Le foto con protagoniste le donne che hanno fatto la storia

Le foto con protagoniste le donne che hanno fatto la storia

La storia delle donne può essere raccontata anche con le fotografie. La testimonianza scritta, come abbiamo visto nel caso di Trotula de Ruggiero, di Margaret Ann Bulkley e di Elena Lucrezia Cornaro, può cedere il passo alla potenza delle immagini. La forza di uno scatto, improvviso e perfetto, resta impresso ancora meglio nella nostra memoria, per anni.

A volte, illumina una questione che altrimenti avrebbe fatto fatica a emergere. Abbiamo raccolto cinque tra gli scatti più intensi, con protagoniste le donne, che hanno fatto la storia del Novecento e non solo.

Danuta Danielsson al corteo di neonazisti

È il 13 aprile 1985. A Växjö, una città della Svezia va in scena una manifestazione di neonazisti. Appartengono al Partito del Reich NordicoDanuta Danielsson è una donna di 38 anni che assiste al corteo. Viene dalla Polonia. Sua madre era stata internata, anni prima, ad Auschwitz. Danuta guarda i neonazisti che sventolano i loro vessilli e decide di non stare con le mani in mano. Si scaglia contro uno di questi, Seppo Seluska. E lo prende a borsettate.

Hans Runesson, un fotografo che si trova lì per coprire l’evento, non si lascia sfuggire il momento. Il suo scatto è perfetto. Diventerà la “fotografia svedese dell’anno”, vincendo anche tanti premi internazionali.

#danutadanielsson

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Oggi la foto di Danuta trova spazio su tantissime bacheche di social network. Anche se lei non può compiacersene. Si è uccisa nel 1988. E non ha mai cercato la notorietà per quello scatto. Seppo Seluska, il ragazzo picchiato da Danuta, verrà di lì a breve arrestato per aver torturato e ucciso un ebreo omosessuale. Qualcuno ha proposto di erigere una statua per celebrare il gesto di Danuta. Ogni tanto compaiono delle borse appese ai monumenti e alle statue di Växjö.

Kathrine Switzer alla maratona di Boston

È il 1967, si tiene l’annuale maratona di Boston. Ma senza le donne, non possono partecipare. Con la pettorina numero 261 c’è però Kathrine che riesce a iscriversi con un trucco: “K.V. Switzer”.

A pochi chilometri dal traguardo i giudici si rendono conto della donna e intervengono fisicamente per fermarla. A proteggerla dall’aggressione è soltanto il suo fidanzato. I più guardano senza far niente. Kathrine riesce a portare a termine la gara in 4 ore e 20 minuti.

Le foto scattate quel giorno mostrano all’opinione pubblica l’assurdità del gesto. E quello del divieto. Ma bisognerà aspettare soltanto il 1972 per vedere la maratona finalmente accessibile anche alle donne. Grazie al gesto di Kathrine viene, anche se lentamente, avviato un processo inarrestabile che porterà all’istituzione della maratona femminile anche alle Olimpiadi. Il 17 aprile 2017, nel cinquantenario dell’impresa, Kathrine ha corso di nuovo la maratona di Boston con il suo storico numero. Al termine della gara, il pettorale è stato ritirato.

Jan Rose Kasmir davanti ai fucili spianati

È il 21 ottobre 1967. Davanti al Pentagono si tiene la marcia pacifista contro la guerra in Vietnam. Il coreo è stato organizzato dagli attivisti del National Mobilization Committee to End the War. Il fotografo francese Marc Riboud ha preso parte alla protesta. E porta con sé la sua inseparabile macchina fotografica. Davanti ai fucili spianati dei militari, a un certo punto, si piazza Jan Rose Kasmir, una ragazza di diciassette anni. Ha in mano un fiore e sembra porgerlo ai militari in posizione. La foto fa il giro del mondo e diventa un simbolo del movimento del “potere dei fiori”.

Lo stesso fotografo ha definito il suo scatto come “Il simbolo della gioventù americana: un fiore contro le baionette“. L’aspetto più curioso è che Jan Rose ha saputo della fotografia soltanto anni dopo, a metà degli anni ’80. Quando suo padre sfogliando una rivista comprata in Scozia si accorge della figlia.

Tess Asplund rivolta a un corteo di estrema destra

Di nuovo Svezia, ma stavolta è il 1 maggio 2015. Di tempo da Danuta ne è passato, ma sembra che la lezione non sia stata ancora imparata. A Borlänge si tiene una marcia di estrema destra. Tess è una donna svedese di origini africane. Quelle persone stanno manifestando contro di lei. E allora lei, con coraggio, si pianta davanti a 300 nazisti.

▫▪ R E S I S T E N C E ▪▫ #tessasplund

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“Mi hanno fissato con i loro occhi gelidi e carichi d’ira, ma senza dire una parola. Io ho ricambiato lo sguardo freddo.” Così ha raccontato a La Repubblica dopo che la sua foto ha fatto il giro del mondo: “La gente vede nei migranti esseri umani illegali. Fa tremare, pensare dove si può arrivare cominciando a dichiarare illegale un essere umano. Sono ottimista solo perché spero negli adolescenti e nei giovani. Loro sono più aperti.”

Emmeline Pankhurst arrestata davanti a Buckingham Palace

Il Time l’ha definita “una delle persone più importanti del XX secolo”. Emmeline Pankhurst, si legge nella motivazione: “ha modellato un’idea di donna per il nostro tempo, ha scosso la società in un nuovo modello da cui non ci sarebbe stata più possibilità di tornare indietro”

Il lavoro di questa attivista e politica britannica è stato essenziale per il raggiungimento del suffragio femminile in Gran Bretagna. Nel 1903 fonda la Women’s Social and Political Union, un’associazione per l’eguaglianza delle donne. Indipendente da partiti politici ha preferito incentrare la propria protesta sull’azione, e meno sulle parole.

Questo l’ha portata più volte a essere arrestata e condannata a mesi di prigione. In una delle foto più famose, Emmeline, scatenata, viene arrestata davanti a Buckingham Palace durante una delle sue accese proteste. Muore poche settimane prima che il governo estendesse il diritto di voto a tutte le donne di età superiore ai 21 anni.

La figura di Emmeline Pankhurst è straordinaria e vale la pena di essere approfondita. Ti consigliamo, per questo, il libro autobiografico Suffragette. La mia storia.

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