L'Estasi di Santa Teresa di Bernini: l'emblema del Barocco

L'Estasi di Santa Teresa di Bernini: l'emblema del Barocco

Pare impossibile, eppure non tutti, visitando Roma a piedi, si lasciano incantare dalla città. “Querula” e “soffocante” James Joyce reputava Roma. Paragonata, nelle sue lettere, a un uomo che si mantenga col mostrare ai viaggiatori il cadavere di sua nonna.

Il palinsesto del centro storico romano, in effetti, può risultare schiacciante per più di un visitatore. Ma c’è un edificio, che custodisce una delle opere d’arte più celebrate della storia—l’Estasi di Santa Teresa di Bernini—che, pur traboccante di decorazioni, forse avrebbe ammaliato anche lo scrittore Irlandese. La chiesa di Santa Maria della Vittoria.

È una chiesa autenticamente barocca, innalzata nel secondo decennio del ‘600. Finanziata dal conoscitore d’arte il cardinale Scipione Borghese, fu costruita per la congregazione italiana dell’ordine dei Carmelitani Scalzi, nato in Spagna per iniziativa di Teresa d’Ávila e Giovanni della Croce.

La chiesa di S. Maria della Vittoria

L’esterno, completato nel 1626, richiama quello della chiesa “gemella” di Santa Susanna, da cui oggi un incrocio stradale la separa. L’interno è quello di una chiesa controriformata. Navata unica, tre cappelle laterali per parte, coro e transetto (in cui troveranno posto due ulteriori cappelle). È un ambiente lussureggiante e stordente. Stipato di decorazioni e dorature, stucchi e marmi di ogni sorta. Se ti volti verso l’ingresso, ti colpisce, fra le luci fioche, l’incredibile controfacciata, con la cantoria (e l’organo). Alzando lo sguardo, invece, incroci il grande affresco che decora la volta. Allude al “trionfo” sull’eresia protestante.

estasidisantateresa24

Tutta la chiesa contiene in verità richiami alla Battaglia della Montagna Bianca, combattuta nel 1620 vicino Praga durante la Guerra dei Trent’Anni, e vinta dalla lega cattolica a danno delle forze della confederazione boema protestante. Per questa ragione all’edificio, inizialmente dedicato a S. Paolo, fu poi assegnata la titolazione che ancora oggi conserva.

Tutte le cappelle laterali furono date in giuspatronato: i committenti assicuravano un impegno economico sostanzioso per mantenerle, decorandole. La cappella affidata alla ricchissima famiglia veneta dei Cornaro si trova sul lato sinistro del transetto. Avvicinandoti all’altare, vedrai improvvisamente qualcosa che, complessivamente, si configura come una “scena teatrale” sfavillante di marmi.

Con tutto il lato sinistro del transetto a disposizione, la bottega di Bernini, fra il 1646 e il 1651, ha potuto realizzare un complesso che unendo scenografia, scultura, architettura, pittura, mirava all’opera d’arte totale.

estasidisantateresa21

La cappella Cornaro: una scena teatrale

Accettando la commissione dei Cornaro, Bernini intese rilanciare la propria reputazione in un momento “opaco” della sua carriera. Il pontefice di quegli anni, Innocenzo X Pamphilj, per distinguersi dal predecessore e rivale Urbano VIII Barberini, gli “preferiva” infatti, inizialmente, Borromini. La fama dell’opera che ne conseguì si sparse per l’Europa. Lo stesso Bernini la considerava, con falsa modestia, la sua “men cattiva”.

Alabastro, rosso, giallo antico, breccia africana, diaspro: al centro di una coloratissima scena marmorea sta l’Estasi di Santa Teresa. Ma partiamo dai lati. Ecco dei “palchetti laterali”, come a teatro. Lì, membri di epoche diverse della famiglia Cornaro, messi tutti assieme, si interrogano sul senso di ciò che vedono. Chi guarda, chi parla, chi legge: cercano forse di spiegare a se stessi e agli altri l’evento mistico?

estasidisantateresa2

Addirittura, come vedi nell’immagine, i morbidi cuscinetti di velluto rosso sono resi nel marmo. Nella parte superiore della cappella, un affresco ritrae lo Spirito Santo in forma di colomba. La cui luce Bernini concretizza in un fascio di bronzo dorato, illuminato grazie a una finestra (invisibile) che lascia penetrare la luce in direzione obbligata.

estasidisantateresa11

L’evento principale è così immortalato come se accadesse “qui e ora”. Affinché, secondo la norma del Barocco, lo spettatore sia fortemente impressionato, e di conseguenza educato, dall’evento in atto.

L’estasi di Santa Teresa d’Avila

L’evento cruciale è la scultura di Bernini, la più celebre scultura dell'”erotismo sacro”. Ispirata a un passo della biografia della santa, fondatrice dell’ordine dei Carmelitani Scalzi. Un istante di assoluto rapimento in cui essa vide un serafino “in sembianze carnali” (realizzato da Bernini come un eros, con un sorriso sconfinante nella malizia), avvicinare al suo petto “un dardo dorato” dalla punta infuocata. E in cui sentì la freccia penetrare più volte nel cuore, e “fin nelle viscere”. Provocando un dolore reale, forte e paradossalmente appagante. La circostanza è catalogata come “transverberazione“. Scrisse Teresa:

Quando lo estraeva sembrava portarselo via [il cuore], lasciandomi tutta infiammata di un grande amore per Dio. Il dolore della ferita era così vivo che mi faceva emettere alcuni gemiti, ma era così grande la dolcezza che questo fortissimo dolore mi dava, che non riuscivo a desiderare che smettesse, né che l’anima mia si contentasse con altro che non fosse Dio. Non era un dolore fisico, ma spirituale, anche se in qualche misura lo stesso corpo non tralasciava di parteciparvi un po’, anzi molto.

estasidisantateresa1

Nella scultura, Bernini trasfonde specialmente lo scompiglio, attraverso il panneggio della tunica, da cui emergono solo una mano e un piede. La dolcezza, grazie al gesto molle con cui la mano angelica solleva lo scapolare della santa. La beatitudine nel volto della donna, la bocca dischiusa, gli occhi arrovesciati.

Altra grande intuizione è la sospensione a mezz’aria del gruppo scultoreo, su una soffice nuvola. Rinunciando alla base, Bernini àncora i protagonisti alla parete. Che appaiono così ancora più sprofondati nello spazio dilatato, convesso dell’edicola marmorea.

estasidisantateresa28

Eros e misticismo

Non è questo lo spazio per approfondire il discorso sul presunto legame fra esperienza mistica e esperienza erotica che questa statua ha suscitato fin dal suo apparire. Che questa “morte mistica” fosse facilmente interpretabile in termini “profani”, era chiaro anche all’epoca. Se ti interessa, puoi leggere le opinioni di Jacques Lacan e di Georges Bataille in merito al cosiddetto “eros sacro”. Ma secondo noi, ben più delle suggestioni psicanalitiche che ha suscitato nel ‘900, è interessante l’inventiva scenografica profusa da Bernini nel catturare un istante nella pietra. Una capacità di modellare il marmo che ha pochi eguali nella storia. Perfino i morti della famiglia Cornaro avrebbero desiderato emergere dal sepolcro per assistere alla scena. E in un certo senso lo fecero.

estasidisantateresa26

Immagini: Copertina |1 |2 | 3 |4|5|6|7|