L'antica città di Hattusa in Turchia, una delle scoperte archeologiche più importanti di tutti i tempi

L'antica città di Hattusa in Turchia, una delle scoperte archeologiche più importanti di tutti i tempi

Le scoperte archeologiche sono in grado di darci dettagli importanti sulle civiltà del passato: recentemente alcune importanti scoperte riguardo la piramide di Giza sono state in grado di fornirci ulteriori informazioni sulla civiltà egiziana, ad esempio. Nel passato, invece, ci sono state importante scoperte che ci hanno letteralmente svelato l’esistenza di intere civiltà dimenticate: come quella di Hattusa, la capitale degli ittiti.

Questa grande civiltà—che affiancava quelle della Mesopotamia, dell’Egitto, e dell’Assiria—fu infatti svelata all’inizio del ventesimo secolo. Fino ad allora gli storici avevano avuto soltanto delle ipotesi riguardo al quarto impero dell’antichità: gli scavi che riportarono alla luce le rovine di Hattusa, e un documento che testimoniava l’esistenza del “Grande Re” degli ittiti—titolo che veniva conferito solo ai reggenti dei più importanti regni dell’epoca—furono in grado di svelare questo mistero. Le rovine si trovano nell’attuale Turchia, presso il villaggio di Boğazkale, nella regione di Corum.

In realtà Hattusa, come è stato ricostruito in seguito, fu fondata dal popolo degli Hatti, e conquistata dagli ittiti solo attorno al 2000 a.C. Una volta conquistata, però, divenne la capitale dell’impero: un regno che dominava ampi territori del Medio Oriente e dell’Anatolia, e che per oltre cinquecento anni rappresentò una delle più importanti culture del mondo. Fino a che non scomparve completamente nel 1200 a.C circa.

Prima della scoperta della città di Hattusa, la civiltà ittita veniva ritenuta soltanto una leggenda: più volte nella Bibbia si faceva riferimento a questo grande popolo, ma non era mai stato possibile trovare evidenze della sua esistenza. Verso la metà del diciannovesimo secolo, però, alcuni studiosi europei rinvenirono una serie di reperti sconosciuti nel villaggio turco di Boğazkale, nella regione centrale del paese.

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Gli scavi superficiali, però, non destarono alcun sospetto in questi archeologi: soltanto dopo alcuni decenni, continuando gli scavi, venne scoperto un antico deposito in cui erano conservate in ottimo stato migliaia di tavolette di argilla che testimoniavano le attività diplomatiche dell’impero ittita. Fra questi, appunto, c’era il documento in cui si nominava la figura del “Grande Re“.

Questo documento ebbe una portata storica enorme: si trattava infatti di un trattato di pace—firmato dal faraone egiziano Ramses II e dal re ittita Hattusili III—che testimoniava una grande battaglia che si era svolta nella città di Qades, nel 1283 a.C.

Hattusa al culmine della sua grandezza era abitata da circa 40.000 cittadini, ed era composta da edifici e monumenti di grande magnificenza. Oggi restano soltanto alcuni siti che lo testimoniano: come le grandi mura del castello, i bastioni di Yerkapi, la Porta dei Leoni, la Porta del Re, e il grande Tempio centrale. Reperti artistici che testimoniavano lo stile degli artigiani ittiti, inoltre, sono stati ritrovati anche nei pressi di Israele, testimoniando quanto era diventata ampia l’area di controllo dell’impero.

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Nel XIII secolo a.C. la città fu data alle fiamme e rasa al suolo, dopo essere stata completamente abbandonata dai suoi abitanti, e occupata da una serie di popolazioni primitive. I primi furono i Kaska, una popolazione che non conosceva la scrittura.

Non è ancora chiaro come si spostarono i flussi migratori delle popolazioni ittite dopo la caduta della capitale: quello che è certo, è che la fine dell’impero ittita incarna una svolta decisiva nella storia umana. Accadde infatti a cavallo fra la fine dell’Era del bronzo e l’inizio dell’Era del ferro: in questo periodo alcune grandi città della Mesopotamia e dell’Egitto scomparvero completamente, lasciando spazio a una serie di popolazioni primitive. Il più grande crollo delle culture antiche di cui si abbia notizia.

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