Hemingway e gli altri: com'erano da giovani gli scrittori che amiamo

Hemingway e gli altri: com'erano da giovani gli scrittori che amiamo

Pensa a uno dei grandi scrittori del Novecento: probabilmente lo vedrai anziano. Autrici e autori di testi ormai classici, infatti, tendiamo a immaginarli sempre più o meno vecchi.

Ma perché? Forse perché le loro parole suonano sempre ricche del carisma, della forza o della saggezza tipiche della maturità. Impressione assecondata spesso dalle collane editoriali—come quella dei celebri, eleganti “Meridiani” Mondadori, che portano spesso (ma non sempre) sul cofanetto una foto dell’autore da vecchio. Prendiamo Ungaretti: quasi ce lo immaginiamo già canuto mentre si bagna nell’Isonzo durante la Prima guerra mondiale. E Agatha Christie, Marguerite Yourcenar… saranno mai state giovani?

Ovviamente sì. E in quell’epoca, talvolta, hanno scritto i loro capolavori. A vederli in foto, da giovani, perdono l’aureola e sembra che tornino umani. Inoltre, sono bellissimi. Siamo andati in cerca di vecchie fotografie di grandi scrittori: ecco cosa abbiamo trovato.

Ernest Hemingway, 1918

A Hemingway non piacque mai stare fermo. Come altri futuri scrittori americani, si arruolò volontario quando gli Stati Uniti entrarono in guerra nell’aprile 1917. Un difetto alla vista gli impedì di essere destinato ai reparti combattenti. Fu addestrato come autista di autoambulanza. Ai primi di giugno del 1918, dopo un passaggio a Parigi, arrivò a Milano. Stazionò anche a Vicenza e a Gorizia. Aveva 18 anni.

Hemingway a Milano nel 1918. Via

Hemingway a Milano nel 1918. Via

La foto che vedi sopra è stata scattata prima del 9 luglio 1918. La notte fra l’8 e il 9, infatti, Hemingway, che per poter assistere alla guerra da vicino era riuscito a diventare assistente di trincea (riforniva di viveri), fu ferito dall’esplosione di una bombarda austriaca e dai proiettili di una mitragliatrice.

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Aldous Huxley, anni ’20

Lo scrittore umanista Aldous Huxley, un altro “grande del Novecento”, è noto soprattutto per essere l’autore di uno dei romanzi distopici più importanti del secolo insieme a 1984 di George Orwell e Fahrenheit 451 di Ray Bradbury: Il mondo nuovo del 1932. Ma anche per una serie di saggi che costituiscono il resoconto della sua esperienza con la mescalina: Le porte della percezione.

Aldous Huxley. Via

Aldous Huxley. Via

Di questa foto, potrebbe colpirti lo sguardo un po’ vacuo, dietro gli occhiali. Durante l’adolescenza, Huxley contrasse la cheratite: fu quasi cieco da un occhio per alcuni anni, cosa che gli impedì di arruolarsi. Ma non di scrivere, che fece comunque, anche se, paradossalmente, senza poter leggere.

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J. D. Salinger a 30 anni

“Il giovane Holden”, “I nove racconti”, e compagnia bella. Avrai letto, magari nella traduzione italiana “storica” del 1961, il romanzo indimenticabile (del 1951) che attraverso la voce di Holden Caulfield ci restituisce, meglio di qualsiasi altro, l’impressione che la vita adulta, vista con gli occhi di un ragazzino, non sia che una crudele e anaffettiva menzogna. E saprai che Salinger, un uomo che riuscì a diventare uno scrittore leggendario in vita, per giunta con il primo romanzo, è uno degli autori del Novecento che più si è sforzato, a scorno del quasi indesiderato successo, di proteggere il suo anonimato. Più o meno quanto Thomas Pynchon.

Salinger agli inizi degli anni '50. Via

Salinger all’inizio degli anni ’50. Via

Per conseguenza, è difficile trovare foto di Salinger, sia da giovane che da vecchio (è morto a 91 anni). Qui sopra ne vedi una dello scrittore sui trent’anni. Ma, se sei curioso, ecco una sua foto da ragazzino. Qui invece puoi vedere altre foto dello scrittore da giovane più alcune crudeli “paparazzate“: l’anziano Salinger sorpreso col carrello della spesa, all’uscita dal supermercato, che tenta di coprirsi il volto.

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John Fante, anni ’30

Los Angeles, dammi qualcosa di te!

John Fante è soprattutto l’autore delle Storie di Arturo Bandini, la più celebre delle quali è “Chiedi alla polvere“. Come il suo alter ego, il candido e insieme turbolento antieroe Bandini, anche Fante era di origini italiane. Il padre era un immigrato chietino, la madre aveva origini lucane. Insomma, Fante fu un figlio dell’immigrazione italiana negli Stati Uniti.

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Come Bandini, poi, anche Fante era un bevitore.

Mio padre era contentissimo quando sono nato. Era così felice che si è ubriacato, ed è rimasto in quello stato per una settimana. Di tanto in tanto negli ultimi ventuno anni ha continuato a celebrare il mio arrivo.

Jack Kerouac, a 20 anni

Dello scrittore e poeta autore di Sulla strada e I sotterranei—oltre che di molti haiku—esistono solo foto “da giovane”, perché morì a 47 anni, nel 1969. Tuttavia nelle più note fotografie degli anni ’50 e ’60 vediamo Kerouac già sulla quarantina, spesso attorniato da altri membri della Beat Generation, come Ginsberg, o l’outsider Borroughs. Ma cos’era Kerouac quand’era ancora un giovane adulto, non aveva pubblicato un solo libro, non conosceva ancora i beat?

Kerouack nel 1943. Via

Kerouac nel 1943. Via

Qui sopra, è il 1943, si era appena arruolato in Marina. Dopo neanche dieci giorni l’avrebbero riformato perché “schizoide”, anche se non pericoloso. L’anno prima era terminata inaspettatamente, e malinconicamente, la sua carriera nel football. Kerouac era un running back promettente, seguito dai talent scout. Tanto promettente che la Columbia University gli offrì una borsa di studio. Tuttavia—c’è anche un libro che racconta questa storia—una gamba rotta e i continui litigi con l’allenatore Lou Little, che lo teneva panchinaro, lo portarono all’abbandono della carriera (e dell’università). Era il 1942, otto anni dopo sarebbe uscito “La città e la metropoli”, il suo primo romanzo.

Kerouack con la divisa della Columbia University, 1941-42

Kerouac con la divisa della Columbia University, 1941-42. Via

Il giovane Čechov

Andiamo un po’ più indietro, rintracciando uno dei più grandi scrittori e drammaturghi del XIX secolo, Anton Čechov. Eccelso, oltre che nel teatro, nelle forme del racconto lungo (“La steppa”, l’allegorico “La corsia n. 6”), e del racconto breve, o brevissimo. Come il capolavoro “Uno scherzetto”. Dell’autore vediamo quasi sempre le foto della maturità. Magari seduto allo scrittoio, con gli immancabili pince-nez inforcati o fra le mani, e lo sguardo assorto. Ecco qui invece un Čechov ventenne, appena giunto a Mosca. In grandi ristrettezze economiche, si dedicava allo studio (era iscritto alla Facoltà di Medicina) e iniziava proprio allora a scrivere qualche racconto, che inviava alle riviste umoristiche moscovite. Era il 1880: iniziava la carriera di un grande autore.

Anton Čechov ventenne. Via

Anton Čechov ventenne. Via

Immagini: Copertina