Viaggi spaziali, dinosauri e natura: il programma di Google pensato per educatori e studenti

Viaggi spaziali, dinosauri e natura: il programma di Google pensato per educatori e studenti

Le mappe di Google non servono soltanto a indicarti la strada verso qualche destinazione, suggerirti un angolo dove parcheggiare la macchina, farti scoprire luoghi incredibili o lasciarti passeggiare virtualmente su Marte assieme al rover Curiosity.

Aldilà della semplice (si fa per dire) geolocalizzazione, oggi puoi usare Google Earth per acquisire conoscenze meno utili immediatamente, ma molto importanti. È spiegato in modo suggestivo già sulla pagina di Google Earth Education. “Puoi usare le mappe per ripercorrere il tragitto di Marco Polo attraverso l’Asia, per esplorare l’architettura di Barcellona, per valutare l’arretramento dei ghiacciai in Alaska, o analizzare l’habitat della Ptychadena retropunctata, la rana pelosa del Camerun”.

Poiché, sempre secondo Google, l’approccio “geospaziale ha trasformato la percezione del mondo che ci circonda, e il modo in cui affrontiamo questioni come il cambiamento climatico o la salvaguardia della fauna selvatica”.

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Se esplorazione è sinonimo di educazione, non sorprende che Google, dopo aver lanciato poco tempo fa il tool Google Voyager—programma didattico di Google Earth dedicato agli educatori, e quindi agli scolari—lo stia dotando di “storie” interattive pensate per essere visualizzate e discusse in classe.

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Il “gigante” della ricerca online ha realizzato già più di dieci “storie”, esperienze educative che sfruttano le funzioni di Google Earth. Non sono semplici tour virtuali guidati, ma quasi delle “lezioni” su un dato argomento, sviluppato esplorando diverse località sulla mappa grazie a Street View, foto, contributi video, testi. Si tratta dunque di un’operazione di storytelling formativa.

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Le “storie” sono state realizzate in collaborazione con diverse importanti organizzazioni come National GeographicHHMI BiointeractivePBS Education Mission Blue. Facciamocene un’idea più chiara.

Le storie di Google Voyager

Una volta su Google Earth, accedi a Voyager cliccando sull’icona a forma di timone. Delle varie sezioni—viaggi, natura, cultura, storia, istruzione—concentrati sull’ultima. Dentro ci sono le “storie”.

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Una di queste, A Storytelling Odissey (realizzata con National Geographic), segue il viaggio incredibile di Paul Salopek, giornalista premio Pulitzer che sta ripercorrendo una sintetica “storia dell’umanità” a piedi: dall’Etiopia, da cui partirono i primi uomini che lasciarono l’Africa 60 mila anni fa, fino alla Terra del Fuoco, attraversando Asia centrale, Cina, Russia, lo stretto di Bering e la costa occidentale di tutto il continente americano. Lo fa a piedi, con un bagaglio minimo (un cambio e qualche medicinale). Il viaggio terminerà nel 2020.

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Un’altra storia, disponibile in lingua italiana e realizzata in collaborazione con HHMI Biointeractive, si intitola Il giorno in cui i dinosauri scomparvero. È una spiegazione, corredata di video e mappe in Street View, di come si svolge l’indagine scientifica su un simile argomento.

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Cosa gli studiosi osservano, quali ipotesi ne nascono, di cosa vanno in cerca gli scienziati per verificare le ipotesi, quali sono le possibili conclusioni. C’entra anche l’Italia: uno dei principali reperti del “Limite K-T”, gli strati rocciosi fra Cretaceo e Terziario, si trova a Gubbio.

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Tutte le “storie” di Voyager incentivano l’uso di Google Earth nelle aule scolastiche. Sul sito Google Earth Education c’è anche una sezione dedicata alle risorse per gli educatori. Se vuoi spiegare la proiezione cartografica utilizzando Google Maps, ad esempio, una guida ti spiega come farlo.

Esplora Google Voyager: puoi osservare scienziati al lavoro, girare per New York City, scoprire il campo base dell’Everest o le abitazioni tradizionali nel mondo, e molto altro.

Immagini: Copertina|1 – 7