George Romero, il regista che ha terrorizzato il mondo con i suoi zombi

George Romero, il regista che ha terrorizzato il mondo con i suoi zombi

Gli zombi sono un classico dei film horror: non-morti che spuntano dal terreno dei cimiteri e terrorizzano i protagonisti dei film più paurosi. E quando si tratta di zombi, c’è un regista in particolare a cui si fa riferimento: George Romero. Con il suo capolavoro, La notte dei morti viventi, ha spaventato un’intera generazione: ma la sua produzione cinematografica è quasi completamente imperniata su queste creature.

Ieri il grande regista è venuto a mancare, e tutto il mondo cinematografico ha voluto rendere omaggio a colui che ha influenzato molti dei registi horror che lo hanno succeduto. Per questo motivo, abbiamo pensato di ripercorrere la sua carriera.

Romero nasce a New York nel 1940, e fin da piccolo il padre gli fa conoscere la magia del cinema; ogni fine settimana lo porta a vedere un nuovo film. Crescendo, Romero comincia a costruire un proprio gusto cinematografico: è attratto dai film in cui è la suspense a dominare, e le emozioni degli spettatori sono portate al limite.

Dopo essersi laureto al Carnegie Mellon University di Pittsburgh, in Pennsylvania, Romero decide di dedicarsi alla sua grande passione, e comincia a girare dei cortometraggi con i suoi amici. Con questi primi lavori ha modo di conoscere alcuni membri della Image Ten Productions, una piccola casa di produzione indipendente.

Insieme a questi nuovi soci, nel 1968 decide di girare un film a cui stava pensando da tempo, una storia interamente incentrata sulla figura di esseri pericolosissimi, inarrestabili, e soprattutto numerosissimi: gli zombie.

Il budget iniziale con cui inizia a lavorare su La Notte Dei Morti Viventi è di soli 10000 dollari, ma il regista riesce a compiere un miracolo: ancora oggi il film viene considerato il vero capostipite degli “zombie movie”, perché ha stigmatizzato tutti gli stilemi a cui facciamo riferimento quando pensiamo a questo genere. L’incedere lento e sincopato, lo sguardo vitreo e inanimato, l’insaziabile voracità, l’inarrestabilità: è Romero ad aver coniato tutti i tratti distintivi degli zombi. Il film non ha una vera e propria trama: inizia quando di colpo una coppia viene sorpresa da un’ondata di zombi e deve rifugiarsi in una casa abbandonata, resistendo un’intera notte all’assedio. Il finale è sconvolgente.

Il successo è immediato: gli studenti dei college americani si passano il film a vicenda, e ne conoscono a memoria le scene. Nonostante questo enorme risultato, però, la carriera di Romero sembra fermarsi sul nascere, visto che i suoi film successivi—La stagione della strega (1972) e Wampyr (1977)—passano inosservati.

Nel 1978, però, Romero decide di tornare alle origini, e gira Zombi. La trama del film ruota attorno a un misterioso virus in grado di resuscitare i morti, e renderli famelici, mentre l’esercito americano tenta di sgominarli. Ancora una volta, il film è un successo clamoroso, che spinge Romero a specializzarsi nel genere.

“In una società consumistica noi, come zombie”, ha detto Romero: “finiamo per comportarci in modo simile, come fossimo eterodiretti all’acquisto di cose e merci, senza controllo”

Nel 1985, infatti, esce la terza parte della prima “trilogia degli zombi”: Il giorno degli zombi. Ormai Romero è un regista che ha creato un sostrato di pubblico fedele: i suoi fan sono ossessionati dalle sue scelte scenografiche e dagli effetti speciali. La capacità del regista nel creare la suspense anche nei momenti più impensati, è inimitabile.

Negli anni novanta Romero tenta nuovamente di discostarsi dagli zombi movie, girando film come Due occhi diabolici (1990) e La metà oscura (1993). Il suo pubblico, però, non apprezza: Romero decide di prendersi una lunga pausa, tornando dietro la macchina da presa solo durante gli anni Duemila.

Nel 2005, infatti, inaugura un’altra trilogia dei morti viventi, girando La terra dei morti viventi: nonostante siano passati più di 30 anni dal suo esordio, la capacità di Romero nel saper caratterizzare gli zombi è ancora inconfondibile. Seguono poi Le cronache dei morti viventi (2007) e Survival of the Dead – L’isola dei sopravvissuti (2009): un trittico che serve anche a rendere omaggio a un genere che Romero ha letteralmente fondato.

Immagini: Copertina