Guida a Franzen, uno dei più grandi romanzieri viventi

Guida a Franzen, uno dei più grandi romanzieri viventi

Da William Faulkner a Don De Lillo, passando per Hemingway e Thomas Pynchon, sono molti gli scrittori che hanno contribuito a rendere grande il romanzo americano. E l’esponente più rappresentativo delle ultime generazioni è sicuramente Jonathan Franzen.

Nell’arco della sua carriera, Franzen ha pubblicato cinque romanzi—più alcune raccolte di saggi e articoli—che gli sono valsi svariati premi e riconoscimenti: generando anche un’alta percentuale di vendite in tutto il mondo. I suoi lavori sono apprezzati sia per lo stile solido e personale dell’autore, sia per la loro capacità di descrivere aspetti del mondo e della cultura occidentale con una sfumatura profonda e rivelatrice.

Nato a Western Springs, in Illinois, nel 1959, e cresciuto in una cittadina del Missouri—Webster Groves—Franzen proveniva da una famiglia della classe media americana. Fin da piccolo si appassionò alla lettura, nonostante nessuno dei suoi amici amasse leggere, rifugiando il suo carattere schivo e riflessivo nei libri.

Dopo essersi trasferito a Berlino, per frequentare l’università, all’inizio degli anni Ottanta, Franzen cominciò a lavorare al suo primo romanzo, La ventisettesima città. Per portare a termine questo primo lavoro, impiegò molto tempo—venne pubblicato nel 1988—una consuetudine che lo ha accompagnato per tutta la carriera: ogni romanzo è stato portato a termine dopo anni di elaborazione.

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La ventisettesima città rappresentò una fresca novità all’interno del panorama letterario americano di fine anni Ottanta: un thriller socio/politico che riusciva a rendere a pieno l’atmosfera paranoide dell’America di Reagan. L’attenzione mediatica, però, si concentrò soprattutto sulla giovane età dell’autore, in un periodo in cui l’industria dell’editoria negli Stati Uniti cercava di creare un clima mediatico attorno a una “nuova generazione” di romanzieri: giovani autori come William Vollmann, David Foster Wallace e Bret Easton Ellis.

Deluso dalla fama personale, che aveva offuscato l’attenzione verso il suo libro, Franzen si rimise a lavoro e nel 1992 pubblicò Forte movimento. Il libro sposava uno stile più ricco e postmoderno, per certi versi simile agli stilemi adottati da altri scrittori americani della sua generazione, e per questo motivo il suo nome cominciò a essere menzionato quando si faceva riferimento alla corrente letteraria del “realismo isterico“.

Ma fu solo con il terzo romanzo, Le correzioni, che Franzen ottenne il successo definitivo: conquistando il National Book Award nel 2002, e venendo tradotto in tutto il mondo.

Le correzioni riusciva a mettere a nudo, attraverso le vicende della famiglia Lambert, tutte le più buie insicurezze che si celavano nella classe media americana di inizio millennio. Secondo alcuni critici, questo lavoro rappresenta un vero e proprio “libro generazionale“. I problemi relazionali dei Lambert non erano soltanto racchiusi all’interno di un nucleo familiare asfittico, ma rappresentavano i dilemmi di un’intera società basata sul consumo e l’alienazione.

Anche i due lavori successivi dell’autore—Libertà e Purity—seguiranno questo filone, contribuendo a rendere Franzen uno dei romanzieri contemporanei più famosi e importanti.

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