Giotto: storia e opere del grande artefice della pittura dell'Occidente

Giotto: storia e opere del grande artefice della pittura dell'Occidente

C’è una curiosa leggenda fiorita attorno alla figura del grande pittore Giotto. La leggenda narra il suo incontro con l’artista Cimabue. Quest’ultimo avrebbe osservato il giovane pastore Giotto mentre disegnava su una roccia una pecorella del suo gregge con tanta abilità da convincerlo a portare il giovane nella sua bottega. Ecco come Cimabue sarebbe divenuto il primo maestro di Giotto. Un racconto probabilmente inverosimile, che racconta però una verità: il legame di Giotto con Cimabue, di cui fu allievo. Giotto fu molto apprezzato dai suoi contemporanei, tanto da essere definito dal Boccaccio “il miglior dipintor del mondo”. 

Ma perché il pittore è così importante per l’arte? Giotto ha avuto il merito di essere uno dei più grandi pittori, ma soprattutto è ricordato dagli storici dell’arte per aver creato i nuovi canoni della pittura occidentale. Con la sua pittura ha dato vita ad una grande rivoluzione nell’arte figurativa, diventando il modello d’ispirazione per gli artisti del Rinascimento. Giotto ha rotto gli schemi della pittura del passato diventando un innovatore di gusto e di stile. Considerato al pari di Dante nella letteratura, riuscì a rafforzare quel processo di rinnovamento della pittura che nessuno ancora era riuscito a portare a termine. Di lì a poco lo stesso pittore e scrittore dell’epoca, Cennino di Andrea Cennini, definì Giotto colui che “rimutò l’arte del dipingere di greco in latino, e ridusse al moderno; et ebbe l’arte più compiuta ch’avessi mai più nessuno”. Già per i contemporanei Giotto era quindi considerato il massimo esponente della cultura figurativa soprattutto per la sua capacità di comporre lo spazio prospettico, di utilizzare i colori e di lavorare sulla tridimensionalità del disegno e dei personaggi. Questo è confermato dai lavori che gli vennero commissionati fin dall’inizio della sua carriera artistica.

Giotto e la Basilica di San Francesco ad Assisi

Le notizie sulla giovinezza e la formazione di Giotto sono molto poche, sappiamo che nacque da una famiglia di contadini, nel 1267 non lontano da Firenze. Dopo aver studiato da Cimabue, per la formazione di Giotto fu molto importante il viaggio a Roma che intraprese prima di entrare a far parte del cantiere della Basilica di Assisi, il suo lavoro più famoso, insieme alla Cappella degli Scrovegni a Padova. A Roma si sviluppava a quel tempo un’importante scuola pittorica, quella di cui facevano parte Pietro Cavallini, Jacopo Torriti e Filippo Rusuti, i quali rappresentano in pittura la tipica monumentalità dell’arte classica.
Dopo quest’esperienza Giotto lavorò al cantiere per la monumentale Basilica di Assisi. La Basilica di San Francesco d’Assisi è costituita da due chiese sovrapposte, la basilica inferiore ha una pianta articolata e presenta una serie di cappelle affrescate da diversi artisti, mentre la chiesa superiore ha un programma iconografico unitario e chiaramente leggibile: le Storie dell’antico e del nuovo testamento sono collegate dalle illustrazioni della vita di San Francesco, attribuite molto probabilmente a Giotto.

San Francesco rinuncia ai beni terreni

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Cappella degli Scrovegni a Padova

Nel centro storico di Padova c’è un piccolo gioiello dell’arte del Trecento. E’ la cappella degli Scrovegni, un luogo di culto cattolico che ospita un celeberrimo ciclo di affreschi religiosi di Giotto dei primi anni del XIV secolo, considerato uno dei capolavori dell’arte occidentale. Giotto lavorò su commissione di Enrico Scrovegni, figlio di un famoso usuraio di Padova che acquistò il terreno per costruire la cappella che doveva servire come mausoleo familiare. La cappella si staglia maestosa con una volta dipinta da un cielo ceruleo che rende il luogo maestoso. Gli effetti della popolarità di Giotto non tardano a manifestarsi. Infatti nel progetto della Cappella degli Scrovegni, Giotto ha solo 30 anni e ha alle sue dipendenze più di 40 artisti, pronti a seguire le sue istruzioni sperando di scoprire il segreto del suo talento. Il ciclo pittorico della cappella è sviluppato in tre temi religiosi principali: gli episodi della vita di Gioacchino e Anna (i nonni materni di Gesù), gli episodi della vita di Maria e gli episodi della vita e morte di Cristo. In basso a questi affreschi, una serie di riquadri illustra le allegorie dei Vizi e delle Virtù. Tutte le storie rappresentate nella cappella alludono però allo stesso tema: la salvezza dell’uomo, un tema religioso molto sentito in quell’epoca.

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Perché Giotto è l’artefice della pittura occidentale?

Per cogliere la portata rivoluzionaria di Giotto, possiamo pensare soprattutto a l’uso che fa delle immagini. Il pittore abbandona infatti le immagini fisse, gli ori abbondanti e le astrazioni dell’arte bizantina, recuperando il contatto con il realismo e la natura. Giotto costruisce innanzitutto lo spazio del racconto in maniera tridimensionale, impostandolo con una rigorosa prospettiva delle architetture, come ben si vede nell’episodio del Presepe di Greccio del ciclo di Assisi: in questa spazialità i personaggi si inseriscono con equilibrio e in coerente rapporto con l’ambiente che li circonda. Proprio nelle figure Giotto presenta una delle sue novità più importanti: i personaggi non sono più figurine piatte della tradizione precedente, ma persone concrete, reali, come si vede dalle pieghe morbide e naturali degli abiti sotto cui si trovano i corpi. Una rivoluzione prospettica e tridimensionale fino a quel momento inesplorata.

Per approfondire: dove e quando vedere le opere di Giotto. Riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, la Basilica Superiore d’Assisi ospita gli affreschi di Giotto sulla vita di San Francesco. Per la cappella degli Scrovegni la prenotazione è obbligatoria con entrate scaglionate. Per prenotare puoi cliccare qui.

Cover: Wikipedia