Dora Maar: la storia della musa di Picasso

Dora Maar: la storia della musa di Picasso

Spesso dietro le storie dei grandi artisti si celano storie d’amore che hanno condizionato in modo indelebile e decisivo i lavori di questi grandi personaggi della storia dell’arte. Qualche tempo fa ti abbiamo parlato della storia fra Frida Kahlo e Diego Rivera, stavolta invece vogliamo raccontarti la storia della musa di Pablo Picasso: Dora Maar.

Artista, fotografa, e modella di successo, Henriette Theodora Markovitch—nota come Dora Maar—conobbe l’artista spagnolo in un bar di Parigi, tramite il famoso poeta Paul Éluard. Il loro incontro, fin da subito, fu molto coinvolgente: Dora si era tagliata un dito, e il sangue aveva macchiato i suoi guanti bianchi; Picasso pretese che la donna gli regalasse i guanti, e li conservò gelosamente nel suo studio.

La loro storia, però, fu sempre molto travagliata: Picasso era sposato, e come se questo non bastasse aveva anche un gran numero di amanti. Dora doveva lottare con altre donne, quindi, per ottenere la sua attenzione, ma il loro legame fu estremamente passionale, e più volte l’artista l’ha menzionata come sua più grande musa.

“Come artista sarai meraviglioso, ma moralmente non vali niente. Non hai mai amato nella vita, non ne sei capace”, gli scrisse lei in una lettera dopo una delle loro furiose liti.

L’amore che Dora Maar nutriva per Picasso, però, fu talmente grande da spingerla a sacrificare totalmente a lui la sua carriera: smise di lavorare ai suoi progetti per dedicarsi alla loro relazione, e quando essa finì decise di autoescludersi dal mondo, ritirandosi a vita privata. L’ultima frase che pronunciò sul pittore fu “solo io so quello che lui è… è uno strumento di morte… non è un uomo, è una malattia.”

Morì a 90 anni, nella sua casa di Parigi, e i giornali il giorno dopo titolarono: “Dora Maar: Sacrificata al Minotauro“.

Immagini: Copertina