Haruki Murakami, guida allo scrittore che porta i dettagli al centro della scena

Haruki Murakami, guida allo scrittore che porta i dettagli al centro della scena

Se c’è uno scrittore che è tanto “distante” da noi quanto vicino nel toccare le nostre corde più profonde, quello è sicuramente Haruki Murakami. Lo scrittore, saggista e traduttore giapponese è riuscito negli anni a farsi spazio sempre più nel mondo della letteratura, nelle nostre librerie, nelle nostre discussioni tra amici. D’altronde, chi non ha mai sentito parlare, solo per citarne alcuni, de Nel segno della pecora, Kafka sulla spiaggia Norwegian Wood?

Per capire lo stile di Haruki Murakami—che guarda volutamente più ai dettagli che alla storia narrata—bisogna partire dalle ultime notizie che lo riguardano. Lo scrittore giapponese, parlando con il sito culturale Open Culture, ha detto di aver voluto fare un grande regalo ai suoi lettori più appassionati: la possibilità di attingere su Spotify alla sua vasta playlist personale, composta da ben 3.350 brani e ascoltare la musica di sottofondo che lo ha sempre accompagnato durante la stesura dei suoi romanzi e non solo.

Lì in mezzo, potrai trovare anche canzoni citate nei suo stessi libri. Solo per farti un’idea di ciò che potrai trovare, ti ricordi per esempio come inizia 1Q84? Nel taxi la radio trasmetteva un programma di musica classica in FM. Il brano era la Sinfonietta di Janacek. Non esattamente la musica più adatta da sentire in un taxi bloccato nel traffico.

Oltre alla musica, però, a contribuire alla stesura dei romanzi di Murakami ci sono altri due elementi altrettanto fondamentali. Il primo, riguarda l’amore che dall’adolescenza in poi lo scrittore matura per la letteratura in lingua inglese. Tra i grandi che l’hanno ispirato, troviamo Francis Scott Fitzgerald, Truman Capote, William Shakespeare e soprattutto Raymond Carver.

“Fino a quando non ho incontrato Raymond Carver, non c’era mai stata una persona che, come scrittore, potessi considerare il mio mentore”, ha spiegato qualche tempo fa Murakami. “Raymond Carver è stato senza dubbio l’insegnante più prezioso che abbia mai avuto e anche il mio migliore amico letterario”.

Il secondo elemento, invece, concerne l’attenzione che ha posto lo scrittore giapponese alle conversazioni tra i clienti del suo jazz bar—suo unico mezzo di sostentamento prima che i suoi romanzi “iniziassero a camminare da soli”—e a luoghi che ha visitato durante i suoi viaggi.

Inoltre, per capire perché Murakami è stato candidato più volte a vincere il Nobel per la letteratura, ti consigliamo di leggere—nel caso in cui non avessi ancora avuto il tempo di farlo—uno dei romanzi che abbiamo citato agli inizi. Dopo poco tempo ti accorgerai che, nonostante i racconti dello scrittore giapponese siano sempre alquanto surreali, afferiscono comunque alla realtà in cui tutti siamo immersi. Del resto un romanziere, come ha detto lo stesso Murakami, è “qualcuno che osa aver bisogno di qualcosa che non è necessario”.

Immagine via Facebook