Le foto bellissime di Corey Arnold, che è andato a vivere tra i pescatori in Alaska

Le foto bellissime di Corey Arnold, che è andato a vivere tra i pescatori in Alaska

La prima volta che è andato a pescare con suo padre, Corey Arnold aveva 2 anni. La prima macchina fotografica, invece, gli è stata regalata per il suo decimo compleanno. Queste due cose, nella vita di Arnold, si sono intrecciate sempre e in modi bizzarri. Prima è stata la sua passione per il mare ad aiutarlo quando con la fotografia non riusciva più a mantenersi. Poi è stata la fotografia a dargli la possibilità di realizzare il suo sogno di quando era bambino e diventare un pescatore professionista. Oggi Corey Arnold è tutte e due le cose. È capitano di una barca da pesca in uno dei mari più tempestosi del mondo, in Alaska, ed è considerato uno dei più bravi fotografi di mare, con mostre e pubblicazioni sul New York Times e sul National Geographic.

Arnold è cresciuto con la sua famiglia in California, dove ha studiato fotografia all’università e dove ha cominciato a lavorare come fotografo. Crescendo, la passione per la pesca e per il mare gli è rimasta. Da bambino, ogni fine settimana andava con suo padre a caccia di squali e tonni nell’Oceano Pacifico, ad Halloween si vestiva da pescatore e le sue ricerche a scuola le faceva sempre su misteriose creature del mare. A chiunque gli chiedesse “cosa vuoi fare da grande?”, rispondeva secco: “il pescatore”. Un’estate, quando aveva 18 anni, decise di guidare fino in Alaska e ottenne il suo primo lavoro stagionale su un peschereccio. Da allora ci tornò ogni estate, finita la scuola. Lavorava come pescatore per qualche mese, poi tornava a casa.

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La prima svolta della sua vita arrivò nel 2001, quando scoppiò la bolla delle dot-com (quella che portò al fallimento di centinaia di startup) e Arnold cominciò a fare molta fatica a trovare nuovi lavori da fotografo in California. Lasciò tutto e si trasferì definitivamente in Alaska, trovando lavoro su una barca che pescava granchi reali. Quel periodo Arnold lo ricorda come di grandi fatiche. Si lavorava anche 20 ore al giorno, dormendone poco più di quattro per notte. Si stava in mare anche per alcuni giorni, tra onde altissime, altre enormi barche da pesca e spesso in situazioni pericolo. Arnold ha raccontato che appena aveva un momento libero correva nella sua cabina, si toglieva i guanti da lavoro, prendeva la macchina fotografica e correva nuovamente fuori per scattare qualche rullino prima di ricominciare a lavorare.

Un giorno arrivò sulla barca su cui lavorava una troupe del National Geographic per girare un documentario sui pescatori dell’Alaska. Arnold temette che la concorrenza del documentario finisse con il rovinare il suo progetto fotografico, ma invece una delle foto che scattò in quei giorni fu scelta per promuovere il documentario stesso e finì su una gigantografia a Times Square, facendo conoscere a tutto il mondo il suo lavoro. Da allora, la vita di Corey Arnold è cambiata radicalmente una seconda volta. Ha cominciato a pubblicare foto sui più importanti giornali del mondo ed è stato chiamato anche in Europa per raccontare storie di mare e pescatori. Nel 2008, quando tornò in Alaska come inviato di una rivista di natura, Arnold decise che era il momento di fermarsi. Comprò una licenza da pescatore, una piccola barca e assunse tre uomini di equipaggio diventando finalmente un pescatore professionista.

“Corey Arnold – si legge nella pagina biografica del suo sito – è un fotografo e un pescatore. Oggi è capitano di un peschereccio, che si dedica alla pesca sostenibile di salmone rosso nella Baia di Bristol, in Alaska, e vive stagionalmente in una vecchia fabbrica di pesce in scatola a Graveyard Point. Il lavoro della sua vita, “Fish-Work”, è una serie fotografica che racconta le esperienze viscerali della vita in mare dei pescatori di tutto il mondo”.

Foto: Bernard Spragg