I Giardini pensili di Babilonia, una delle sette meraviglie del mondo antico

I Giardini pensili di Babilonia, una delle sette meraviglie del mondo antico

Tra le sette meraviglie del mondo antico che greci e romani consideravano le più straordinarie che l’umanità fosse mai stata in grado di realizzare, rientrano i Giardini pensili di Babilonia dove la leggenda narra che la regina Semiramide fosse solita raccogliere rose fresche durante qualsiasi stagione.

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Nonostante la tradizione voglia che sia stata la regina assira a voler costruire i giardini pensili—cosa che confermano anche un’importante opera di Degas e uno sceneggiato di Gioacchino Rossini—gli storici credono che molto più probabilmente la volontà di iniziare i lavori di costruzione attorno al 600 a.C. sia attribuibile al re Nabucodonosor II.

Benché gli archeologi non siano mai riusciti a trovare effettivamente reperti che testimoniassero con certezza assoluta l’esistenza dei giardini pensili, esistono un sacco di scritti giunti dal passato che la certificano. In quest’ultimi si può leggere che per i babilonesi i giardini erano considerati una sorta di “paradiso sulla terra di Babilonia”, e per il re Nabucodonosor un modo per ingraziarsi la giovane moglie Amita a cui mancava l’atmosfera della Persia, suo paese d’origine.

In ogni caso, le ipotesi più accreditate fanno tutte presupporre che i giardini si trovassero nelle vicinanze del fiume Eufrate, perché è impensabile che tutta quella flora potesse sopravvivere in una zona arida. Nei giardini, una struttura fatta di terrazze—che si pensa arrivasse ai 40 metri di altezza—era possibile passeggiare tra ninfee, mandorli, fiori e molti alberi da frutto.

Ovviamente, per far sì che queste piante potessero crescere, c’era bisogno di un potente sistema d’irrigazione. Si pensa che i babilonesi usassero un sistema definito noria, basato sulla risalita dell’acqua tramite dei collettori che la conducevano fino a una cisterna all’ultimo piano, in modo tale da essere poi ridistribuita.

Immagine via Wikipedia