Quando Einstein scrisse a Marie Curie di infischiarsene degli

Quando Einstein scrisse a Marie Curie di infischiarsene degli "haters"

Uno degli aforismi di Albert Einstein sulla felicità recita: Quando c’è una volontà, esiste una via. Era perfettamente d’accordo Marie Curie: sapeva per esperienza che, per quante durezze possa riservare l’esistenza, andare avanti è sempre possibile, se è custodita intatta la forza di volontà.

Questi due giganti della fisica erano perfettamente d’accordo anche su un’altra cosa: le persone integre, intelligenti ed energiche non dovrebbero mai lasciarsi abbattere dalle diffamazioni e dalle critiche pretestuose dei “nani che salgono sulle spalle dei giganti”, non per vedere meglio le cose lontane, bensì, mossi da odio e pregiudizi verso le menti brillanti, per ferire. Einstein lo ricordò alla “vedova illustre” della scienza francese in una breve, bellissima lettera che scalda il cuore, quando Marie fu travolta dagli insulti dell’opinione pubblica per il fatto di avere una relazione con un uomo sposato.

Marie Skłodowska-Curie, la scienziata che vinse 2 Nobel

Maria Skłodowska era nata a Varsavia nel 1867. Nella Polonia russa in cui alle donne erano vietati gli studi universitari. Frequentò l’Università Volante, un’istituzione clandestina per giovani polacchi ostili alla russificazione. E con i soldi risparmiati lavorando come governante raggiunse Parigi nel 1891. Si iscrisse alla Sorbona, dove 15 anni dopo avrebbe ottenuto, prima donna nella storia di quell’università, la cattedra di fisica generale.

Marie e Pierre Curie—il fisico e matematico parigino conosciuto nel 1894 e sposato l’anno seguente—sono stati il più formidabile team della storia della scienza. Sono “la coppia che scoprì la radioattività” (termine coniato da loro). E isolarono il polonio e il radio trattando tonnellate di un minerale radioattivo, la pechblenda.

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Marie Curie fu la prima donna a ricevere un Nobel. Nel 1903, insieme ad Antoine Henri Becquerel e al marito. Per l’isolamento del radio e del polonio riceverà il secondo Nobel (per la chimica) nel 1911. Da sola, però. Nel 1906, infatti, il sodalizio professionale e affettivo dei Curie fu troncato assurdamente. In un giorno di pioggia, presso un incrocio trafficato, Pierre fu investito da una carrozza e morì. Marie si gettò a capofitto nella ricerca.

Seppure ottenessi qualche risultato sarei triste per il solo fatto che non sarai qui a condividerlo con me. Questo laboratorio tuttavia mi dà l’illusione di potermi aggrappare a un frammento della tua vita. Di custodire le prove della tua esistenza.

Anni dopo, Marie iniziò una relazione con Paul Langevin. Un fisico allievo del marito. Un uomo sposato in crisi coniugale, ma non ufficialmente separato. I due avevano anche affittato un appartamento nei pressi dell’Università. Da lì qualcuno, forse la moglie di Langevin, fece trafugare le lettere dei due amanti.

Albert Einstein a Marie Curie: contro gli haters

Qualcuno aveva consegnato le lettere ai giornali. Perciò, al ritorno dal primo Congresso di Solvay a Bruxelles del 1911—a cui era presente anche Einstein: i due si conobbero lì—iniziò un’operazione di discredito a mezzo stampa. Il periodico antisemita “L’Œuvre“, diretto da Gustave Téry, accusò Curie di essere ebrea (cosa peraltro inventata) e di aver escogitato “i più perfidi espedienti” per “allontanare Langevin dalla moglie e separarla dai figli”.

Al primo congresso di Solvay, 1911, Marie Curie era l'unica donna. Einstein è seduto al centro, alla sua sinistra Paul Langevin. Via

Al primo congresso di Solvay, 1911, Marie Curie era l’unica donna. Einstein è seduto al centro, alla sua sinistra Paul Langevin. Via

Il 23 novembre 1911 Einstein inviò questa lettera a Marie:

Stimatissima signora Curie,

non rida di me se le scrivo senza avere nulla di ragionevole da dire. Ma sono talmente in collera per le maniere indecenti con cui il pubblico si sta ultimamente interessando a Lei, da sentire di dovere assolutamente dare sfogo, io, a questo mio sentimento. Ad ogni modo, sono convinto che Lei coerentemente disprezzi questa gentaglia, sia che questa elargisca ossequiosamente stima nei suoi confronti sia che tenti di soddisfare il proprio appetito per il sensazionalismo!

Mi sento spinto a dirle quanto io sia arrivato ad ammirare il suo ingegno, la sua energia e la sua onestà, e che mi sento fortunato ad aver avuto la possibilità di conoscerla di persona a Bruxelles. Chiunque non appartenga a questa schiera di rettili è certamente felice, ora e anche prima, del fatto che abbiamo tra noi persone come Lei, e anche come Langevin, persone vere, rispetto alle quali si prova il privilegio di essere in contatto.

Se la gentaglia dovesse continuare a occuparsi di lei, non legga quelle fesserie. Piuttosto le lasci ai rettili per cui sono state fabbricate.

Con i miei più amichevoli ossequi a lei, Langevin e Perrin,
cordialmente,
A. Einstein.

 Pochissime settimane dopo, Marie Curie ritirava il secondo Premio Nobel.

Marie Curie, a polish physicist and chemist who spent the majority of her life conducting research on radiation. She unfortunately passed away due to Anemia from her radiation exposure, although lived long enough to discover two elements in the modern periodic table. She discovered Polonium and Radium, and even coined the term "radioactivity". She was a pioneer in physics and will always be remembered as one of the greatest female physicists to ever live. ————————————————————————————— Follow @muskyphysics for more! ?? ————————————————————————————— #physics #science #quantumscience #mariecurie #chemistry

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La vita non è facile, e allora? è una bella raccolta di lettere di Marie Curie che ti consigliamo di leggere per approfondire la conoscenza di questa straordinaria figura.

Immagini di Copertina: 1 e 2