Elizebeth Smith Friedman, la donna che risolveva i codici segreti

Elizebeth Smith Friedman, la donna che risolveva i codici segreti

Sai cosa è un crittogramma? L’enciclopedia Treccani lo definisce così: “Una scrittura segreta, tale da non poter essere letta se non da chi conosce la chiave usata nel comporla”. Ricordi i tempi della scuola quando per inviare un messaggio importante, senza volerlo far leggere a terzi, inventavi un codice?

Nella storia ci sono state persone, e ci sono ancora oggi, che come lavoro hanno avuto proprio quello di decifrare i codici segreti. Non proprio quelli che si inviano tra i banchi di scuola, ma quelli più complessi e importanti spesso inviati in tempo di guerra.

Per raccontarti questa strana e affascinante occupazione vogliamo narrarti la storia di Elizebeth Smith Friedman, una delle pioniere della decrittazione negli Stati Uniti. Elizebeth non è stata l’unica, ma è stata la prima.

Dagli anni della Prima guerra mondiale il governo degli Stati Uniti assoldò tantissime donne che avevano studiato soprattutto matematica e logica (anche lingue straniere). Oggi il loro nome, vista anche la segretezza del lavoro, non sembra aver attraversato le maglie della storia, a differenza del collega Alan Turing.

Non è la prima volta che una donna cede il passo al suo collega maschile, basti pensare allo sbarco sulla Luna. Un evento in cui ricordiamo soltanto i nomi degli astronauti maschi e quasi nessuno il nome della scienziata che grazie alla sua intuizione informatica aveva contribuito alla realizzazione dell’impresa: Margaret Hamilton.

Decrittare Shakespeare

Elizebeth nasce nell’agosto del 1892 nello stato dell’Indiana. Dopo essersi laureata in Lettere e grande appassionata di poesia, a 25 anni inizia la sua carriera nella criptoanalisi. Nello studio di George Fabyan, Elizebeth lavora fianco a fianco con un genetista: William Friedman. Sarebbe poi diventato suo marito. I due dovevano decrittare le opere di Shakespeare.

Secondo Fabyan le opere del Bardo erano state scritte da un altro autore, il filosofo Francis Bacon. La vera identità era, secondo lui, nascosta nei sonetti.

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Esempi di decrittazione

Trasferita a Riverbank, Elizebeth lavora direttamente con il governo degli Stati Uniti. Qui affina le sue grandi tecniche per la decrittazione. Una delle sue preferite era quella dei pattern ricorrenti. Trovare cioè la chiave del messaggio nascosto in una anomala reiterazione.

Un’altra era invece la statistica della frequenza delle lettere. Se un messaggio era formato da lettere apparentemente casuali, lei controllava quelle che si ripetevano in maggior numero. Attraverso alcuni tentativi, associava a quelle lettere altre che erano le più diffuse nella lingua dell’autore del messaggio: in questo modo poteva ricostruire quest’ultimo.

Elizebeth_Smith_Friedman_nel_pezzo

I messaggi segreti di Al Capone e la Seconda guerra mondiale

Terminata la Prima guerra mondiale, Elizebeth contribuisce alla battaglia interna contro la mafia americana. Negli anni ’30 collabora insieme alla Marina degli Stati Uniti per monitorare il contrabbando e il traffico di droga. Con il suo contributo riesce a far arrestare alcuni componenti della banda del famosissimo Al Capone.

Durante la Seconda guerra mondiale invece, tra gli obiettivi più ragguardevoli raggiunti da Elizebeth c’è quello di aver sventato una rivoluzione in Sudamerica, fomentata da un gruppo di spie naziste.

Per conoscere più da vicino la personalità di Elizebeth e il suo lavoro, ti consigliamo di leggere il libro (in lingua inglese) di Jason Fagone, intitolato “The Woman Who Smashed Codes” e l’articolo (sempre in inglese) scritto dal giornalista Chris Baraniuk.

Immagini via Wikipedia