La geniale follia dello scultore Franz Messerschmidt che si ritraeva dandosi dei pizzicotti

La geniale follia dello scultore Franz Messerschmidt che si ritraeva dandosi dei pizzicotti

Vedendo le opere di Franz Messerschmidt si rimane interdetti. Di questo scultore del settecento ci sono rimasti quasi esclusivamente i suoi busti, le sue “teste di carattere“. In principio i busti dovevano essere 100 ma ce ne sono arrivati soltanto 49.

Quello che rende incredibili questi busti sono le espressioni scolpite sui volti. Realizzati in legno, pietra e piombo, a Messerschmidt non interessava rappresentare stati d’animo, ma le relazioni dei muscoli facciali nell’adempimento di diverse funzioni.

Le smorfie a dispetto della grande precisione con cui sono realizzate non comunicano nulla. Ma allora qual è il motivo della loro origine?

Christoph Friedrich Nicolai, scrittore e amico di Franz, l’unico che poteva entrare nel suo studio, ha rivelato che lo spunto per le smorfie Messerschmidt lo prendeva direttamente dalla sua stessa faccia allo specchio dandosi dei pizzicotti.

Messerschmidt racconta che un demone lo perseguitava la notte. Era il “demone della proporzione” invidioso della sua abilità. Per controllare il demone Franz si pizzicava determinate parti del corpo.

Sempre il suo amico scrittore riporta: “Vidi Messerschmidt posare per un attimo gli occhi su questi busti e poi volgere rapidamente il capo altrove. Allora gli chiesi cosa rappresentassero. Mi rispose che il demone lo aveva pizzicato e così lui aveva pizzicato il demone.

Messerschmidt era uno scultore folle, per lui la proporzione era il segreto di Dio e comprenderla pienamente voleva dire ribellarsi a Lui come aveva fatto Prometeo. Quelle che oggi sono incredibili opere d’arte a quel tempo costarono allo scultore l’isolamento accademico e gli impedirono di ottenere una cattedra per l’insegnamento.

Immagine via YouTube