I gessi dello scultore Segal che ricordano la solitudine di Hopper

I gessi dello scultore Segal che ricordano la solitudine di Hopper

George Segal è stato uno dei maggiori scultori americani in ambito della Pop Art. Oggi è forse un po’ dimenticato al di fuori degli Stati Uniti, nonostante le sue sculture in gesso bianco, a grandezza naturale, così immediatamente riconoscibili. I suoi personaggi sono ritratti in ambienti e situazioni realistiche dove però il tempo sembra essersi fermato in un’atmosfera sospesa. L’espressione neutra a volte atona del viso, gli occhi socchiusi, quasi una versione aggiornata della solitudine esistenziale dei personaggi del grande pittore Edward Hopper.

Hopper e Segal: le atmosfere di attesa e alienazione

Nato nel Bronx a New York nel 1924 da genitori ebrei polacchi, Segal nel 1946 sposò Helen Steinberg con la quale acquistò una fattoria a South Brunswick, nello Stato del New Jersey, dove abitò per il resto della sua vita.

Hopper è universalmente riconosciuto per avere dipinto la solitudine del ‘900, con paesaggi metropolitani deserti, esseri umani statici, bloccati nella tela, quasi imprigionati nel quotidiano, comunicando un realismo connotato da un forte senso di inquietudine. Segal in questo è molto vicino a Hopper nella rappresentazione di una sottile alienazione della vita urbana. Le figure di Segal sono spesso ritratte in situazioni di attesa o di transito, in atmosfere sospese a significare la provvisorità della vita umana e la sostanziale estraneità psicologica di ogni individuo verso l’altro, nonostante la vicinanza fisica.
Sono uomini e donne irrimediabilmente soli tra la folla, in mezzo al traffico, in attesa dell’autobus, al bar, in un locale gremito, insomma figure che hanno molto in comune con la perenne attesa cristalizzata nei dipinti impenetrabili di Hopper.

La tecnica artistica di George Segal

Divenne molto famoso per i suoi calchi scultorei in gesso bianco. Segal ideò la tecnica scultorea che caratterizza le sue opere e gli dona riconoscibilità: l’utilizzo di bende di gesso, strisce di garza impregnate di gesso che si usano in ortopedia, con le quali dapprima avvolgeva i modelli, poi rimuoveva le forme indurite e le ricomponeva per formare un guscio vuoto. Ma il guscio non veniva utilizzato come stampo: la conchiglia stessa diveniva la scultura finale, mantenendo a vista la ruvida consistenza delle bende.

Talvolta le le fasce impregnate di gesso erano sostenute da un’impalcatura di filo di ferro e dopo il 1976 comincia ad usare il bronzo: il risultato, di grande effetto scenografico, trasmette un senso di assurdità straniante e una strisciante drammaticità perché inseriti in ambienti banalmente normali.

Le opere di Segal

Il luogo che più di tutti raccoglie l’eredità artistica di Segal è sicuramente New York. Ma anche lo stato del New Jersey. Se cammini per le strade di New York, di sicuro non ti potranno sfuggire le opere di gesso del grande scultore pop. Tra le opere da vedere, per esempio nel quartiere Greenwich Village di Manhattan, c’è di sicuro il monumento Gay Liberation del 1980, opera commissionata in memoria dei moti di Stonewall del 1961. L’opera è il primo pezzo di arte pubblica dedicata ai diritti delle persone LGBT e si trova presso il Christopher Park. Sono quattro figure (due uomini in piedi e due donne sedute) posizionati in pose naturali. Sono figure a grandezza umana, fatte con calchi in gesso di modelli umani.

via Wikipedia

via Wikipedia

Proprio in Christopher Street si trova ancor oggi lo Stonewall Inn, un gay bar nel quale ebbero inizio, il 28 giugno 1969, i famosi moti di Stonewall che segnano universalmente la data di inizio del movimento di liberazione per i diritti delle persone LGBT.

Sempre a New York, ma questa volta all’interno del famoso Solomon R. Guggenheim Museum, puoi trovare invece The Costume Party, del 1965–72. Tre uomini e tre donne, alcuni in piedi, altri sdraiati e uno seduto, appaiono in una serie di colori primari. L’argomento scaturisce dall’esperienza personale: Segal aveva partecipato a una festa di Halloween e aveva deciso che “il tema aveva delle possibilità”. Quest’opera raccoglie figure della cultura letteraria e popolare: Antonio e Cleopatra sdraiati sul pavimento accanto a una Catwoman seduta e con Bottom – il personaggio di William Shakespeare, Superman e la cattiva di James Bond, Fiona Volpe. Qui una chiara descrizione dell’opera da parte dei curatori del Museo.

Sempre al Museo Guggenheim puoi vedere anche Piccasso’s Chair, opera ispirata al genio di Picasso.

Al Port Authority Bus Terminal, capolinea del bus che da Hoboken, New Jersey, porta a Manhattan, si trova invece The Commuters, “i pendolari”. Creato nel 1980, rappresenta tre persone in fila davanti a uno dei gate del Terminal, alla cui parete è appeso un orologio che segna le tre in punto.

Via Wikiart

Via Wikiart

Negli ultimi anni si concentra sui particolari, curando in tal modo il suo interesse per il dettaglio. George Segal rimane attivo fino al giorno della sua morte, dovuta ad un tumore, il 9 giugno 2000 a South Brunswick in New Jersey, luogo da sempre amato nelle sue creazioni.

La vita quotidiana ha la reputazione di essere banale, poco interessante e noiosa. Mi sorprende, tuttavia, come essa sia sconcertante, misteriosa e insondabile.

Per approfondire: puoi conoscere le opere e la biografia dello sculture Segal grazie al Museo Guggenheim di N.Y. che mette a disposizione online e gratuitamente, ricche descrizioni della sua attività.

Cover: Ted Eytan from Flickr