"Forme uniche della continuità nello spazio", la scultura simbolo del Futurismo

Hai presente l’incisione sul retro dei 20 centesimi italiani? Non sappiamo se tu ci abbia mai prestato attenzione, ma in caso contrario ti consigliamo di cercare nel tuo portafogli questa moneta. Lì è incisa una delle sculture più importanti del secolo scorso: “Forme uniche della continuità nello spazio”.

Andando un po’ più nel dettaglio, si tratta della scultura emblema del Futurismo, avanguardia sviluppatasi soprattutto in Italia, che prende spunto dalle parole del 1909 da Filippo Tommaso Marinetti sul giornale francese Le Figaro.

“Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità”, scriveva l’artista italiano.

Forme uniche della continuità nello spazio rappresenta al meglio questi concetti, basati sulla velocità e il dinamismo dell’arte. A idearla fu il famoso pittore Umberto Boccioni, il quale nel 1912 iniziò a interessarsi anche alla scultura. “In questi giorni sono ossessionato dalla scultura! Credo di aver visto una completa rinnovazione di quest’arte mummificata”, scriveva l’artista in una lettera indirizzata a un amico.

L’opera alta circa 126 centimetri rappresenta una figura umana in cammino, in movimento, dinamica—in contrapposizione alla cultura scultorea tradizionale. È priva delle braccia, presenta in maniera definita solo polpacci e ginocchia, ma nel complesso sembra un “involucro” fatto ora da forme concave, ora da forme convesse. Inoltre, proprio grazie a rilievi, cavità, pieni e vuoti, Forme uniche della continuità nello spazio mostra un vero e proprio gioco di luci e ombre.

Ovviamente, se ti trovassi davanti all’opera, è bene girarle lentamente attorno per osservarne i dettagli, ma è altrettanto utile fermarsi per qualche minuto per guardarla lateralmente. Infatti, è proprio da questa prospettiva che la statua insinua nello spettatore l’impressione che stia per proiettarsi vigorosamente in avanti. Insomma, l’attributo corretto per questa statua è: aerodinamica. Ma dove poterla osservare?

L’opera originale, che si trova al Museo di Arte Contemporanea di San Paolo del Brasile, è in gesso e nel corso della vita dell’autore non venne mai prodotta la rispettiva copia in bronzo. Diversi e successivi calchi, però, si trovano in alcuni dei più noti spazi espostivi del mondo, tra cui il Museo del Novecento di Milano, la Tate Modern di Londra, il Metropolitan Museum di New York e il Museo Kröller-Müller di Otterlo, nei Paesi Bassi.

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