Questo fotografo ha ricostruito la foto più famosa di Salvador Dalí

Questo fotografo ha ricostruito la foto più famosa di Salvador Dalí

Karl Taylor è uno dei fotografi inglesi più accreditati del momento. Nella sua carriera ventennale ha spaziato dal fotogiornalismo ai ritratti di moda, collaborando con alcune delle agenzie più importanti del mondo. La sua ricerca sull’immagine e la fotografia, però, non si esaurisce qui.

Sul suo canale YouTube ha pubblicato un video in cui ricostruisce la composizione di una delle foto più famose del Novecento. Lo scatto con cui Philippe Halsman immortalò Salvador Dalí: “Dalí Atomicus“.

“Questa foto è una delle mie preferite”, ha dichiarato Taylor. “Mi ha sempre ispirato, e ha condizionato il mio lavoro. Quello che mi ha sempre colpito, è la quantità di movimento che arriva da ogni punto della fotografia, e che sembra quasi uscire dall’immagine.”

La foto originale

All’inizio degli anni Quaranta Philippe Halsman incontrò Salvador Dalí. I due divennero amici, e iniziarono a collaborare. Nel 1948 i due decisero di scattare un’immagine che fungesse da tributo all’opera “Leda Atomica” realizzata dell’artista spagnolo.

Fu così che nacque il Dalí Atomico. Uno scatto che esplora il concetto di sospensione. La composizione era formata da tre gatti in volo, un secchio d’acqua e una sedia sospesi nel vuoto, e Salvador Dalí a mezz’aria. Ci vollero 28 tentativi per ottenere il risultato, e l’immagine divenne una delle più famose dell’artista spagnolo.

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Dalí Atomicus ricreata da Karl Taylor

Inizialmente Taylor e i suoi collaboratori hanno ricostruito il set, cercando di attenersi all’originale. Poi hanno studiato la posizione delle luci, con uno speciale programma computerizzato, posizionandole allo stesso modo. Successivamente hanno stabilizzato gli oggetti sospesi nel voto, come la sedia, agganciandoli al soffitto con fili invisibili. Il loro intento, infatti, era quello di evitare l’utilizzo dei programmi di photoediting.

Questa fase è stata estremamente complicata. Perché il telaio di metallo che sorreggeva i fili doveva essere riempito seguendo un ordine preciso. Tutto doveva combaciare perfettamente. I gatti sono stati sostituiti da altri oggetti—come orologi—per non dover sfruttare dei veri animali.

Poi sono iniziati i test di movimento. Utilizzando un programma computerizzato, Taylor ha osservato uno dei suoi collaboratori saltare di fronte al proscenio, proprio come aveva fatto Dalí. Immortalarlo nella posizione giusta è stato molto complicato, perché il movimento delle braccia, e l’ombra creata sul muro, dovevano essere le stesse. Il fotografo doveva prendere le misure nel modo più preciso, in modo da poter poi descrivere bene i movimenti all’attore che avrebbe impersonato Dalí.

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A questo punto, è arrivata la parte più complicata del lavoro. Riprodurre lo sbuffo d’acqua che si leva dal secchio in volo. Al di fuori del set, l’assistente di Taylor ha lanciato l’acqua dal secchio cercando il giusto movimento per ricreare lo stesso effetto. Nel frattempo, il fotografo riprendeva tutto per comprendere bene il gioco d’acqua e le angolazioni. Tutto nell’immagine—dal salto dell’attore, al lancio dell’acqua—doveva accedere nello stesso istante.

Dopo settimane di preparazione, è arrivato finalmente il giorno dello scatto finale. Taylor e la troupe hanno scattato e riscattato il salto dell’attore e il lancio dell’acqua decine di volte. Fino a che non sono riusciti a scattare la replica quasi perfetta della foto di Philippe Halsman, dopo 29 tentativi.

Il risultato è strabiliante, e il suo valore non sta soltanto nell’accuratezza con cui è stato realizzato. Ma nel saper descrivere, attraverso i suoi passaggi, come lavoravano i fotografi come Halsman all’inizio del Novecento.

Immagini: Copertina