Il cielo stellato in fotografia: le regole per scattare nel modo giusto

Il cielo stellato in fotografia: le regole per scattare nel modo giusto

La luce è fondamentale nella fotografia. Sapere come “addomesticarla” ci permette di trovarci a nostro agio, neanche troppo paradossalmente, in una delle attività più affascinanti che ci siano, fotocamera alla mano: la fotografia notturna.

Fotografare “di notte” significa molte cose. Tuttavia, quando pensiamo alla fotografia notturna, pensiamo soprattutto al cielo stellato. Alla Via Lattea. Ben riconoscibile, grandiosa, fotografata milioni di volte l’anno, la Via Lattea è il soggetto adatto per iniziare a fotografare il cielo stellato. Per riprenderla bisogna considerare alcune necessità:

  • imprigionare più luce possibile;
  • “definire” l’immagine il meglio possibile (a meno che tu non voglia riprendere “scie di stelle”);
  • “comporre” l’immagine con senso estetico elaborando eventualmente un “contesto” per il cielo stellato: un paesaggio notturno.

Fotografare la Via Lattea: quando e dove scattare

Diamo alcuni consigli di base, orientativi, per principianti. Qui una trattazione approfondita, qui un tutorial più lungo. Le prime cose importanti a cui pensare sono di ordine “logistico”:

  • per prima cosa, le condizioni meteorologiche. Per controllare la possibilità che il cielo sia nuvoloso, il che impedisce la visione delle stelle, puoi andare ad esempio su Skippy Sky;
  • C’è poi bisogno di trovare un luogo molto buio dove scattare, lontano dall’illuminazione artificiale. L’inquinamento luminoso è nemico di questo genere di fotografia. Per individuare una zona “buia”, il sito Dark Site Finder è efficace. Per sapere come raggiungere un luogo, basta zoomare e poi cliccare sull’icona di Google Maps. L’Italia appare decisamente luminosa nella mappa. Tuttavia, come avrai potuto sperimentare nelle tue escursioni in montagna, i luoghi scuri non mancano. Durante una notte limpida alle pendici del Monte Velino, ad esempio, il cielo è stupefacente.
  • La luce lunare è molto intensa. È perciò necessario predisporsi a scattare durante il periodo di luna nuova, quando solo il “lato scuro” è rivolto verso la terra.
  • La visibilità della Via Lattea: in autunno nelle prime ore dopo il tramonto, in primavera nelle ultime ore della notte, in estate nelle ore centrali.

Dall’attrezzatura alle regole per lo scatto: come fotografare le stelle

Un’attrezzatura corretta non è per forza molto costosa.

  • Serve anzitutto un robusto cavalletto.
  • Una reflex digitale professionale, possibilmente full-frame, a portata di fotoamatore: né troppo economica né troppo cara. Come una Nikon D700 ad esempio (fuori produzione), che lavori bene con alti valori ISO perché resistente al “rumore digitale”.
  • ISO:  servono macchine con valori ISO da 3200 a 6400, che sgranino il meno possibile.
  • Obiettivo: una focale corta. Una foto del cielo stellato deve essere definita dai bordi al centro. Gli obiettivi 14-24 mm decisamente luminosi (f2.8 ad esempio, o f1.4, ma non per i 14 mm), sono, fra quelli piuttosto costosi, molto apprezzati dai fotografi. Come questo.

Veniamo ora allo “scatto”, tenendo conto che, come sempre, un bilanciamento “ideale” fra ISO, apertura e tempo di esposizione dà luogo al risultato desiderato (probabilmente dopo parecchi esperimenti!).

  • Di notte non ci si può affidare all’autofocus. Un metodo consigliabile per chi inizia a fotografare il cielo notturno è settare sulla messa a fuoco manuale, e puntare su una stella mettendola a fuoco il meglio possibile in modalità live-view (che ti permette di usare lo schermo LCD come un mirino).
  • Per quanto riguarda il diaframma, conviene sfruttare la massima apertura. Più si apre più aumenta la possibilità che le stelle “si allunghino” ai margini dell’inquadratura, A volte bisogna farsene una ragione: la luce ha la priorità.
  • Per quanto riguarda i tempi di esposizione, prendi in considerazione un “regola” (una linea guida): la “regola del 600“. Dividi il numero 600 per la massima lunghezza focale che stai utilizzando (se non usi una full-frame, devi moltiplicare il risultato per il fattore crop dell’obiettivo). Quindi ad esempio, se usi 24 mm, il tempo sarà intorno ai 25 secondi. La regola può diventare anche “dei 500”, nel caso che le stelle vengano ancora come piccole scie.

I consigli di un fotografo di National Geographic

ISO 3200, 90 secondi, apertura diaframma f/2.8: è lo scatto qui sopra, realizzato, come gli altri che vedi in questo articolo, da Jim Richardson, fotoreporter di National Geographic specializzato anche in scatti notturni. In un articolo per la rivista Richardson dà alcuni consigli su come fotografare al meglio il cielo notturno. In un altro, racconta lo scatto della foto sopra. Sono scatti pregevoli, che, sostiene il fotografo, non sono “ritoccati” con programmi dedicati, se non per quanto riguarda la riduzione del “rumore digitale”: ciò che nella fotografia analogica si definiva “granulosità”—inevitabile negli scatti con alti valori ISO o lunghi tempi di esposizione—e che si può correggere grazie a programmi come Lightroom o  Photoshop. Nella foto sopra Richardson ha utilizzato il light-painting: quattro torce sono state puntate sul ponte naturale per illuminarlo, aggiungendo fascino alla foto. Lo stesso procedimento è utilizzato nella foto qui sotto.

Immagini: Copertina