Gustave Flaubert: il fondatore del naturalismo francese

Gustave Flaubert: il fondatore del naturalismo francese

Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come gli ambiziosi, per istruirvi. No, leggete per vivere.

Questa sua frase racchiude tutto il credo letterario di Gustave Flaubert. Il romanziere che più di tutti ha incarnato lo spirito del romanzo francese—ed europeo—ottocentesco. Con la sua decisiva vena realistica che lo rende il grande esponente del naturalismo francese. Vedeva nella letteratura il mezzo per poter decifrare la vita e il reale. Nei romanzi per Flaubert “occorre far parlare le cose, far sì che dicano la loro realtà, far sì che dicano la loro verità.”

La sua devozione alla causa letteraria è stata totale. Oltre ai capolavori che hanno segnato la sua opera—Madame BovarySalammbô, e L’educazione sentimentaleha incarnato anche un certo modo di vedere il lavoro dello scrittore. Ha sempre sostenuto di essere un autodidatta della letteratura, di non possedere alcun talento naturale se non l’ostinazione, e di aver imparato a scrivere grazie soprattutto alle riscritture.

L’infanzia e la passione per la letteratura

Gustave Flaubert nasce a Rouen il 12 dicembre 1821. Quinto figlio del famoso chirurgo Achille-Cléophas Flaubert. La sua infanzia trascorre serena: Gustave è un bambino un po’ timido, e molto distratto a scuola, ma ha grande fantasia e fin dall’infanzia ama leggere e inventare storie.

A 13 anni “fonda” la prima rivista. Una raccolta di pagine manoscritte che redige insieme all’amico Ernest Chevalier. Una sorta di gioco comune, ma che serve al futuro scrittore per ampliare la sua passione per la scrittura. Su questa piccola rivista inventa racconti e personaggi, e si appassiona fortemente all’atto di narrare.

Con l’avvento dell’adolescenza le sue letture si fanno più impegnate e serrate. Legge avidamente MicheletHugo, DumasRabelaisShakespeare e Walter Scott. Durante gli anni del collegio, poi, grazie all’amico Alfred Le Poittevin comincia a leggere Balzac e Byron, che lo colpiscono molto. È proprio in questi anni che inizia a formare il suo credo letterario: una scrittura elegante e formalmente estetizzante, ma che mira a scardinare la verità.

Dopo il collegio Flaubert viene spinto dal padre ad iscriversi alla facoltà di diritto di Parigi, dove si trasferisce per qualche mese. Insofferente alla vita parigina, infatti, decide di tornare a casa dopo poco tempo, e di continuare gli studi da privatista. In questi anni scrive la sua prima opera, Memorie di un pazzo. Che uscirà soltanto nel 1900. È un libro acerbo, eccessivamente sentimentale, ma rappresenta la base su cui poi lo scrittore costruirà L’educazione sentimentale.

Gli esordi e la creazione di un metodo di scrittura

Dal 1844, in seguito a un pesante attacco di epilessia, Gustave decide di abbandonare gli studi di giurisprudenza e dedicarsi totalmente alla letteratura. Comincia a scrivere dalla mattina alla sera. Cestina i suoi primi tentativi fallimentari, continua a far delle prove, tiene i brani che gli sembrano convincenti e continua a rilavorarli.

Spesso lavora a più di un romanzo contemporaneamente. Getta le basi per un’opera, e poi la accantona per qualche tempo aspettando che i tempi siano maturi per ritornarci. Diventa un vero e proprio artigiano della scrittura. Capisce di non essere dotato di una naturale propensione per la prosa fluida, ma non si scompone e decide di puntare sulla sua passione: ogni suo lavoro richiederà diverso tempo per essere finito (Madame Bovary, esempio, gli richiede quasi 10 anni di lavoro serrato per essere completato) ma il giovane Flaubert diventerà uno degli scrittori francesi più apprezzati di tutti i tempi.

