Guida a Tamara de Lempicka, la regina dell’Art Déco

Guida a Tamara de Lempicka, la regina dell’Art Déco

In passato le donne non avevano le stesse possibilità riservate agli uomini. L’affermazione della donna è frutto di un processo doveroso ma lento che, soprattutto dalle suffragette in poi, ha trovato ampio respiro nella società moderna. Proprio per questo motivo, nelle antologie scolastiche i nomi femminili non abbondano—tanto nella letteratura quanto nell’arte.

Eppure, ci sono state delle donne che con grande forza e volontà d’animo hanno conquistato la visibilità che meritavano. Oggi, personalità come quelle di Artemisia Gentileschi o Frida Kahlo vengono ricordate con mostre, film o citate per le loro biografie da cui prendere ispirazione. In questa lista è possibile inserire anche Tamara de Lempicka, una tra le massime esponenti dell’Art Déco.

Nata nella Polonia di fine Ottocento, Tamara de Lempicka fu una vera e propria nomade. Cambiò moltissime volte il paese in cui vivere—soprattutto per questioni legate agli sviluppi politici del secolo scorso—, ma rimase sempre fedele alle sue inclinazioni artistiche.

I soggetti, infatti, ritraggono quasi sempre donne eteree, avulse da contesti specifici, dalle linee nette e dall’aria un po’ malinconica. Molti esperti sostengono tutt’ora che quelle donne, dipinte con pochi colori ma decisi, siano in realtà la medesima persona: l’artista stessa.

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La malinconia che accompagnerà l’esistenza di Tamara de Lempicka è rintracciabile già dalla sua infanzia. Quando era ancora bambina il padre sparì nel nulla, lasciando l’artista piena di dubbi. Nonostante il senso d’abbandono permanesse, Tamara ebbe comunque la fortuna di essere accudita dalla nonna, che la iscrisse nelle migliori scuole polacche.

Ormai cresciuta, all’età di 18 anni si trasferì a San Pietroburgo. Lì sposò il facoltoso avvocato Tadeusz Łempicki, iniziando a frequentare i salotti buoni dell’epoca. Con l’inizio della rivoluzione, e presi di mira dalle autorità, i due si trasferirono a Parigi—la città a cui gli artisti di tutta Europa ambivano.

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È proprio lì che Tamara iniziò ad affermarsi come artista: tutte le signore di Parigi volevano essere ritratte dalla nuova arrivata. Dopo aver divorziato da Tadeusz nel 1926, Tamara iniziò a sostenere una vita dai ritmi frenetici tra feste, sessioni di pittura notturne, musica ad alto volume.

Almeno fino a quando, dopo aver sposato il barone Raoul Kuffner de Diószegh di origini ebraiche, non dovette fuggire in America nel 1943 a causa delle leggi razziali vigenti. Anche lì, tra sbalzi d’umore e vita mondana, Tamara riuscì ad affermarsi ancora una volta. Morì nel 1980, dopo essersi trasferita ancora, stavolta in Messico.

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Oggi la produzione artistica di Tamara de Lempicka è apprezzata in tutto il mondo, soprattutto da collezionisti insospettabili—come per esempio gli attori Jack Nicholson e Madonna.

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