L’uomo che trascorrerà due mesi in un faro infestato

L’uomo che trascorrerà due mesi in un faro infestato

Ci sono posti che fanno intrinsecamente paura. Luoghi a cui non servono storie di fantasmi per spaventarti.

E ce ne sono altri che per quanto lo siano già di natura, hanno anche delle leggende che li rendono terrorizzanti: come il faro di Tévennec.

Il faro si trova su una piccolissima isoletta vicino alla costa della Bretagna, nel mare d’Iroise. L’isola prima della costruzione del faro aveva una pessima fama. Pare che secondo le leggende bretoni fosse la residenza di Ankou, personificazione della morte.

Numerosi nella storia sono stati i naufragi. I marinai che sfortunatamente passavano di lì non riuscivano a controllare le imbarcazioni e venivano trasportati contro le rocce di quest’isola.

Dopo uno di questi naufragi, un marinaio che era riuscito a salvarsi rimase sull’isola per giorni cercando di attirare l’attenzione di altre navi, ma nessuno lo vide e morì di stenti. Da quel giorno il fantasma di quel marinaio si troverebbe ancora su quell’isola, facendo sentire i suoi lamenti, la notte con il mare grosso.

Dopo la morte di questo naufrago si decise di costruire un faro, nel 1875, ma durante la costruzione ci furono altri incidenti.

I primi guardiani impazzirono e non riuscirono a resistere per più di un anno. Chi non perdeva la testa fuggiva dall’isola.

Dopo questi avvenimenti nessuno era più disposto ad abitarlo, così si decise di rendere il faro automatico, nel 1910.

Oggi, Marc Pointud ha deciso di abitare lì per due mesi.  Nel 2002 Marc ha fondato la National Society for Heritage, che si occupa della conservazione dei fari abbandonati della Francia.

Il suo obbiettivo è quello di trasformare il faro in una residenza per artisti. Un progetto a lungo termine che per portare avanti ha bisogno di vivere sul campo.

E così, quest’anno in cui ricorre il 140esimo anniversario del faro, Marc andrà ad abitarlo per 60 giorni. Il suo progetto si chiama Light on Tévennec e ha l’obiettivo di raccogliere fondi per ristrutturarlo, poiché il luogo è completamente abbandonato. Non c’è acqua corrente, né elettricità, né riscaldamento.

Marc è al corrente delle leggende del faro, ma è convinto che il tempo ormai è cambiato: “allora non c’era modo di comunicare con il mondo esterno, al massimo potevi parlare con gli uccelli”. Lui invece avrà un telefono.

Quando gli hanno chiesto se non ha paura dei fantasmi, Marc ha risposto: “Se dovessi incontrarlo, proverò a scattargli una foto”.

Immagine via Wikimedia