La sincopata vita letteraria di Flaubert va di pari passo con la sua esistenza errabonda e frenetica. Dopo la morte del padre, nel 1846, Flaubert comincia ad emanciparsi definitivamente dal suo nucleo familiare, e insieme all’amico Maxime Du Camp compie svariati viaggi. Prima in Italia (Genova, Roma, Firenze, Napoli), poi in Grecia, Egitto, Turchia, Gerusalemme e molti altri. Partecipa ai moti insurrezionali francesi del 1848, ma dopo la proclamazione della Repubblica lascia Parigi e si allontana dalla dimensione politica. Passerà il resto della vita scrivendo e viaggiando—sempre in preda ad amori estemporanei e fulminei, come per la poetessa Louise Colet—fino alla morte, avvenuta l’8 maggio 1880 a Croisset, nella sua casa di famiglia.

La produzione

Proprio per questa sua attitudine laboriosa e meditata verso la scrittura, la produzione di Faubert non è sterminata. Sei romanzi compiuti, più una raccolta di tre racconti lunghi e un’opera teatrale. Dopo i due romanzi d’esordio—Memorie di un pazzo (1838) e Novembre (1842)—lo scrittore entra nella fase cruciale della sua carriera, e pubblica le sue opere cardine. Di cui per altro aveva già abbozzato le basi in gioventù. Madame Bovary (1857), Salammbô (1862) e L’educazione sentimentale (1869).

I grandi capolavori

Sono tre opere diverse fra loro, ma ognuna di esse rappresenta una pietra miliare della letteratura francese. Madame Bovary è probabilmente il più celebre: racconta le vicende di Emma Bovary, una giovane donna che sposa un modesto medico di provincia nonostante la sua indole romantica e sognatrice. La vita di provincia, però, la intristisce: e inizia a vivere un’esistenza sconsiderata—fatta di relazioni extraconiugali e debiti—per sfuggire all’abbrutimento della provincia. È considerato uno dei primi romanzi realisti della letteratura francese, e un capolavoro della letteratura mondiale di tutti i tempi.

Salammbô, invece, è un romanzo realista storico che prende fortemente le distanze da Madame Bovary. Almeno a livello di ambientazione e influssi della contemporaneità. Dopo il successo del romanzo precedente, Flaubert decide di sperimentare qualcosa di diverso, e lavora ad una storia ambientata nell’antichità. Questo romanzo infatti, racconta della storia d’amore fra il barbaro MathoSalammbô, la figlia del generale di Cartagine, durante prima guerra punica. L’opera è considerata un capolavoro, e quasi un unicum, nel saper unire il melodramma realistico al romanzo storico.

Infine abbiamo L’educazione sentimentale. Flaubert compie un altro passo in avanti con questo romanzo, che rappresenta forse il punto più alto del naturalismo francese. Lo scrittore, attraverso la narrazione biografica del giovane Frédéric Moreau mette in scena non soltanto un’opera di formazione realistica estremamente coinvolgente, ma riesce a tratteggiare l’intero impianto ideologia ed esistenziale della sua generazione. Fra moti rivoluzionari, grandi illusioni amorose, e il fervore idealista della gioventù francese di metà Ottocento.

Lo stile

Attraverso i suoi romanzi, Flaubert ha stravolto alcuni caratteri del romanzo occidentale. Il “realismo naturale” francese voleva mettere in scena un nuovo modo di concepire il mondo che veniva narrato. Più ravvicinato ai personaggi e alle loro vite, più stretto attorno alla realtà.

Per questo lo scrittore nei suoi romanzi abolisce la voce del narratore-onnisciente. Nei romanzi di Flaubert il narratore non sembra mai sapere sulle vicende più di quanto sappiano i personaggi mentre le vivono, e non ha alcun controllo sulla narrazione. Una prospettiva rivoluzionaria per il romanzo occidentale, che segna il naturalismo francese.

Un altro aspetto importante della scrittura di Flaubert, è l’abolizione delle tre unità aristoteliche. I suoi romanzi compiono salti temporali e di luogo con grande facilità. Sono dispersivi, a volte disordinati narrativamente, e proprio allo scopo di disarcionare tutte le strutture narrative classiche che non consentono ad un’opera di raggiungere una vera dimensione di realismo.

Consigli di lettura

Per avvicinarti all’opera di Flaubert, ti consigliamo di partire da Madame Bovary: il primo dei suoi grandi romanzi, e il più accessibile dei tre.

Immagini: Copertina via Wikimedia Commons