Dove trovare i disegni nascosti di Michelangelo a Firenze

Dove trovare i disegni nascosti di Michelangelo a Firenze

Nel 1527 Michelangelo si trovava a Firenze, sotto l’egida dei Medici, per un’importante commissione voluta da papa Clemente VII. Doveva lavorare a un’importante cappella funebre, la Sagrestia Nuova, all’interno della Basilica di San Lorenzo. Quando in città arrivò la notizia del Sacco di Roma.

I tre anni che seguirono furono i meno prolifici della sua carriera artistica, visto che prese parte alla ribellione repubblicana di Firenze. Ma durante il periodo dell’assedio di Carlo V, nascosto proprio in una segreta della Basilica di San Lorenzo, realizzò una serie di dipinti in carbone di cui pochi conoscono l’esistenza.

La ribellione fiorentina

Il Sacco di Roma aveva risvegliato gli animi politici dei fiorentini. Michelangelo, anche se legato professionalmente ai Medici fin dall’inizio della sua carriera, era da sempre un fervente repubblicano. Nel 1527, quando il popolo insorse e Alessandro de’ Medici fu cacciato dalla città, si unì ai ribelli.

Venne nominato membro dei “Nove di milizia”, e si occupò personalmente della fortificazione difensiva sul colle di San Miniato al Monte. Successivamente, poi, visto l’avanzare dell’esercito di Carlo V, gli fu affidata la difesa generale della città, e divenne Governatore generale sopra le fortificazioni.

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Uno dei disegni presenti nella segreta di Michelangelo. Via.

La difesa dei fiorentini fu estenuante—evento storico che ancora viene celebrato con il Calcio Storico—ma alla fine, soverchiati, i fiorentini dovettero capitolare. Da preferito della famiglia Medici, al loro ritorno—il 12 agosto 1530—Michelangelo si ritrovò in pericolo di vita. Era un ricercato, e doveva abbandonare la città.

Lasciare Firenze, però, non era facile. E mentre organizzava la propria fuga, decise di nascondersi per tre mesi in una piccola segreta proprio sotto la Basilica di San Lorenzo. E proprio durante questo periodo, armato solo di pezzi di carbone, realizzò dei disegni che ancora oggi adornano le mura della segreta.

La stanza segreta

La stanza dove visse Michelangelo durante questo periodo era lunga sette metri per due. Una prigione autoinflitta, da cui il genio poté fuggire soltanto alla fine del 1530. Durante questo periodo utilizzò i muri della sua segreta come fogli dove prendere appunti, lasciare schizzi e realizzare studi preliminari. Idee, progetti e rivisitazioni.

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Uno dei disegni presenti nella segreta di Michelangelo. Via.

Sui muri della segreta, infatti, sono presenti i suoi studi per terminare il progetto della Sagrestia Nuova. C’è il bozzetto della testa di Laocoonte. Il disegno anatomico della testa di un cavallo. Delle rivisitazioni della statua del David. E altri soggetti che non sono stati ancora rintracciati. Forse, come alcuni sospettano, sono dei ritratti di altri prigionieri che si nascondevano sotto la basilica.

Una scoperta tardiva

Per molto tempo questi disegni preliminari sono stati dimenticati. Nel 1975 però, il direttore delle Cappelle Medicee Paolo Dal Poggetto fece realizzare un restauro totale della basilica, e vennero ritrovati questi disegni. Dopo accurati studi, l’attribuzione a Michelangelo fu certa.

L’interno della segreta non è mai stato reso visitabile al pubblico. Ma nel 2013 anche queste opere sono state incluse nel progetto Michelangelo a Firenze. Un percorso interattivo che permette—tramite degli appositi monitor installati al Museo del Bargello, alla Galleria dell’Accademia e nella Sagrestia Nuova—di ammirare tutte le opere fiorentine dell’artista.

Una veduta della segreta dove si nascose Michelangelo. Via.

Immagini: Copertina