Ennio Flaiano: il primo vincitore del Premio Strega

Ennio Flaiano: il primo vincitore del Premio Strega

La situazione politica in Italia è grave, ma non seria.

Questa battuta rappresenta al meglio il genio satirico di Ennio Flaiano: un autore in grado, con una sola frase, di comunicare un’intero concetto. Scrittore, sceneggiatore, drammaturgo, giornalista, critico letterario e cinematografico: è difficile sintetizzare la carriera poliedrica di Flaiano.

È stato uno dei collaboratori più fidati di Fellini, uno delle firme più prestigiose del Corriere della Sera, e anche il primo Premio Strega della storia, nel 1947. Un autore spesso passato sotto traccia, ma la cui produzione letteraria merita grande rispetto e attenzione, ancora oggi.

La vita

Nato a Pescara il 5 marzo 1910, Flaiano proviene da una famiglia molto numerosa: è infatti l’ultimo di sette fratelli. Fin da piccolo i genitori lo fanno studiare in svariati collegi—far cui quelli di Senigallia, Fermo e Chieti—fino a che, a 12 anni, non si trasferisce definitivamente a Roma insieme a tutto il nucleo familiare.

Dopo aver terminato il liceo artistico, si iscrive alla facoltà di Architettura, ma ben presto abbandona gli studi. All’inizio degli anni Trenta, infatti, entra in contatto con diversi giornalisti e autori—fra cui Orfeo TamburiTelesio Interlandi, e Leo Longanesi—che lo introducono al mondo del giornalismo e dell’editoria. Comincia a scrivere per le prime riviste, in qualità di critico letterario. Questi esordi segnano bene o male tutta la carriera giornalistica di Flaiano, che per tutta la carriera si distinse soprattutto come autore di elzeviri nelle sezioni culturali.

Dopo aver servito nella guerra di Etiopia, alla fine degli anni Trenta riprende con maggior lena la sua carriera da giornalista, e grazie alle conoscenze ottenute nel campo dell’editoria, e al proprio talento per il ritmo nella scrittura, dal 1942 comincia a lavorare anche come sceneggiatore per il cinema.

Fra gli anni Quaranta e gli anni Settanta, infatti, Flaiano firma alcune delle più belle sceneggiature del nostro cinema. Collaborando con i registi più importanti del nostro panorama: soprattutto Fellini, Rossellini, Germi, Risi, e Monicelli. E sceneggiando film storici, come Lo sceicco bianco, I vitelloni, La strada, Il segno di Venere, La dolce vita, , La decima vittima e moltissimi altri.

Nel 1947, inoltre,  pubblica la sua prima opera di narrativa, il romanzo Tempo di uccidere. Che ottiene il primo Premio Strega della storia. Nel corso della carriera, non scriverà altri romanzi, ma si dedicherà a raccolte di racconti e poesie. Muore a Roma il 20 novembre 1972.

Le opere

Le opere di Flaiano sono piuttosto magmatiche e difficili da incasellare. A parte il romanzo iniziale, infatti, la sua opera si innesta in una produzione giornalistica e cinematografica serrata. Difficilmente scindibile da uno stile eclettico e multidimensionale. Nonostante la produzione sterminata—che comprende raccolte di poesie, racconti, saggi, e articoli giornalistici—le opere principali di Flaiano sono soprattutto quattro.

Che inquadrano bene il personaggio, e ne descrivono perfettamente la produzione. Tempo di uccidere (primo e unico romanzo), La solitudine del satiro (una sorta di diario-riflessione con divertenti aneddoti sulla realizzazione de la dolce vita e su Roma), Diario degli errori (raccolta di reportage da tutto il mondo), Autobiografia del blu di Prussia (che contiene racconti, riflessioni, e poesie).

Stile

La penna di Flaiano aveva caratteristiche eterogenee e inusuali. Era ironico e leggero, ma anche tragico e profondo, disilluso e cinico, ma anche sognatore e morale. Uno scrittore dal talento poliedrico, e dalla spiccata capacità di descrivere la società e le sue pieghe nascoste.

Le sue grandi passioni—sia nei libri, che nel cinema, che nella letteratura—furono soprattutto due: Roma, e gli italiani. Che descrisse magnificamente. Flaiano, attraverso la sua capacità di sintesi—sono celebri le sue frasi nette e lapidarie, diventate poi citazioni abusate—è stato forse uno degli intellettuali italiani che meglio hanno descritto l’Italia del dopoguerra.

Consigli di lettura

Flaiano, proprio per la variegata natura della sua produzione, è un autore difficile da approcciare. Da dove iniziare? Il nostro consiglio, è quello di optare per una raccolta edita da Adelphi, che raccoglie il meglio dei suoi vari lavori. Opere scelte. Per avere un quadro d’insieme dell’autore, e poi magari approfondire.

Per capire davvero Flaiano e la sua scrittura, però, non si può prescindere anche dal cinema. Soprattutto i suoi film sceneggiati per Federico Fellini.

Immagini: Copertina via Wikimedia Commons