conobbe alcuni accademici che l’aiutarono a realizzare il suo sogno: iscriversi alla facoltà di medicina—.che allora era vietata alle donne—inventando una falsa identità, e fingendosi uomo.

Per occultare il suo aspetto, Margaret utilizzava ampi abiti maschili e scarpe rialzate per sembrare più alta. Si iscrisse all’università di Medicina di Edimburgo nel 1809. Dopo la laurea si arruolò nell’esercito, come assistente chirurgo. E servì il Regio Esercito per oltre 10 anni, prestando servizio in Sudafrica e nelle Indie Occidentali.

Fra i suoi colleghi non era molto ben voluto: schivo, e dal carattere irascibile, il falso dottor James Barry non coltivava amicizie fra gli accademici. Quello che lo interessava veramente era la medicina, e per anni si adoperò per migliorare le condizioni sanitarie e igieniche dei soldati britannici di stanza all’estero. Fu proprio questo suo impegno maniacale, che gli fruttò il ruolo di ispettore generale degli ospedali, allora la seconda carica medica più importante dell’impero britannico.

La morte e la scoperta

Dopo una carriera piena di onori, nell’estate del 1865 il medico contrasse una dissenteria molto grave, e morì la notte del 25 luglio. I medici e le infermiere che ne esaminarono il corpo rimasero esterrefatti quando si trovarono di fronte a quello che avevano sempre considerato un uomo: per coprire lo scandalo, l’esercito britannico sigillò tutti i documenti del referto medico e li occultò per lungo tempo.

Alla fine degli anni Cinquanta del Novecento, però, la storica inglese Isobel Rae scoprì questi antichi documenti, e risalendo a ritroso nella storia riuscì a individuare la vera identità di Margaret Ann Bulkley. Quella che poi sarebbe passata alla storia come la prima donna medico della Gran Bretagna.

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