Questo editore ha trovato il modo di far leggere a tutti i libri

Questo editore ha trovato il modo di far leggere a tutti i libri "impossibili"

Hai mai avuto il timore di iniziare un romanzo che tutti definiscono da sempre “impossibile” da leggere? A meno che tu non menta ogni tanto per non sfigurare, è assolutamente comprensibile. Esistono dei libri davvero lunghi, complessi, con troppi personaggi da ricordare.

Un libro davvero lungo, per esempio, è Guerra e Pace di Lev Tolstoj. Il romanzo racconta il declino delle famiglie aristocratiche russe a causa della campagna napoleonica; ma se chiedessi in giro una delle risposte più frequenti consisterebbe nella difficoltà di memorizzare la miriade di personaggi che compaiono e tutti i loro nomi. Per non parlare del libro più lungo del mondo: La rivolta di Atlante di Ayn Rand, o ancora della mastodontica opera di Proust o dell’Ulisse di Joyce.

Qualche tempo fa, avevamo visto che per diminuire la difficoltà nella lettura, Giulio Lattanzi ha iniziato la collana dei “libri distillati.” In sostanza, la riproposta di romanzi con alcune parti tagliate o riassunte per velocizzarne la lettura.

Ma c’è una casa editrice d’oltreoceano, The Folio Society, che per facilitare la lettura di un libro senza toccarne il testo originale ha pensato a una nuova idea: evidenziarne le varie parti con colori diversi. Il primissimo esperimento è stato fatto con “L’urlo e il furore” dello scrittore americano William Faulkner.

Si tratta di un libro che per data di pubblicazione (1929), più punti di vista, linguaggio desueto e densità di pagine è tra i più temuti fra i lettori. Per questo, la nuova edizione del testo è pensata (ed evidenziata) a colori. Per districarsi tra i vari punti di vista dei personaggi senza perdersi il filo del discorso, neanche dopo i frequenti salti spazio-temporali, basta confrontare le varie tinte con un segnalibro che funge da legenda.

Insomma, una bella idea che potrebbe col tempo aiutare i meno impavidi nella lettura di quelli che, in gergo, vengono chiamati “mattoni.”

Immagine via Flickr