Francesco Hayez, il pittore che ha ritratto il Risorgimento italiano con un

Francesco Hayez, il pittore che ha ritratto il Risorgimento italiano con un "Bacio"

Il bacio. Episodio della giovinezza. Costumi del secolo XIV è il titolo per esteso dell’opera più nota del pittore italiano Francesco Hayez (1791 – 1882). Di primo acchito il dipinto olio su tela del 1859 potrebbe sembrare un semplice e appassionante bacio tra due amanti, ma in realtà rappresenta molto di più: l’amor di patria, il sentimento più avvertito durante il Risorgimento italiano.

L’opera, ormai conosciuta semplicemente come “Il Bacio”, è considerata il manifesto dell’arte romantica italiana—una tipologia d’arte caratterizzata dal ritorno al passato medievale, l’indagine sul rapporto tra uomo e natura e il senso di libertà e nazione.

Ed è proprio su questo ultimo punto che bisogna soffermarsi: Il bacio di Hayez è da considerarsi la versione italiana de “La Libertà che guida il popolo” di Eugène Delacroix, in quanto rappresenta allegoricamente la rivalsa di un popolo che, in questo caso specifico, non vuole più sottostare alla presenza austriaca.

Del dipinto italiano, inoltre, esistono ben tre versioni. La prima è conservata alla Pinacoteca di Brera di Milano; la seconda (1861), in cui la donna indossa un abito bianco, è stata battuta all’asta da Sotheby’s per la somma di 780.450 sterline nel 2008; la terza (1867), trasposta su un acquarello su carta, può essere vista alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano.

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Al di là delle informazioni più pratiche su Il Bacio, è interessante capire come Hayez sia arrivato ad appassionarsi al Risorgimento. Per farlo, dobbiamo suddividere la sua vita in due fasi. La prima, pre-risorgimentale, riguarda la formazione dell’artista. Nato a Venezia nel 1791, Francesco Hayez nasce in una famiglia di umili origini. I genitori decidono così di affidare l’educazione del figlio a Francesco Binasco, marito della sorella della madre, facoltoso antiquario e collezionista di opere d’arte. In seguito Hayez frequenta la bottega del pittore Francesco Maggiotto e la Nuova Accademia di Belle Arti di Venezia.

All’età di 18 anni, dopo aver vinto un concorso, Hayez si trasferisce a Roma. Lì conosce il suo vero mentore: Antonio Canova, lo scultore noto, tra le altre cose, per la bellissima reinterpretazione di “Amore e Psiche“. Grazie ai consigli del maestro, Hayez dipinge così nel 1814 “Rinaldo e Armida”, una delle opere più apprezzate del periodo. Da questo momento in poi, il pittore veneziano è solito dipingere  attingendo dalla mitologia.

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Ma l’esperienza romana è destinata presto a concludersi: diviso tra eccessi e salotti buoni, e dopo essere stato aggredito dal marito di una donna che frequentava, Hayez si trasferisce a Milano nel 1818, sua città d’adozione.

Ed è proprio nella città meneghina che l’artista si appassiona davvero alle istanze risorgimentali, soprattutto grazie alle nuove conoscenze. Primo fra tutti Alessandro Manzoni, del quale Hayez realizza il ritratto più famoso. A livello concettuale i punti di connessione tra l’artista veneziano e il letterato milanese sono evidenti: mentre il primo camuffa le istanze risorgimentali in un bacio appassionato del XIV secolo , il secondo ambienta “I Promessi Sposi” nel XVII parlando di dominazione spagnola. Entrambi escamotage temporali per aggirare il controllo austriaco.

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Hayez muore all’età di 91 anni, dopo aver trascorso molti anni con la moglie Vincenza e l’ultima fase della sua vita con la figlia adottiva Angela Rossi. La sua tomba è situata all’interno del Cimitero Monumentale di Milano, insieme a molte altre personalità di spicco.

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