Giorgio Morandi, l'artista italiano delle

Giorgio Morandi, l'artista italiano delle "nature morte" più famoso al mondo

Se c’è un artista che ha lasciato il segno senza mai davvero aderire a un movimento artistico, quello è sicuramente Giorgio Morandi. Tramite una paziente ricerca personale, infatti, il pittore e incisore italiano è riuscito a cogliere l’essenzialità del silenzio ritraendo semplicemente e ripetutamente oggetti di uso comune come utensili, ciotole e bottiglie.

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Per citare alcune battute de La Dolce Vita, uno dei film italiani più famosi all’estero, “si può dire che [quella di Morandi] è un’arte in cui niente accade per caso”. I suoi dipinti sono eseguiti “con uno stacco, un rigore, una precisione che li rendono quasi tangibili.”

Giorgio Morandi nasce a Bologna ne 1890, mostrandosi fin da subito interessato al disegno. Tanto che i suoi lo sostengono e gli permettono di iscriversi all’Accademia di Belle Arti, dove ottiene brillanti risultati e feedback, almeno fino a quando non si scontra con i professori che ritenevano il suo stile ormai troppo lontano dalle linee guida imposte dal programma.

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Seppur sviluppando alla fine un’estetica unica, inizialmente Morandi prende spunto dalle opere di Paul Cézanne ed Henri Rousseau, poi dai capolavori di artisti del passato del calibro di Giotto e dopo ancora da pittori, tra cui de Chirico, che si buttano a capofitto sull’arte metafisica.

Presa ispirazione da tutti questi grandi maestri l’artista, da sempre timido e molto taciturno, decide di ritirarsi tra gli Appennini per sperimentare gli impercettibili giochi di luce per i quali diventerà sempre più noto. Lì, infatti, continua a dipingere le sue nature morte che nella loro apparente semplicità, mostrano una qualità pittorica fuori dal comune. Dopo una lunga malattia, Morandi muore nel 1964 a Bologna.

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Negli ultimi decenni due avvenimenti hanno definitivamente consacrato l’indiscusso contributo al mondo dell’arte di Giorgio Morandi. Innanzitutto l’apertura del Museo monografico dedicatogli proprio a Bologna, grazie alla donazione di molte sue opere da parte della sorella Maria Teresa. Poi una recente esposizione del 2008 in suo onore al Metropolitan Museum of Art di New York, che ne ha consolidato definitivamente la stima dei cultori d’arte a livello internazionale.

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