Fahrenheit 451: la lettera geniale con cui un padre spiega al figlio l'assurdità della censura

Fahrenheit 451: la lettera geniale con cui un padre spiega al figlio l'assurdità della censura

Le parole di alcuni grandi scrittori del secolo scorso che si scagliavano contro la censura conservano intatta la loro potenza nel tempo. Quelle parole possono essere, tuttora, oggetto di un tentativo insidioso di censura. In che modo? Iniziamo con una citazione.

È un bel lavoro, sapete. Il lunedì bruciare i luminari della poesia, il mercoledì Melville, il venerdì Whitman, ridurli in cenere e poi bruciare la cenere. È il nostro motto ufficiale.

È la voce iniziale di Guy Montag. Il “pompiere” protagonista di Fahrenheit 451, famoso romanzo antitotalitario di Ray Bradbury del 1953. Ambientato nella società immaginaria di un futuro impazzito, in cui la lettura è proibita (come la trasmissione scritta di idee). E i dissidenti imparano a memoria i libri condannati alle fiamme.

censura5

Secondo l’opinione comune, Fahrenheit 451 è un romanzodistopico“. L’autore, provocatoriamente, ha portato all’estremo i risultati di alcune tendenze politiche dell’America degli anni ’50 da lui considerate negative e preoccupanti. Nello specifico, il maccartismo. Ne trasse un film François Truffaut nel 1966, anch’esso molto celebre. Come altri libri che hanno nutrito i momenti di indignazione civile degli adolescenti di mezzo mondo—ad esempio certi romanzi di George Orwell, Arancia Meccanica di Anthony Burgess o Il Signore delle Mosche di William GoldingFahrenheit 451 , è, in fondo, un romanzo satirico.

Ma negli Stati Uniti, i ragazzi che frequentano l’equivalente delle nostre scuole medie e partecipano a gruppi di lettura, potrebbero aver bisogno di un permesso dei genitori per leggere il romanzo di Bradbury. Tra l’altro consigliato nei programmi scolastici. Non tutti i genitori, infatti, sono inclini a far leggere a figli e alunni un libro come questo. E forse non tutti i professori.

Serve un permesso per leggere Fahrenheit 451?

È successo al giovane Milo Radosh. Che ha portato a casa una letterina, scritta di suo pugno. Con la richiesta di autorizzazione a leggere Fahrenheit 451 a scuola. Le ragioni per cui serve un permesso, che Milo elenca al padre, sono queste: Fahrenheit 451 è un continuo rogo di libri, Bibbia compresa, vi si parla di illegalità e di censura (sic), e c’è qualche parolaccia. Insomma, le ragioni sono una descrizione letterale di alcune cose che ci sono nel libro.

censura13

Daniel Radosh, il padre del ragazzo, è un blogger e giornalista. Ironia del caso, è anche autore satirico. Deve aver temuto che suo figlio possa crescere senza aver chiara la differenza fra François Truffaut e Joseph Goebbels. E magari senza saper riconoscere una situazione paradossale. Come quella in cui, in Fahrenheit 451, i pompieri, anziché spegnere incendi, li provocano.

Una geniale e ironica lettera contro l’assurdità della censura

Radosh ha quindi allegato all’autorizzazione firmata una sua breve nota, destinata evidentemente all’insegnante, anche se ad esso non si rivolge direttamente. Poi l’ha divulgata sui social. La sua bellissima risposta è stata definita “perfetta” dal Time.

censura7

Mi piace questa richiesta di permesso! Un modo straordinario di introdurre gli studenti al tema di Fahrenheit 451: i libri sono talmente pericolosi, che gli istituti della società – la scuola, i genitori – potrebbero finire per allearsi contro i bambini al fine di impedirgli di leggerli. È fin troppo semplice leggere un libro e dire: questo è folle, non potrebbe mai accadere nella realtà. Ma fingere di regalare a questi studenti principianti ciò che pare un “primo passo” del tutto ragionevole è una maniera davvero immersiva per insegnar loro quanto la censura possa essere infida. Sono certo che, quando il gruppo di lettura sarà finito, e gli studenti comprenderanno il vero scopo di questa richiesta di autorizzazione, resteranno scioccati dalla naturalezza con cui l’avevano considerata una vera richiesta di autorizzazione.

Inoltre, il timore di Milo di fare la figura del piantagrane a causa di questa mia nota, fa capire davvero perché la maggior parte dei personaggi [in Fahrenheit 451] si trovi meglio nell’accettare il mondo in cui vive, piuttosto che nel volerlo cambiare. Gli ho assicurato che il suo professore sarà pronto a difenderlo.

Leggendo la nota ci si rende conto che essa è destinata anche al figlio Milo. Ed è una lezione lieve e ironica, ma seria, sul saper individuare, negli altri e in se stessi, l’istinto alla censura.

Immagini: Copertina|1|2|3 |