Come fotografare un paesaggio marino nel modo giusto

Come fotografare un paesaggio marino nel modo giusto

Fotografare un paesaggio marino non è la stessa cosa che fotografare un paesaggio qualsiasi. Il successo o il fallimento di una foto marina può essere questione di un attimo. La seascape photography infatti ha peculiarità che non sono proprie di tutta la fotografia di paesaggio o naturalistica.

Ad esempio, secondo il fotografo Anton Gorlin, basta pensare alle lunghe esposizioni. In molte scene di paesaggio un tempo lento di scatto influenza più che altro la resa del movimento delle nubi. Nel nostro caso, invece, influenza la resa dell’elemento più importante della foto: l’acqua.

Gorlin, un professionista specializzato in seascape photography, ha realizzato una densa guida alla fotografia di paesaggi marini. Puoi leggerla sul blog del fotografo, e, se vuoi, scaricarla in pdf. La guida è lunga, e piuttosto dettagliata. Leggila per intero se vuoi prepararti a scattare splendide foto costiere sfruttando la luce dell’alba o del tramonto. Oggi diamo un’occhiata ai passaggi principali.

Come prepararsi

Pianificare l’appostamento è fondamentale. Naturalmente, bisogna consultare le previsioni del tempo e quelle sulla marea e sul moto ondoso. AccuWeather andrà bene. Per quanto riguarda il tempo, è preferibile un cielo con nuvolosità almeno al 30%.

Per quanto riguarda l’ambiente da immortalare, studialo prima da casa. Puoi usare internet per scoprire alcuni posti da non perdere nella zona che hai scelto, ed esplorare il bacino di foto già esistenti. Ecco cosa succede se digiti, ad esempio, “Santa Marinella” (località di mare nel Lazio) su Google Images, su Flickr, e su una community di professionisti come 500px, dove ci sono scatti bellissimi.

Regolazione della macchina fotografica

Gorlin dedica molto spazio alle regole da conoscere per una corretta e creativa composizione dell’immagine. Dà una grande importanza ai punti di fuga e naturalmente cita anche la regola dei terzi, di cui ti abbiamo parlato anche noi.

Dopodiché offre alcune informazioni generali sulla regolazione dell’apparecchio. La profondità di campo è importante nella seascape photography. Perciò è fondamentale lavorare almeno a diaframma f/8, chiudendo anche fino a f/11 o f/16 se necessario. Naturalmente, dovrai bilanciare l’apertura con la sensibilità (ISO), affinché la foto sia esposta correttamente.

Nella sua guida, Gorlin ipotizza sei tipi di luce: buio totale, prima dell’alba/dopo il tramonto, alba o tramonto, post-alba, luce diurna, cattiva luce. Ogni tipo di luce richiede un setting specifico, esposto dettagliatamente nella guida. Un esempio: alba o tramonto. Gorlin consiglia il seguente setting: ISO 100 (f/150 ancora meglio, se possibile), diaframma f/6, e un tempo di esposizione 1/20-1/10, per far apparire l’acqua leggermente in movimento.

Come fotografare le onde?

Questione di timing. Gorlin dà i suoi consigli. Scegliere un luogo d’appostamento sicuro al 100%. Posizionarsi il più possibile in basso, vicino al livello del mare.

Cose importanti da ricordare. Più grande sarà l’onda da fotografare, più breve dovrà essere il tempo di esposizione. Se l’onda è integrata in un paesaggio, serve profondità: diaframma f/16. Soprattutto, utilizzare l’autofocus continuo. In questo caso, messo a fuoco un punto, la camera continua a considerare quel punto. Se il soggetto si muove, la fotocamera rivaluta il fuoco in base alla sua nuova posizione.

Se si vuole un close-up dell’onda, meglio procurarsi un apparecchio waterproof. Ce ne sono anche di economici. E ricordare questo, in fase di scatto: portarsi sotto l’onda una frazione di secondo prima che questa si rompa.

La corretta esposizione di un paesaggio marino

Una foto sovraesposta, spesso, non è una buona foto. Per bilanciare l’esposizione Gorlin consiglia l’utilizzo di un filtro “a densità neutra”, che riduce l’intensità della luce in modo uniforme su tutto lo spettro delle lunghezze d’onda. Oltre ai “reverse“, con transizione morbida ai bordi e netta al centro, i più comuni di questi filtri a vite o a lastra, come sai se ti diletti di fotografia, sono a transizione morbida (“soft edge”), e a transizione netta (“hard edge”). Quest’ultimo va in modo netto dalla parte scura a quella trasparente. Il primo gradualmente. Gorlin consiglia l’hard se nella foto c’è la linea d’orizzonte, soft se si riprendono, ad esempio, montagne.

Terminiamo con il bracketing. Una tecnica che qualsiasi fotografo conosce: un ventaglio di differenti esposizioni in rapida successione attorno a quella “normale”. Ogni reflex digitale permette di farlo. Volendo, si potranno poi combinare i risultati in post-produzione, su Photoshop ad esempio, per ottenere l’esposizione giusta.

Leggi la guida completa di Anton Gorlin alla seascape photography. 

Immagini: Copertina