Beth Moon, la fotografa che va in cerca degli alberi più antichi del mondo

Beth Moon, la fotografa che va in cerca degli alberi più antichi del mondo

Spesso il soggetto di un’opera influisce, quando non la “determina”, sulla tecnica con cui l’opera è realizzata. Prendiamo gli alberi più vecchi del mondo. Sono stati il soggetto prediletto dalla fotografa americana Beth Moon nell’arco di 14 anni di attività.

Alberi immensi, antichissimi—centinaia, migliaia di anni. Spesso molto fragili, in onta all’apparente maestosa solidità. Bellissimi e dalle forme particolari: come la sempreverde Dracaena “sangue di drago” dalla caratteristica forma a ombrello—è chiamata così per via della resina rosso scuro che produce—nativa del remoto arcipelago di Socotra, al largo del Corno d’Africa (l’esemplare nella foto sotto si trova nello Yemen).

O come l’enorme cedro rosso occidentale (Thuja plicata), che può raggiungere i 70 metri di altezza, i 4 metri di diametro nel tronco, e superare abbondantemente il millennio di vita. Originario dell’area occidentale dell’America del Nord, è stato introdotto anche in Europa del Nord, dove è stato immortalato l’esemplare qui sotto (Parco di Gelli Aur, Llandeilo, Galles).

Le foto che vedi in questa pagina sono tratte soprattutto da Ancient Trees, il primo progetto fotografico di Beth Moon, e da Island of the Dragon Blood, il secondo, dedicato a Socotra. Sono bellissime foto in bianco e nero: e qui arriviamo all’aspetto tecnico cui abbiamo accennato all’inizio.

Stampe “eterne” per alberi antichissimi: la platinotipia

Il lavoro di Beth Moon, come ha dichiarato la fotografa in un’intervista, ha avuto origine dalla gioia ingenua provata nell’andare a far visita a qualcuno di questi “giganti”. Enormi querce, antichi baobab, rose del deserto sub-sahariano (nella foto qui sotto), sono alberi “resilienti”, come afferma lei, insomma tenaci: e particolarmente tenace è anche la tecnica di stampa analogica utilizzata, la stampa al platino (o al palladio).

Tecnica storica, utilizzata anche dalla fotografa vittoriana Julia Margaret Cameron, la stampa al platino-palladio è un processo monocromatico che garantisce la massima ricchezza tonale possibile. È piuttosto lungo e laborioso, e anche un po’ costoso (ma non impraticabile).

È una stampa a contatto, e per annerimento diretto (l’immagine si forma per azione della luce del sole), il platino (o il palladio) è steso direttamente su carta, senza necessità di emulsioni all’albumina o gelatina (come nella stampa ai sali d’argento). Le stampe che si ottengono sono le più durature. Sostiene la fotografa:

Il procedimento è lungo, ma gratificante—con una scala tonale ampia e delicata—ed è il più “archivistico” di tutti i procedimenti. Scegliendo un processo che garantisce la massima durata, spero di comunicare speranza, attingere ai temi del tempo e della permanenza, appaiando soggetto e processo.

Un procedimento che assume davvero un valore testimoniale nei casi in cui la riproduzione sopravviva all’albero, come nel caso del (ormai ex) baobab più antico del mondo, il Baobab Chapman, nel Makgadikgadi Pan, in Botswana. Alto “appena” 15 metri era però largo il doppio, con 7 rami principali larghi come piloni. Aveva senz’altro ben più di mille anni. Il 7 gennaio 2016 si è letteralmente aperto in due: un avvenimento non isolato, dovuto forse al mutamento climatico.

Beth Moon, la fotografa che va a caccia degli alberi più antichi del mondo

L’ultima serie della fotografa dedicata ai grandi alberi è Diamond Nights. Un ritorno sui suoi passi, in Africa. Davanti a giganti già fotografati ma stavolta ripresi a colori, sotto un cielo stellato.

Tutte le foto in bianco e nero di Beth Moon, senz’altro le più belle, dedicate agli alberi, sono raccolte nel volume Ancient Trees: Portraits of TimeQuelle a colori in Ancient Skies, Ancient Trees.

Sul sito della fotografa trovi una selezione delle sue opere. Per approfondire, ti segnaliamo questa bella intervista (in inglese) per il blog Photo-eye.

Immagine: Copertina