Tutti i 14 film italiani che hanno vinto l'Oscar

Tutti i 14 film italiani che hanno vinto l'Oscar

Gli appassionati di cinema conoscono bene il periodo d’oro italiano. Un momento storico, non così lontano come potrebbe sembrare, in cui i registi del nostro paese erano venerati maestri anche oltreoceano, presi poi da esempio e modello per le nuove generazioni di cineasti di tutto il mondo. Fellini, De Sica, Antonioni, Monicelli, Leone, Visconti e moltissimi altri.

Il 26 febbraio, come ogni anno, si terrà l’89esima edizione della cerimonia degli Oscar a Los Angeles. Tra le numerose candidature di La La Land e Arrival c’è anche spazio per l’Italia: nella categoria “miglior documentario” c’è il bellissimo film Fuocoammare di Gianfranco Rosi, già premiato l’anno scorso con l’Orso d’oro al Festival di Berlino.

Per augurare buona fortuna al film di Rosi, abbiamo deciso di fare un breve ma necessario riepilogo, si direbbe più un omaggio, al cinema italiano nella storia, andando a ripescare tutte le 14 pellicole (nessun “paese straniero” ne ha così tante) che hanno vinto l’ambita statuetta di “miglior film straniero”.

Il primo film a vincere l’Oscar (nella categoria “speciale”, visto che non era stata ancora istituita la categoria di “miglior film straniero”) è stato Sciuscià di Vittorio De Sica, nel 1948, uno dei vertici del neorealismo italiano. L’altro vertice è Ladri di Biciclette che si aggiudica il prestigioso riconoscimento internazionale nel 1950. Sono tante le riviste di settore che piazzano questi due film nelle posizioni più alte delle classifiche dei migliori film della storia del cinema. L’anno dopo a vincere, in co-produzione con la Francia, è Le mura di Malapaga, diretto da René Clément la cui sceneggiatura, tra gli altri, è stata scritta da Cesare Zavattini e Suso Cecchi d’Amico.

Quando agli Oscar viene ufficialmente istituita la categoria di “miglior film straniero” a vincerlo è di nuovo un italiano. Il maestro Federico Fellini che lo vinse nel 1957 con La Strada, l’anno successivo con Le notti di Cabiria e nel 1964 con uno dei suoi film più amati:  . Questa è stata forse la pellicola italiana più influente della storia del cinema internazionale. Tutti i cineasti devono confrontarsi volente o nolente con questo capolavoro. Una curiosità: Mastroianni non fu la prima scelta di Fellini. Il regista infatti pensò prima a Laurence Olivier e a Charlie Chaplin.

Nel ventennio ’60 e ’70 l’Italia è ancora al centro della scena. Ancora De Sica, con Ieri, Oggi, Domani, nel 1965, mentre il 1971 è l’anno di un altro regista (forse oggi ingiustamente dimenticato), Elio Petri. Protagonista un perfetto Gian Maria Volonté, si aggiudica la statuetta Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto. Il trionfo degli anni ’70 prosegue con i due registi italiani più amati in America, De Sica (Il giardino dei Finzi Contini) e Amarcord di Fellini, nel 1975.

Negli anni ’80, anche se non mancano le nomination di Rosi, Brusati e Scola l’Italia resta a bocca asciutta. È Tornatore, nel 1990, con Nuovo cinema Paradiso, a vincere l’Oscar. È un tributo al cinema nel quale si può ascoltare una delle colonne sonore più belle composte da Ennio Morricone. È poi il turno di Mediterraneo di Salvatores nel 1992 e La vita è bella di Benigni nel 1999.

Ultimo in ordine di apparizione è Paolo Sorrentino, il regista italiano più amato oggi negli Stati Uniti. Un regista che ha saputo prima di tutto fare tesoro delle lezioni dei grandi maestri del passato, arricchendo i suoi film di rimandi e citazioni dal passato. E forse anche per questo La grande bellezza ha vinto l’Oscar nel 2014.

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