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La "Fontana" di Duchamp: l'opera dadaista più famosa compie 100 anni

Quando un artista entra a pieno diritto nella storia dell’arte, capita spesso che venga associato alla sua opera più nota. Riflettici un attimo: se avessi solo cinque secondi per rispondere, a quali opere assoceresti velocemente i nomi di Botticelli, Picasso e Da Vinci? Probabilmente alla Venere, a Guernica e alla Gioconda. Nel caso di Duchamp l’associazione, invece, avverrebbe con “Fontana”, opera realizzata nel 1917, cento anni fa.

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Fontana” è l’emblema dei ready-made: oggetti “già fatti” che, una volta decontestualizzati dal quotidiano, mutano per volere dell’artista in opera d’arte. In sostanza: il valore aggiunto consisterebbe nella duplice scelta dell’oggetto e della sua collocazione.

Per quanto all’epoca il ready-made potesse suonare un’idea bizzarra, rientrava perfettamente nella concezione dadaista che Marcel Duchamp aveva abbracciato. Nato a Zurigo, il Dadaismo era tanto un movimento quanto un’idea: un modo di praticare l’arte rifiutando i metodi tradizionali e sperimentando nuove forme espressive. Del resto, erano gli anni della Prima Guerra Mondiale e i dadaisti per esprimere la loro contrarietà avevano deciso di praticare “l’anti-arte”.

Come succederà poi con la serialità della Pop Art, anche i ready-made potevano essere riprodotti. Mentre la prima Fontana immortalata dal fotografo Alfred Stieglitz è andata perduta, attualmente esistono 16 fontane in tutto il mondo.

Duchamp

Ma qual è la storia del ready-made di Duchamp? Esistono due versioni al riguardo. Secondo la prima, Duchamp acquistò un orinatoio a New York, per poi capovolgerlo e firmarlo con lo pseudonimo di “R. Mutt”. La seconda, invece, si basa sull’invio dell’oggetto da parte di un’amica di Duchamp—insomma, di una collaborazione.

Inizialmente l’opera, oltre a essere smarrita in seguito, non venne nemmeno esposta. L’idea di mostrarla al pubblico venne rigettata dal consiglio della Society of Independent Artists, di cui Duchamp era membro. Gli altri consiglieri non sapevano che fosse un’opera del collega, e poco dopo il dadaista rassegnò le dimissioni per protesta.

A cento anni di distanza, molte cose sono cambiate: il Dadaismo e i ready-made, nonostante siano nati come forme di protesta estetica, sono entrati a far parte a pieno titolo della storia dell’arte.

Se vuoi vedere una “Fontana”, fino al 15 aprile alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma ce n’è una esposta, all’interno della mostra “Time is Out of Joint”.

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