La lista di 22 libri

La lista di 22 libri "indispensabili" che Fitzgerald dettò alla sua infermiera

Considerati per il titolo e per i fatti della trama, alcuni capolavori della letteratura potrebbero sembrare ciò che non sono: delle storie sentimentali senza motivi profondi, incapaci di coinvolgere davvero il lettore. È il caso ad esempio di certi racconti di Stefan Zweig, autore di quel Bruciante segreto che Kubrick avrebbe voluto trasformare in film.

E di Francis Scott Fitzgerald, che del motivo dell’amore impossibile a causa di irrimediabili differenze di provenienza sociale—un motivo apparentemente banale—fece un grande romanzo che tutti conosciamo, Il grande Gatsby.  Il romanzo della confusione fra sogno e realtà.

In realtà, i due citati sono scrittori letterari. Per Fitzgerald, la letteratura incapsula i motivi personali alla base della scrittura. Diceva:

Gl’influssi che subiamo sono soprattutto letterari, ma la nota personale si può manifestare in giovanissima età. Dirò di più. Credo che nel prosatore naturale possano apparire prima dei vent’anni, secondo la consapevolezza con cui si cercano.

Proprio a vent’anni, nel 1916, in seguito alla prima seria delusione amorosa per la giovane Ginevra King, Fitzgerald annota nel suo diario: “i ragazzi poveri non dovrebbero mai pensare di sposare ragazze ricche”. Ecco la nota personale—e la “ossessione” di tutta una vita—all’origine de “Il grande Gatsby”. Ben nove anni prima che il romanzo esca. Tutto il resto, diciamo così, è letteratura.

Quali libri Fitzgerald riteneva indispensabili? Lo sappiamo grazie a una sua lista di 22 libri consigliati, compilata nel 1936.

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L’epoca più buia della vita di Fitzgerald

È il periodo più drammatico della vita dello scrittore, che arriva alla confessione pubblica remunerata dalla rivista Esquire, nei saggi del “Crollo” (1935)—The crack-up, Pasting it together, Handle with care—in cui sostanzialmente si accusa di essere un bluff, e scrive che “la vita è tutta un processo di disgregamento”. La brutta accoglienza di Tenera è la notte a cui aveva lavorato 9 anni, lo squilibrio di Zelda, i debiti, rendono l’esistenza di Fitzgerald disordinata e costellata di solenni sbronze fino al delirium tremens.

Nell’estate del 1936, mentre si trovava in un hotel di Asheville, Grove Park inn, si fratturò una spalla cadendo dal trampolino della piscina, e brandì una pistola minacciando di suicidarsi. Si decise che non potesse stare da solo e gli affiancarono un’infermiera. Con lei, che si chiamava Dorothy Richardson, lo scrittore fece presto amicizia. 

È a lei che Fitzgerald dettò una lista di libri indispensabili, lista conservata in un foglio manoscritto (dall’infermiera) conservato nell’archivio Fitzgerald della University of South Carolina. La lista è breve ma interessante. Qualcuno si aspetterebbe di trovare Hemingway o Joyce, ma non ci sono

La lista di 22 libri da leggere dettata da Francis Scott Fitzgerald

Fitzgerald era sicuramente un “lettore forte”—Stendhal, Tolstoj, e Proust, di cui consiglia ben tre libri da “Alla ricerca del tempo perduto”. E da grande scrittore di racconti, ammira grandi autori di racconti: Cechov, Maupassant, e Sherwood Anderson, che ogni appassionato di letteratura americana prima o poi incontra. Tra gli americani, a proposito, ci sono Faulkner e Hammett. Sorprende la predilezione per il teatro di Oscar Wilde e di Ibsen. Molto interessante infine l’amore di Fitzgerald per la biografia di Gesù “laica” e “romantica” scritta da Ernest Renan, che costò all’autore la revoca dalla cattedra al Collège de France.

Come ogni vero scrittore, inoltre, Fitzgerald amava la poesia, “la forma stilistica più concentrata”, come scrisse alla figlia: l’unica che aiuti a raffinare lo stile.

Buona lettura.

Come si suol dire, “breve ma intenso”. Ma intenso nel modo in cui può essere la confessione di un uomo che sta cedendo, che ha ceduto e che se ne rende conto. Di un uomo che al suo secolo ha già chiesto tanto e ha ricevuto fin troppo. Sconvolto dall’euforia dei ruggenti ‘20 e da tutto ciò che può esserci di sbagliato nel corpo umano, compresa la mente. Per descriverlo non si può usare l’aggettivo “bello”, perché non è bello, ma traspare lo stile e il talento dello scrittore che merita ancora oggi inchini e applausi. Non è bello ma fa riflettere, certamente. Se non conoscete la figura del gigante dietro a “Il grande Gatsby”, a “Tenera è la notte”, “Lo strano caso di Benjamin Button” e molti altri capolavori, sicuramente è un libretto che potreste sfogliare sul letto al buio in una giornata di calura estiva. Insieme ovviamente a “La morte della farfalla” di Pietro Citati, sempre edito @adelphiedizioni . . . . . #adelphi #adelphiedizioni #francisscottfitzgerald #fitzgerald #libro #libri #book #leggere #lettura #letteratura #americanliterature #bibliotecaminima #summerreading #reading #ilcrollo

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Qui tutti i libri di Fitzgerald. Ti consigliamo Il grande Gatsby tradotto da Tommaso PincioI tre pezzi che compongono The crack-up, che puoi leggere qui in originale, sono pubblicati in italiano da Adelphi. Per conoscere più a fondo lo scrittore americano: c’è un bel libro, recente, di Pietro Citati, La morte della farfalla, dedicato a Francis Scott e Zelda Fitzgerald. Intanto, puoi iniziare da un’interessante puntata di Wikiradio.

Immagine: Copertina