Edouard Manet, guida al padre della pittura moderna

Edouard Manet, guida al padre della pittura moderna

Nonostante non abbia mai esposto con gli impressionisti, Edouard Manet è considerato uno dei loro massimi esponenti. A voler essere esatti, l’artista francese fu proprio il primo a discostarsi, da grande precursore, dalle rigide regole stilistiche del chiaroscuro, della prospettiva, delle pose plastiche che vigevano ancora nell’Ottocento.

D’altronde oltre a essere un uomo elegante e raffinato, Manet aveva sempre saputo quale sarebbe stato il suo destino—sicuramente non convenzionale.

Nato a Parigi nel 1832 da una famiglia facoltosa, in età adulta si oppose con tutte le sue forze alla volontà di seguire le orme del padre, all’epoca famoso giudice della capitale. Così scappò in mare, ma tornò ben presto per frequentare a diciotto anni la bottega del pittore Thomas Couture. Ed è proprio qui che l’artista cominciò la sua rivoluzione. Pensava che la rigidità della pittura classica non riportasse la realtà così com’era. Decise, quindi, di dipingere i suoi soggetti in pose più fluide, quotidiane, realistiche.

Manet diventò noto solo dieci anni dopo, all’età di 28 anni. Dopo aver studiato Goya, Velazquez, Tiziano e viaggiato parecchio, un suo quadro venne accettato al Salon del 1861. Si trattava de Il chitarrista spagnolo. Ma la sua popolarità arrivò all’apice due anni dopo, quando presentò il quadro Le déjeuner sur l’herbe (Colazione sull’erba) definito scandaloso da spettatori e critici, a loro detta offesi dal dipinto in cui figura una donna nuda tra due uomini vestiti in un parco. La medesima storia accadde nel 1965 con l’opera Olympia, ispirata alla Maya Desnuda di Goya.

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Amici del calibro dello scrittore Emile Zola e del poeta Baudelaire lo difesero a spada tratta in più occasioni, come del resto consistenti porzioni di pubblico. Solo nel 1872 la sua produzione artistica verrà riconosciuta dall’élite accademica dell’epoca.

Manet morirà nel 1883, all’età di cinquantuno anni a causa di una infausta atassia che lo obbligherà ad amputare una gamba nel vano tentativo di salvarsi la vita.

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Se sei interessato all’impressionismo, ti consigliamo di fare un salto alla mostra “Le storie dell’Impressionismo” al Museo Santa Caterina di Treviso. Lì, fino al 17 aprile 2017, avrai l’occasione di passeggiare tra i dipinti dei più importanti impressionisti del secolo scorso, “da Monet a Renoir, da Van Gogh a Gauguin.”

Immagini via Wikipedia