Elfico, klingon, na'vi, dothraki: le lingue artistiche più affascinanti

Elfico, klingon, na'vi, dothraki: le lingue artistiche più affascinanti

Le artlang sono lingue fittizie. Lingue artistiche. Inventate da scrittori o sceneggiatori per rendere più realistiche le loro opere fantasy e fantascientifiche. La più famosa è forse l’elfico: una lingua creata da J.R.R. Tolkien per il popolo degli elfi de Il signore degli anelli. E che i fan più accaniti dei suoi libri hanno codificato e imparato.

Esistono diversi tipi di artlang. E nel mondo i fan oltranzisti creano delle community in cui parlarle, e tramandarle come degli idiomi reali. Un fenomeno che può sembrare legato a una sorta di fanatismo nerd, ma che in realtà ha un suo fascino. Vediamone alcune.

Elfico

Partiamo dalla più famosa. I linguaggi creati da Tolkien per gli abitanti della Terra di Mezzo sono molti. Quasi ogni gruppo—nani, troll, ent—ha la propria lingua. Ma è stato soprattutto l’elfico a prevalere nella preferenze dei fan. Un po’ per la bellezza dei caratteri scritti—che sembrano una via di mezzo fra le note di un pentagramma e i caratteri della lingua araba—e soprattutto perché esistono molti dialetti diversi di questa lingua. Tolkien, infatti, ne creò uno per ogni tribù elfica: con tanto di varianti ed eccezioni.

L’autore in realtà creò la lingua elfica ancor prima di iniziare la stesura vera e propria del libro. E la trattò proprio come un idioma reale: ricostruendone storicamente i lemmi in base alla storia elfica, e mutuandone le caratteristiche da lingue antiche reali. Come il latino, e il greco. In tutto esistono 11 dialetti, che vanno dall’elfico primitivo al telerin, fino al sindarin.

Klingon

Questa lingua appartiene all’universo fantascientifico di Star Trek. La celebre serie televisiva americana ambientata nello spazio. È una lingua aliena molto strana, con suoni gutturali e costruzioni periodali particolari. Nel 1980, infatti, la Paramount—casa produttrice della serie—ingaggiò un vero e proprio linguista per strutturare il Klingon. Che ideò la sequenza frasale “oggetto-verbo-soggetto” che la contraddistingue.

La cerchia dei fan di Star Trek, che fa parte della community che parla il Klingon, ha raggiunto livelli di ossessione per questa lingua mai visti. Tanto che alcuni membri hanno addirittura tradotto in questa lingua opere letterarie come l’Amleto di Shakespeare e alcune opere di Dickens.

Na’vi

Quasi 10 anni fa usciva il primo film di Avatar, di cui sono in lavorazione i sequel. Il film fu un successo planetario, e si aggiudicò tre premi Oscar. Una parte fondamentale dell’opera diretta da James Cameron fu sicuramente la caratterizzazione dei na’vi: gli umanoidi protagonisti di questo film fantascientifico. Come accaduto per Star Trek, anche il regista statunitense si affidò a un linguista per creare la lingua parlata dai personaggi del film.

Paul Frommer, docente della University of Southern California, lavorò alacremente sulla lingua na’vi. Creò più di 1000 vocaboli, e li relazionò attraverso regole grammaticali e sintattiche. Per fare questo lavoro, poi, non mutuò da nessuna lingua esistente.

Dothraki

Nel mondo de Il trono di spade il dothraki è la lingua parlata dall’omonimo popolo nomade. George R. R. Martin in realtà nei suoi libri non aveva ideato un idioma così costruito come appare nella serie televisiva. Esisteva soltanto un abbozzo di questa artlang. Che poi è stata ampliata al momento di trasferire la storia nelle dinamiche televisive. Così la produzione lanciò un bando, attraverso la Language Creation Society per trovare qualcuno in grado di arricchire le artlang ideate da Martin. A vincerlo fu il linguista David J. Peterson, che riuscì a rendere le lingue come il dothraki estremamente caratteristiche.

Immagini: Copertina