Emily Dickinson, guida a una delle poetesse più amate di tutti i tempi

Emily Dickinson, guida a una delle poetesse più amate di tutti i tempi

Anche fra gli amanti della letteratura la poesia non è sempre apprezzata quanto dovrebbe: perché a differenza delle opere in prosa spesso le poesie sono più complicate da afferrare e comprendere. Ma nel corso della storia ci sono stati poeti e poetesse che con le loro opere e versi hanno saputo ispirare ed emozionare un’infinità di lettori: come ad esempio Emily Dickinson.

La poetessa statunitense ha saputo infatti riversare nelle sue poesie tutta la sua sofferenza e al tempo stesso il suo amore per la vita: i suoi sono versi in cui si toccano tutti i temi più spinosi, ma al tempo stesso più profondi e importanti, che riguardano la nostra esistenza.

Amore, morte, natura, eternità, noia: sono questi i fili conduttori che innervano la sua poesia e che l’autrice sviluppa soprattutto creando un rapporto di opposti: amore/morte; natura magica/natura distruttrice; quotidiano/eterno; egocentrismo/altruismo.

Nata il 10 dicembre 1830 ad Amherst, una cittadina del Massachusetts, da una famiglia di estrazione borghese e di restrittivi principi religiosi, Emily cresce in un clima familiare molto asfissiante. Il padre, in particolare, era un uomo molto severo, che assumeva atteggiamenti austeri con i figli.

La giovane poetessa, però, aveva un temperamento libero e indipendente: si distacca dalla religione, e inizia a compiere viaggi a Boston e a Filadelfia, per studiare. Il mondo esterno però, dopo anni passati sotto il giogo di un padre così oppressivo, la spaventa: Dickinson comincia a soffrire di agorafobia e crisi di panico.

Costretta dalla sua condizione a far ritorno alla casa paterna, inizia un progressivo ritiro quasi monastico. Vive infatti per oltre trent’anni in clausura, non uscendo più dalla camera da letto e comunicando con gli amici e i familiari attraverso le pareti della camera. Nel 1860, spinta dalla solitudine e dalla voglia di poter guardare il mondo almeno con gli occhi della mente, Emily Dickinson comincia a scrivere versi.

Questa nuova passione è travolgente: Dickinson passa tutto il suo tempo a scrivere e comporre poesie. Ne comporrà in tutto 1775, delle quali solo sette vengono inviate a riviste letterarie per essere pubblicate. La sorella minore, dopo la morte della poetessa—il 15 maggio 1886—trova chiuse in un cassetto le sue liriche: decide così di proporle a un editore che le pubblicherà tutte postume.

Quella di Emily Dickinson è una poesia precisa, con descrizioni minuziose e particolareggiate, ma attraverso di esse la poetessa non esprime la semplice realtà oggettiva, ma la sua percezione e il proprio modo di essere. Il suo stile è fortemente innovativo rispetto alla tradizione poetica anglosassone del secondo Ottocento; nei suoi componimenti Emily Dickinson sovrappone ritmi diversi, riduce la punteggiatura, costruisce una sintassi volutamente complessa. Crea uno stile molto personale—proprio di quegli autori che non hanno mai avuto modo di confrontarsi con altri sul proprio modo di scrivere—ed è proprio questo che rende così riconoscibili le sue opere.

Immagini: Copertina